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venerdì 14 maggio 2010

La crisi; continuerà fino ad obiettivi raggiunti.

Sui giornali e mezzi di comunicazione c'è sempre più attenzione sopra l'attuale crisi, che a detta dei comunicatori, vede l'Europa in quanto istituzione economica, sotto attacco speculativo. Arrivano notizie, riportate come agenzie stampa, dove la credibilità dei paesi dell'Euro, è minata dal deficit pesante che gli stessi soffrono da lungo tempo.

La manovra con la quale si è istituito un fondo a garanzia dei titoli di stato emessi dai vari governi componenti l'area europea, ha dato sollievo alle contrattazioni sul mercato azionario, a fronte di pesanti manovre economiche, che vengono imposte ai cittadini dei vari paesi.

Mentre si elencano tutte le varie spiegazioni che mostrano come a fronte di un debito necessariamente deve esserci un sacrificio tradotto con aumenti di tasse e abbassamenti degli stipendi, poco a poco per gli ignari cittadini europei, viene cancellato il fatto che l'Euro sta precipitando nelle sue quotazioni.

Questi personaggi, non eletti da nessuno, che si sono messi a "consigliare" i vari governi, indicano nella politica restrittiva, il giusto cammino da seguire per risollevare la stabilità del mercato. La prima domanda che sorge quasi spontanea è come mai le correttive applicate siano viste come "giuste" mentre poco prima non si sapeva bene quali strade prendere. Solo scaricare sui vari amministratori colpe di avvertimenti non ascoltati...

Il fatto che sta scomparendo sapientemente messo in secondo piano, è che differentemente da quando ogni stato per garantire le proprie esportazioni commerciali, svalutava la sua moneta, con l'avvento dell'Euro, il giochino non si può fare.

Una delle prime accuse, oggi dimenticate, era l'eventuale operazione di squali economici, che hanno puntato sulla parità Euro-Dollaro, scommettendo nel frattempo sull'operazione opposta immettendo titoli drogati sul mercato azionario che garantivano proprio la stabilità.

I nostri politici assicurano che tale speculazione è stata fermata dall'istituzione del fondo cui sopra.

Niente di vero! Infatti l'Euro prosegue sulla sua corsa verso la parità col Dollaro, garantendo nel frattempo buone esportazioni, di cui gli effetti al rialzo borsistico su alcuni titoli, e imponendo manovre non sindacabili vista la crisi raggiunta.

Interessante come nonostante queste variazioni virtuali di valore, il petrolio continui a salire facendo sentire i suoi effetti alla pompa, che vedrete, avrà il prezzo ritoccato ancora più in su visto il facile gettito in entrata, tramite imposte che già alcuni stati (Spagna, Portogallo, Grecia,) possono gustare con l'aumento dell'IVA.

Per avere un'idea di quanto senza saperlo sia stato perso, basiamoci su cambi monetari diversi da quelli Euro/Dollaro e che per loro natura, hanno un valore nominale basato sulla vera ricchezza del paese e non da contrattazioni borsistiche. Prendiamo in esame il Guaranì, moneta del Paraguay che essendo paese appartenente al MercoSur e non inserito fra i paesi ricchi ma di cosiddetto "terzo mondo", non può soffrire di variazioni sulle parole, ma solo adeguandosi.

A fine anno 2009, la moneta europea era cambiata a 7100/7300. Oggi siamo a 5800/5600 e con tendenza al ribasso. Un ribasso del 20% in sei mesi (40% annuo).

I mercati del Forex hanno fatto un buon bottino. Immaginate di aver comprato 6 mesi fa moneta paraguaia per 100.000 €. Rivendendola oggi avreste un capitale di 122.413€, ovvero, 22.000 in sei mesi. Non male vero?

Questo per monete non sospette. Amplificate il tutto con il serpente monetario mondiale, e avrete un' idea di quanto guadagno "sporco" c'è nei retroscena delle nostre crisi locali.

Come mai paesi quali Gran Bretagna si sono defilati dall'istituzione del fondo europeo? Hanno sempre detto di non voler appartenere alla sfera monetaria, quindi coerentemente, non hanno aderito al "salvataggio". La domanda è: Ma se sono fuori dall'Euro, che ci facevano sul tavolo delle manovre economiche della moneta?

Ma intanto al popolo bue, deve arrivare il messaggio che è a rischio il suo stipendio, che la birra in frigo sarà rara, che la macchina forse, non potrà usarla ecc., per poi rifilargli la manovra con la quale vede per lo meno salvo il posto di lavoro.

C'è un piccolo particolare che molte persone in Europa, il posto lo hanno già perso e per quelli che ancora lo tengono, il fatto che lo stipendio non potrà garantire il mutuo della casa se non a fronte di nuove contrattazioni bancarie ed indebitamento sforando il termine per abbassare il rateo, l'idea che le vacanze dovranno essere passate lavorando per ritoccare l'entrate, mentre i "bottegai" aumenteranno i prezzi della merce causa crisi, pