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mercoledì 12 maggio 2010

Ciabatte utili e diverse

Girando per la rete ci s'imbatte spesso nelle assurdità che il mondo s'inventa. Fra le innumerevoli di seguito propongo due che mi hanno colpito, vuoi per praticità, vuoi perché di facile costruzione anche in casa, con poca destrezza, pochi materiali e un po' d'attenzione.

Ciabatte luminescenti

Qui si tratta di recuperare, secondo mio parere, due led alta luminescenza con annesse pile e micro interruttore, che magari provengono da accendini o portachiavi. Vuoi mettere la possibilità di salvaguardare i mignolini dei piedi allorquando la notte, necessità impellenti ci fanno precipitare verso il bagno incontrando sul percorso tutti gli spigoli disponibili? E che dire del fatto che non andiamo a svegliare nessuno con l'accensione di luci?

Ciabatte help cleaning

Non so voi, ma dover ripulire il pavimento dopo aver preparato il pranzo/cena, oppure la camera dopo aver rifatto i letti ecc., non sempre va d'accordo sul tempo disponibile. Cucendo sotto alle ciabatte un panno per pulire, opportunamente sagomato, potrebbe risolvere le cose.

giovedì 22 aprile 2010

Abbellire la propria casa

Magari sarà un po' pacchiano, ma volete mettere l'effetto che si avrebbe?

giovedì 20 agosto 2009

Candele pericolose

Poetico retaggio dell'era pre-elettricità, rispolverato fino a qualche anno fa solo in occasione di improvvisi black-out, oggi le candele sono gettonatissime da nostalgici, innamorati, fan della new age e teorici delle ultime tendenze di interior design.

Onnipresenti nelle cenette a due, e quasi d'obbligo accanto all'alcova o nelle sale da bagno di moderna concezione, i 'lumicini' in ogni loro variante alimentano un mercato stimato in oltre 125 milioni di sterline nel solo Regno Unito. Ma se candela dev'essere, è molto meglio selezionarla e utilizzarla con cura, avvertono adesso i ricercatori Amid Hamidi e Ruhullah Massoudi.

Secondo recenti studi sembra infatti che le candele possano provocare malattie polmonari: un cero di 15 grammi, mentre brucia, può produrre, in una stanza di 20 metri quadrati, particolati e polveri sottili 200 volte superiore a quelli presenti nell’aria di una città quando si superano i limiti di sicurezza.

Non solo scatenando allergie o asma, ma favorendo addirittura il cancro. La cattiva notizia per gli ultimi romantici arriva dal meeting annuale dell'American Chemical Society. Nel mirino dei ricercatori della South Carolina State University - si legge sul quotidiano britannico 'Daily Telegraph' - ci sono in particolare le candele più economiche alla cera di paraffina: un derivato del petrolio che può liberare nell'aria veleni come il toluene o il benzene. Decisamente più sicure, anche se molto meno 'cheap', sarebbero invece le candele fabbricate con la cera d'api o di soia.

Spesso si crede che le candele fatte di cera d'api o di materiali vegetali a base di soia brucino in modo più pulito rispetto a quelle a base di paraffina. Tuttavia la paraffina molto pura, essendo composta principalmente di idrocarburi, brucia in modo pressoché pulito dando luogo a vapor d'acqua e anidride carbonica. Il tipo di stoppino e l'aggiunta di profumi e colori incidono molto più dei materiali nel determinare la quantità di polveri immessa nell'aria durante la combustione. Le candele più "pulite" saranno quindi quelle non profumate, non colorate, ben costruite e riparate da spostamenti d'aria.

Gli studiosi hanno infatti dimostrato che, tenendo accese delle candele in una piccola stanza per 5 ore, il fumo sprigionato dalla cera di paraffina che brucia presenta picchi di sostanze dannose. In primis il toluene, che può provocare vertigini, e il benzene, ossia lo stesso composto cancerogeno nascosto nelle sigarette.

Come sempre accade, precisano gli autori dell'esperimento, anche in questo caso il problema si pone per chi esagera. Accendere una candela alla paraffina di tanto in tanto non comporta invece alcun rischio, assicura Hamidi. Ma se lo stoppino brucia "tutti i giorni dell'anno, per esempio a bordo vasca in una stanza da bagno non aerata", allora il pericolo c'è.

In un mondo perfetto, spiegano infatti gli scienziati Usa, ogni candela dovrebbe liberare soltanto acqua e anidride carbonica. Siccome però la cera non brucia a temperature sufficientemente elevate per neutralizzare ogni altro composto contenuto nella paraffina, la complice penombra creata dalla fiamma viene inevitabilmente 'avvelenata' da alcune molecole pesanti potenzialmente dannose. E' il caso, appunto, di toluene e benzene. Sostanze che, garantisce Massoudi, non vengono prodotte dalle vecchie candele in cera d'api o da quelle alla soia.

Noemi Eiser, direttore medico onorario della British Lung Foundation, tiene comunque a tranquillizzare gli amanti dell'illuminazione 'old style': "Un utilizzo occasionale della paraffina non comporta rischi per salute dei polmoni", dice. Cauta anche Joanna Owens, science information manager dell'associazione britannica Cancer Research. "Non esiste un'evidenza diretta che usare candele ogni giorno possa influenzare la probabilità di ammalarsi di cancro", commenta. In termini di rischio oncologico, "il tipo di inquinamento indoor più pericoloso resta il fumo delle sigarette altrui", ricorda l'esperta.
Fonte

domenica 9 agosto 2009

Gioielli da spiaggia

Tempo di vacanze al mare (ma non solo). Ci piacerebbe metterci in mostra con gioielli di valore, ma ben sappiamo che l'eventuale loro perdita o furto, ci farebbero vanificare il gusto di portarli e peggio. Per cui si ripiega con articoli che , pur mantenendo un decoro discreto, non arrivano a certe cifre. Ed ecco riempirci di collanine, braccialetti, anellini, etc., conosciuti in genere anche come, bigiotteria.

Gli oggetti di bigiotteria hanno ormai scalzato il predominio secolare dei gioielli quali unici ornamenti personali. Oggi i bijoux, in quanto a particolarità e ricercatezza, non hanno più nulla da invidiare ai loro rivali più preziosi.

Diffusi sin dall’antichità nella forma di spille, collane, orecchini, bracciali e fermacapelli, nell’antica Grecia e nell’impero romano gli oggetti di bigiotteria erano costituiti soprattutto da pietre semipreziose, legno e altri materiali naturali. Tuttavia il gioiello rimarrà per parecchi secoli il protagonista incontrastato, simbolo di agiatezza ed elevato status sociale.

Sarà la fine del diciannovesimo secolo ad offrire la ribalta alla bistrattata bigiotteria. Nasce, infatti, in Inghilterra il movimento dell’Arts&Crafts che recupera la valenza dell’artigianato e si avvale per le proprie opere di materiali di uso quotidiano. Ma è l’ Art Nouveau a decretare la grande diffusione della bigiotteria.

Essa connota gli ornamenti, come anche all’architettura, con forme dolci e sinuose, che ripropongono soprattutto motivi naturali. L’Art Decò (in particolar modo dopo la Mostra Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne del 1925 tenutasi a Parigi) prosegue l’opera propulsiva nei confronti della bigiotteria, iniziata dal precedente movimento artistico.

Con l’Art Decò i bijoux si caratterizzano per le geometrizzazione delle forme, la stilizzazione dei motivi decorativi e, per la prima volta, l’utilizzo di leghe e metalli come il ferro, il nichel e il cromo. Nel 1922 viene riportata alla luce la tomba del grande faraone Tutankhamon, nella quale viene rinvenuto il corredo funebre contenente numerosi gioielli e oggetti di valore: scoppia una vera e propria “moda egizia” che si ripercuote anche negli oggetti di bigiotteria, come dimostra l’enorme diffusione in quegli anni dei bracciali “alla schiava”.

Negli anni Trenta a dettare la moda saranno le star hollywoodiane. Esse indossano bijoux vistosi ed appariscenti, spesso di pietre sintetiche, esibiti per attirare tutti riflettori su di sè. Con la Seconda Guerra Mondiale lo sfarzo hollywoodiano sembra lontano anni luce. È la sobrietà a farla da padrona, gli unici ornamenti sono le spille patriottiche indossate dalle donne per solidarietà con i soldati al fronte.

Nel dopoguerra una tappa molto importante, nell’evoluzione della bigiotteria, sarà senza dubbio l’utilizzo del cristallo Swarovski, che avrà un enorme e duraturo successo. Venduto già dagli anni Trenta ad altre aziende, troverà impiego nella moda solo successivamente.

A decretare, infatti, il suo ingresso ufficiale nella moda, nel 1955, sarà la creazione, per il grande stilista francese Christin Dior, dell’ “Aurora Borealis”, un particolare modello di Swarovski ricoperto da sottili strati di metallo. Negli anni Sessanta e Settanta, con l’avvento dei movimenti hippy, si avranno bijoux etnici, dai colori psichedelici, le forme futuristiche.

I materiali utilizzati sono poveri (spesso di scarto); viene adoperata in particolar modo la plastica. Attualmente tutti i più grandi marchi di moda hanno concesso un’ampia fetta della produzione e del mercato alla bigiotteria. Frutto di produzione seriale oppure di lavorazione artigianale, ormai i bijoux godono di una diffusione straordinaria e vengono sfoggiati con vanto quasi più dei classici gioielli.

I materiali utilizzati sono fra i più svariati. Fra le pietre troviamo: l’amazzonite ( pietra dura di colore verde smeraldo o verde mela), il diaspro (compatta e opaca, di colore rosso, giallo e verde), la corniola (minerale di colore rosso), l’ematite (si presenta sotto forma sia di cristalli distinti, di colore grigio-acciaiao, sia in aggregati granulari), la fluorite (minerale trasparente o variamente sfumato), l’ossidiana (roccia eruttiva a pasta vetrosa di colore scuro), sodalità (roccia eruttiva di colore azzurro o grigio), l’agata (minerale di vario colore), l’avventurina (varietà di quarzo che presenta un luccichio giallo, azzurro, verde o rosso), l’onice (minerale che presenta striature o zonature a colori contrastanti), l’occhio di tigre (varietà di quarzo che presenta un riflesso mobile di color giallo-oro molto splendente), la paesina (roccia di colore rosso, marrone, verde), la rodonite (minerale di colore rosso bruno).

I metalli e le leghe più adoperate sono invece: ferro, acciaio, ottone, alluminio, rame e nichel. Tuttavia i materiali non si esauriscono qui: abbiamo, infatti, anche vetro, plastica, plexiglass, pelle, materiali naturali (legno, caucciù, ciottoli, conchiglie, sabbia etc…)

I bijoux possono essere essenzialmente classificati nelle seguenti categorie:
  • Bijoux de coutoure: è il bijoux di alta foggia, destinato all’ambito dell’alta moda
  • Bijoux di fantasia: di qualità medio-alta, è l’articolo di bigiotteria rivolto ad un pubblico più ampio da abbinare al pret-à-porter
  • Bijoux in serie: prodotto in migliaia di pezzi, economico è indirizzato al vasto pubblico popolare
Come orientarsi per l’acquisto della bigiotteria

Negli ultimi anni sono sorte numerose catene di negozi specializzate in bigiotteria seriale; fra le più famose troviamo: “Carina bijoux”, “Couture & beauty” e “Accesorize” (dove, però, non vi sono esclusivamente bijoux, ma accessori di vario genere).

Per i bijoux di fantasia sono le grandi marche ad offrire ampia scelta: Breil, Fossil, Morellato, Nomination. La bigiotteria è molto diffusa anche nei mercatini di artigianato, nei quali, molte volte, possiamo imbatterci in vere e proprio rarità. Per coloro che sono allergici ai metalli, sono stati creati appositamente bijoux anallergici.

Se poi desiderate un bijoux originale, esclusivo, che rispecchi a pieno la vostra personalità, potete crearne uno con le vostre stesse mani. I materiali sono facilmente reperibili nei negozi di hobbistica e di belle arti, oppure è possibile ordinarli via Internet. Per ottenere un prodotto soddisfacente bastano solo un po’ di manualità, fantasia e molta pazienza. È possibile acquistare articoli di bigiotteria anche in rete, all’interno di siti specializzati.

Tuttavia, soprattutto quando si intendono comprare orecchini, collane o bracciali, è consigliabile indossare il bijoux prima dell’acquisto, perchè è solo provandolo che si può constatare se si addice al proprio viso o comunque alla propria persona.
Ad ogni occasione il suo bijoux

I bijoux sono indossati indistintamente da persone di ogni età, sia in occasioni importanti sia per una semplice uscita con gli amici. Per eventi in cui sono richieste maggiore formalità ed eleganza, sono preferibili bijoux coordinati di pietre oppure realizzati con metalli opachi o lucidi.

Questi ultimi si adattano bene anche a situazioni più informali, in quanto più giovanili e sbarazzini. Per la quotidianità ci si può sbizzarrire e dare spazio alla fantasia. Si possono scegliere forme insolite (che riproducono ad esempio animali o oggetti di uso quotidiano), colori sgargianti, materiali inusuali.

mercoledì 5 agosto 2009

Quotidiani elettronici

Dopo tanti anni di chiacchiere, finalmente è arrivato il momento dei primi test sul campo dei nuovi giornali elettronici.

Sarà un quotidiano magico, come la "Gazzetta del Profeta" letta da Harry Potter, scrive il "Times". E in effetti lo schermo elettronico flessibile, capace di restituire immagini e video e allo stesso tempo di stare arrotolato dentro una cartella, rischia di trasformare come per incantesimo una buona fetta dell'industria editoriale e non solo.

Non quelli online – che tutti ben conosciamo – ma le versioni plastiche aggiornabili digitalmente, capaci anche di funzioni multimediali. “Gli schermi flessibili permetteranno la diffusione istantanea dei giornali ovunque e su supporti inediti, dal braccialetto-orologio ai muri delle stazioni e degli aeroporti”, ha dichiarato Bruno Rives, fondatore della società di consulting Tebaldo, sulle pagine di Le Monde.

Il prodotto dovrebbe essere ormai in dirittura d'arrivo, segnala la Plastic Logic, un'azienda di Cambridge (Massachusetts) che ha fatto affidamento sugli studiosi del Cavendish Laboratory. Il progetto è costato 180 milioni di euro e dieci anni di studio.

Il Plastic Logic ha le dimensioni di un foglio A4 e si basa su una tecnologia simile a quella dei lettori elettronici: lo schermo non è a cristalli liquidi, ma a nanosfere, dunque non consuma energia se resta acceso, ma solo quando si gira pagina. A dargli vita non è il consueto microchip di silicio, ma uno di plastica,

Insomma, la visione sci-fi sta per diventare realtà. E-ink, l’azienda che per prima ha sviluppato il supporto in questione, ha confermato che la sua diffusione inizierà nel 2015. E bisogna credergli perché in Belgio almeno 200 lettori della testata De Tijd stanno testando in queste settimane il nuovo supporto. Venerdì 17 marzo il giornale economico francese Les Echos ha mostrato alla stampa il suo primo prototipo compatibile. “Lo schermo flessibile sta uscendo dai laboratori di ricerca per entrare nella fase produttiva. Ma le prime applicazioni saranno delle etichette elettroniche che indicano i prezzi dei prodotti.

I primi schermi Plastic Logic verranno commercializzati negli Stati Uniti all'inizio dell'anno nuovo, a un prezzo simile a quello del lettore rigido Kindle della Amazon, concorrente diretto, cioè attorno ai 300 dollari. In Europa il quotidiano arrotolabile arriverà verso fine 2010 o inizio 2011. L'avvio della produzione è questione di qualche mese. Per la verità l'azienda è già pronta, ma ci sono ancora perplessità di marketing, dice il vicepresidente della Plastic Martin Jackson: "La gente si preoccupa che lo schermo possa rompersi se lo arrotola e lo mette in cartella".

Si può pensare poi a dei notebook che, una volta chiusi, continuano a visualizzare informazioni grazie a uno schermo flessibile posto sulla parte superiore”, ha spiegato un portavoce di Plastic Logic, azienda leader nella ricerca & sviluppo di queste soluzioni.

La modalità di aggiornamento delle pellicole avverrà tramite dispositivi wireless, come il Wi-Fi e il Bluetooth. Il problema a questo punto è legato alle strategie future dei grandi gruppi editoriali. Già, perché il lavoro stesso delle testate è destinato a cambiare, soprattutto per quanto riguarda i tempi di elaborazione delle notizie.

«L'innovazione - afferma Brown - consiste nell'usare la tecnologia dell'industria della stampa per produrre circuiti elettronici». Finora, infatti, i circuiti sono sempre stati realizzati con materiali inorganici come il silicio, molto costosi da lavorare «perché - precisa Brown - richiedono un alto vuoto, alte temperature e processi di fotolitografia molto onerosi». Con queste nuove tecnologie, invece, i costi di produzione «risultano molto più bassi - dice il ricercatore italiano - e si riduce anche l'impatto ambientale, visto che non ci sono sprechi e i solventi usati nella lavorazione sono molto meno dannosi dei gas tossici utilizzati dall'industria del silicio».

«Le applicazioni principali dei circuiti plastici - sottolinea Brown - sono soprattutto due. Innanzitutto gli schermi piatti, che potranno essere prodotti su substrati flessibili a basso costo. E poi l'etichettatura elettronica in radiofrequenza, che sfrutta, appunto, la Rfid, cioè la Radio frequency identification. É il caso dei codici a barre che potranno essere letti senza il contatto del lettore. Così al supermercato, per esempio, non dovremo scansionare ogni oggetto. Se poi abbiamo un frigorifero che utilizza la stessa tecnologia e che magari è anche collegato a Internet, potremo essere avvisati della data di scadenza di un prodotto e ricomprarlo online, senza muoverci da casa». Nel 2001 la Plastic Logic ha vinto l'"European Technology Innovation Award" del «Wall Street Journal Europe», classificandosi prima nella categoria "Base Technologies".

New York Times, El Pais e Yomiuri Shimbun si stanno interrogando sugli effetti collaterali di questa rivoluzione. La stessa Ifra, l’associazione internazionale degli editori, ha posto la questione al centro di un acceso dibattito. Fra meno di 10 anni il cartaceo andrà in pensione, con evidenti benefici economici per le testate e l’ambiente. I professionisti del settore saranno in grado di adattarsi alle nuove esigenze?

sabato 13 giugno 2009

Aqua dall'aria

Il Water Mill e’, approssimativamente, un deumidificatore che invece di considerare l’acqua un rifiuto, la presenta come il bene appena prodotto. Si applica all’esterno dell’abitazione, dove attinge all’umidità atmosferica per consegnare circa 12 litri di acqua potabile al giorno grazie ad un rubinetto posto all’interno.

Un litro di acqua potabile prodotta in casa costerebbe pochi centesimi, non avrebbe bisogno di trasporto, stoccaggio e imballaggio usa e getta.

La potabilizzazione avviene tramite un passaggio con filtri al carbone attivo ed uno sotto raggi ultravioletti. In futuro saranno disponibili modelli alimentati da un piccolo pannello fotovoltaico o da una ventola eolica e, a partire dal febbraio 2009, i Water Mill saranno disponibili per la vendita on line.

Nel sito di Element Four, che produce il Water Mill, sottolineano molto la sostenibilità dell’oggetto, ricordano le tensioni geopolitiche legate all’accesso alle acque potabili, le minacce dei cambiamenti climatici e i problemi di inquinamento di fiumi e falde da cui un tempo si attingeva tranquillamente.

Si legge che lo venderebbero dove le acque sono scarse o non sono più potabili per via dell’inquinamento, sia per scopi umanitari che ai militari… insomma, a tutti coloro che sono disposti a pagare per bere. Dopotutto non stanno facendo beneficenza, ma affari.

venerdì 12 giugno 2009

Usare il caffè per stampare

Gli avanzi di caffè possono essere riciclati e diventare inchiostro per stampare documenti, usando una stampante appositamente disegnata per questo scopo. La stampante e’ dotata di una specie di bicchierino in cui versare gli avanzi di bevande scure (tè o caffè). Il bicchierino va mosso a destra e sinistra manualmente e la bevanda viene depositata sul foglio.

La stampante a caffè si chiama RITI printer ed e’ stata ideata dal coreano Jeon Hwan Ju, che l’ha iscritta alla Greener Gadget Competition.

La stampante che ricicla le bevande e che funziona a mano, senza elettricità, e’ un buon esempio di “manodomestico”, ovvero di elettrodomestico che funziona senza elettricità.

Basta immettere, nell’apposito bicchierino, un quantitativo di fondo di caffè per avviare una stampa eco-friendly in bianco e nero (o meglio marrone) , magari anche impreziosita da un avvolgente aroma di caffè che non guasta!

Di sostenibile in RITI non c’è solo questo aspetto però. Oltre alle cartucce sostenibili c’è da aggiungere che RITI non necessita di energia per funzionare, ha bisogno solo di un’azione manuale. Grazie ai comandi esclusivamente manuali è possibile stampare i propri documenti semplicemente spostando da destra verso sinistra, e viceversa, il contenitore del fondo di caffè.

Partendo dal presupposto che bisognerebbe evitare di stampare, sprecando meno fogli, meno energia e inquinando di meno, credo che RITI sia una valida alternativa alle classiche stampanti. Sarebbe opportuno vedere una stampa per farsi un’idea delle prestazioni e potenzialità di RITI per vederla commercializzata.

Negli USA e nel nord Europa, dove il caffè si prepara in caraffe, l’idea potrebbe funzionare. Da noi il caffè si prepara quasi sempre al momento di berlo, e’ quindi più difficile che ne avanzi.

Per un’amante del caffè come me, non c’è niente di più meraviglioso di una stampante che utilizza la polvere di caffè, invece di toner tossico o cartucce non riciclabili, per stampare in bianco e nero (diciamo più sul virato che non in scala di grigi).
Il caffè è facilmente biodegradabile, quindi la stampante diventa a tutti gli effetti eco-sostenibile. Due piccioni con una fava allora: caffè e rispetto per l’ambiente…

mercoledì 3 giugno 2009

Garage aperto dal cellulare

Chi di voi ha la fortuna di avere un garage con porta motorizzata via radio, avrà l’occasione di effettuarne l’upgrade utilizzando una tecnologia più “consona” al terzo millennio, grazie ad un riconoscitore di segnale bluetooth.

Basta quindi con pulsanti e telecomandi difettosi e copie costosissime, da oggi potrete semplicemente utilizzare il vostro cellulare, chiaramente se munito di bluetooth, ed interagire direttamente con il vostro apriporta elettronico. Con Bluegard basterà registrare il vostro telefono sul dispositivo, e al resto penserà tutto lui.
Il dispositivo è in grado di verificare in maniera intelligente, l’avvicinarsi del segnale bluetooth emanato dal vostro cellulare e decidere se aprire o meno la porta del garage, evitando in questo modo di aprire la porta mentre siete in cucina o al bagno.
Purtroppo non sono stati resi noti prezzi e disponibilità, ma se non sarà troppo esoso, sinceramente non mi dispiacerebbe averne uno… motore e porta motorizzata a parte si intende -.-


via [ohgizmo

giovedì 28 maggio 2009

Un PC, piccolo piccolo: by LINUX

Quanti di voi hanno pensato, almeno una volta, ad inserire nella propria automobile un PC con all'interno i programmi che gli possono servire? Oppure avere un PC di dimensioni tatli da poterlo tenere a portata di mano?
PicoTux 100 è il suo nome ed è incredibilmente il micro-pc più piccolo al mondo con sistema operativo Linux installato e funzionante mai realizzato. Le sue misure sono davvero imbarazzanti: 36mm×19mm×19mm, ovvero come le dimensioni della presa di rete LAN RJ45, comprensive del jack di alimentazione e porta seriale.

Il processore è un AMR7 NetSilicon NS7520 a 55MHz con kernel uClinux 2.4.27 e shell Busybox 1.0. La comunicazione è assicurata da due interfacce: ethernet 10/100 Mbps H/F Duplex ed una non più recente porta seriale RS232. Per quanto riguarda la RAM, possiede una sdram da 8 Mb, mentre come “hard disk” utilizza una conpact flash memory da 2 Mb, dove in sostanza risiede il sistema operativo linux in soli 720 Kb di spazio.

In questa minima installazione di uClinux, è stato inserito il Telnet ed un Webserver, mentre il compilatore C è la versione 3.4.4 di GCC. Passiamo invece al peso: irrisorio solo 18 grammi, che praticamente lo rendono anche il PC più leggero al mondo! Sul sito ufficiale trovate lo shop online, nel quale è possibile acquistare il PC già “montato” oppure i kit di assemblaggio per un fai da te professionale, il tutto a partire da 99,00 €

mercoledì 27 maggio 2009

Caffè espresso ovunque

Il gadget di oggi non è elettronico, ma merita senza dubbio un posto nella classifica degli aggeggi più cool della storia: stiamo parlando di Handpresso, la macchina per caffè espresso portatile, che senza bisogno di corrente elettrica o pile promette di fare un caffè degno del miglior bar. ll funzionamento è piuttosto semplice: quando la voglia di caffè vi assale nel posto più imporbabile, in mezzo a un bosco, in cima a una montagna o nella metropolitana strapiena, vi basterà versare dell'acqua bollente nel vostro Hadpresso, inserire una cialda del vostro caffè preferito e azionare il meccanismo a pompa della macchina. Il caffè uscirà fumante e fragrante, pronto per essere gustato nella vostra tazzina preferita.
Dal punto di vista tenico Handpresso non è altro che una pompa capace di raggiungere la pressione di 16 bar, paragonabile a quella delle macchine per espresso domestiche.
Si compra online per 99 euro, insieme a numerosi accessori tra cui un elegante astuccio in cuoio che contiene il thermos per l'acqua calda e un set di tazzine.
Nel video qui sotto una dimostrazione del funzionamento.



IQ: il navigatore intelligente

Vi piacerebbe un navigatore satellitare che vi conduce alla meta come se fosse "uno del posto" ? Che vi fa fare strade alternative, poco frequentate e soprattutto sconosciute ai navigatori altru? È ONE IQ Routes, il navigatore intelligente di casa Tom Tom.

Ma in cosa consiste la sua intelligenza? Nella capacità di calcolare gli effettivi tempi di percorrenza a seconda del giorno e dell’ora: IQ Routes sa per esempio che, se per percorrere il miglior tragitto la domenica pomeriggio ci vorranno 21 minuti, a causa delle condizioni di traffico del lunedì mattina bisognerà fare un percorso del tutto diverso, della durata di 27 minuti.

L’intelligenza del navigatore in realtà altro non è che un complesso e raffinato data base dove sono raccolti anni di misurazione anonima delle velocità sui diversi tratti stradali. Questi dati consentono a IQ Routes di tenere conto di qualsiasi fattore che possa generare un ritardo al viaggio.

Costa 199 euro con le mappe di tutta Europa e può essere acquistato in tutti i negozi di elettronica. Per chi vuol fare le cose in grande, IQ Routes è disponibile anche in versione XL con schermo da 4.3 pollici al prezzo di 229 euro.

lunedì 18 maggio 2009

Bacchetta magica: ve la da Microsoft

"Aggiornato dopo la stesura"
Ancora non è dato a sapersi quale sarà la formula da pronunciare, ma è già una suggestione sufficiente il poter pensare che un domani ognuno di noi possa avere in mano una bacchetta magica. L'idea è di scrittori e fumettisti e si perde nel tempo, ma a tentare di concretizzarne l'uso è Microsoft. Ed il tutto è già stato depositato presso l'USPTO, l'ufficio brevetti degli Stati Uniti.

Richiesta di brevetto numero 20090121894, titolo "Magic Wand" (propriamente "bacchetta magica"). Abstract: «Il soggetto è relativo ad una architettura che possa facilitare una ricca interazione per la gestione di componenti ambientali [...]. L'architettura può utilizzare uno o più sensori da una collezione di sensori per determinare l'orientamento o i gesti in connessione alla bacchetta». Insomma: i movimenti della bacchetta hanno un significato preciso ed un uso intuitivo della stessa potrebbe pertanto cambiare radicalmente le modalità di interazione con oggetti di varia natura (il che assume significato ancor maggiore se in connessione ad una filosofia domotica per le abitazioni del domani).

Firmatari della richiesta di brevetto Andrew David Wilson (team Surface), James Allard (team Xbox), Michael Cohen, Steven Drucker, Yu-Ting Kuo, il tutto a nome della Microsoft Corporation. Il brevetto non descrive nei dettagli le possibilità d'uso e, ovviamente, tiene sul vago e quanto più esteso possibile il concetto dinamico di una bacchetta che potrebbe peraltro assumere connotati fisici differenti da quelli che si sono culturalmente ereditati dall'immagine di Mago Merlino. Spiega GamesNations: «Questa sorta di bacchetta magica sarebbe dotata di accelerometro e sensore di movimento, e di misure biometriche che consentirebbero al controller di "adattarsi" alla persona che lo utilizza. Ma non finisce qui: il brevetto include anche una telecamera, un laser, un trasmettitore ed un giroscopio, in modo che possa controllare praticamente ogni dispositivo casalingo».
Microsoft brevetta la bacchetta magica

Le speculazioni attorno alla richiesta di brevetto Microsoft sono destinate a partorire le più fantasiose applicazioni per la tecnologia descritta all'USPTO. Si va dall'applicazione domotica correlata a Surface, capace di controllare qualsiasi elettrodomestico o altro device casalingo, fino alla sperimentazione di nuovi controller per l'intrattenimento videoludico. Il brevetto non si pone limiti e nell'elenco dei possibili strumenti abilitati all'interazione con la "Magic wand" figurano termostati, media device (televisioni, media player, lettori DVD, eccetera), console da gioco, computer ed altro ancora. Il testo, inoltre, fa esplicito riferimento alle fonti vere dell'idea: Harry Potter, Lord of Rings ed altre storie rappresentano uno stimolo unico per l'immaginario collettivo ed oggi, grazie alla miniaturizzazione permessa (o quantomeno promessa) dall'elettronica, i sogni narrati possono diventare realtà.

Bidibi bodibi bu.


"Aggiornamento"
Secondo Jake Metcalsf di 8BitJoystick.com il progetto della Microsoft è simile al vociferato "Newton"
Il destino del progetto della bacchetta magica della Microsoft non è noto. Di recente la società sembra abbia focalizzato i suoi sforzi su interazioni con giochi che fanno uso di videocamere.
Abbiamo chiesto ai rappresentanti della Microsoft di tenerci informati con gli sviluppi del brevetto e le sue applicazioni, aggiornando il post a seconda delle risposte fornite.

martedì 12 maggio 2009

Cravatta da Spia con Telecamera Nascosta

Tecnologia per spie precisamente di una telecamera miniaturizzata. Una telecamera che può essere nascosta ovunque ma è stata appositamente creata per essere inserita all’interno di una cravatta.

Come potete notare dalla foto è davvero impossibile riconoscere l’obiettivo della telecamera tra i disegni della cravatta. La telecamera si attiva attraverso dispositivo remoto: un telecomando che si può tenere in tasca senza dare troppo nell’occhio. Una volta schiacciato il pulsante il dispositivo comincia a registrare con una capacità interna di 4GB ad una risoluzione di 352 x 288 pixel e 12 frame per secondo riuscendo così a registrare diverse ore di filmato senza pause; insomma uno strumento per vere spie ma che ha davvero un primato nella miniaturizzazione in larga scala. Il costo si aggira sui 50€ (66$) per altre informazioni, foto ed acquisto potete navigare Gadget Brando.

mercoledì 29 aprile 2009

WiFi: un cercatore da polso


Ormai esistono diversi apparecchi per la ricerca di segnale WIFi ,per scovare quindi reti wi fi nelle vicinanze,ma non avrei mai pensato di trovare questa funzione incorporata in un orologio. Navigando in un sito di commercio elettronico ho trovato infatti questo orologio,che magari non sarà il massimo come estetica ,ma in quanto a funzioni è davvero ben dotato,oltre a segnare le ore infatti è subaqueo e come detto ci permette di trovare reti wifi con ben 8 livelli di qualità del segnale.

Il punto forte? Il prezzo sicuramente,si può comprare con soli 25,19 euro circa.

Che ne pensate?Vi piace l'orologio all'ultima moda tecnologica?

martedì 28 aprile 2009

La sveglia che scappa e ti obbliga ad alzarti


Anche oggi mi rivolgo ai pigri all'ultimo stadio: quelli che alla mattina non si alzano mai, ma spengono la sveglia e si girano dall'altra parte. Per la gioia di tutti voi è arrivata la... sveglia che scappa. Si chiamaClocky, e come tutte le sveglie, a una certa ora comincia a suonare. Ma invece che aspettare di essere spenta con un pugno, inzia a muoversi: salta giù dal comodino e inzia a correre per tutta la casa, sempre suonando. L'unico sistema per spegnerla e alzarsi e schiacciare l'interruttore, a meno che non abbiate un'ottima mira, e dal letto riusciate a colpirla con qualcosa di molto pesante. E' stata progettata dal designer Gauri Nanda, e per 50 dollari può essere acquistata online.

mercoledì 25 marzo 2009

Il telefono della nonna diventa Bluetooth e GSM

Il giocattolo tecnologico di oggi farà la felicità di tutti coloro che sentono la mancanza del vecchio telefono a disco, ma non possono, per scelta o per necessità, fare a meno del telefonino. Questo simpatico gadget altro non è che un telefono della nonna ultra tecnologico, che si collega via Bluetooth a qualsiasi cellulare. E una volta connesso, consente di fare e ricevere telefonate proprio come una volta, componendo i numeri sul disco combinatore. Se odiate i telefonini che quando squillano fanno bau-miao-cip o canticchiano il tormentone del gattino Virgola questo è gadget giusto per voi: un sonoro DRIIIIIN di vecchio stampo vi avviserà delle telefonate in arrivo. Se volete sentirlo cliccate qui.

L’apparecchio è alimentato da due batterie al litio che gli permettono fino a 30 ore di funzionamento, ma viene venduto con un adattatore di rete che permette di attaccarlo alla presa. Un modulo, acquistabile a parte per circa 40 euro, consente di inserire nel telefono una carta SIM e trasformalo in un telefono cellulare GSM. Disponibile rosso e in nero può essere acquistato online e costa circa 200 euro.

venerdì 6 marzo 2009

Succede in Spagna

Personalmente lo ritengo un ottimo sforzo di design applicato alle tecnologie più moderne e meno onerose anche in termini di consumi.

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Il pavimento infatti ha uno strato superficiale di circa 20 mm di vetro che protegge le 1000 Sensacell HSI64-36-W costruite in moduli interattivi, che permettono di interagire con il tipo di passo compiuto da una persona.(Prima installazione La Comunità Valenciana in Spagna)

Ad esempio se un Omone di 300 kg poggiasse il piede su questo pavimentino, la luce prodotta sarebbe più intensa rispetto ad una Ballerina di 45 kg.

Per ora il pavimento può essere comperato in blocchi di 25 mq , adatti soprattutto per illuminare il corridoio della zona notte.

Altri utilizzi potrebbero riguardare la sicurezza casalinga che verrebbe migliorata, in quanto un eventuale ladro potrebbe essere scoraggiato dall’incessante lampeggio prodotto dai suoi passi, seppur cauti.



Lo voglio!!!

Questo magnifico gadget è davvero in grado di stupirvi, proiettando sul soffitto e sulle pareti una notte completamente stellata, fatta di ben 10.000 stelle e costellazioni, tramite la semplice pressione di un pulsante.

10.000 Stelle tutte nella tua Stanza

Pro-Series Planetarium è il suo nome, e vi permetterà di far entrare il cielo in una stanza: potrete ruotare la parte di cielo stellato che preferite, affinché possiate vederlo in maniera accurata e dettagliata; inoltre potrete dare il via ad una pioggia di meteoriti danzanti che attraversano le vostre pareti, come stelle cadenti nella notte di San Lorenzo.

La periferica possiede due dischi intercambiabile di immagini in alta risoluzione, ciascuno dei quali possiede ben oltre 10.000 stelle. Il funzionamento è a batterie ricaricabili, ma tramite il cavo di alimentazione è possibile collegarlo alla rete elettrica.

Il prezzo: poco meno di $300.

via [aboutprojectors]



giovedì 5 marzo 2009

Come aiutarsi durante la crisi

Con la crisi imperante e con la recessione alle calcagna, c’era da immaginarselo che il pericolo dello scippo delle colazioni e dei pranzi a lavoro tra colleghi, sarebbe esponenzialmente aumentato.

Sacchetto per la colazione o pranzo con deterrente antiscippo integrato

Ma non preoccupatevi, skforlee, ha inventato un sacchetto anti-ladro, Anti-Theft Bag Lunch per la precisione, per evitare questi atti davvero spregevoli e riprorevoli: i sacchetti utilizzati sono normalissimi tranne che per il fatto che hanno disegnate delle macchie di color verde, dall’aspetto sgradevole, all’esterno.

Il funzionamento è oltremodo semplice: inserite il vostro toast oppure il vostro panino all’interno del sacchetto “geneticamente modificato” e da fuori avrete un effetto visivo di un pessimo aspetto, stile putrefazione allo stato avanzato.

State certi che in quelle condizioni, il vostro pranzo o la vostra colazione saranno in una botte di ferro… anzi in un sacchetto di plastica!



Biglietti Da Visita

Grazie a questa invenzione potrete stupire colleghi e clienti e sicuramente, questi ultimi saranno ben più predisposti a farsi spennare da voi…almeno quattro giorni dopo il primo appuntamento.

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Ebbene si perchè dopo quattro giorni il vostro biglietto da visita, lasciato al cliente, se bagnato anche una sola volta comincerà a vegetare e poi a fiorire, come un micro slim vaso di piante.

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Secondo me la vendità è quasi assicurata cari Commerciali ed affini.



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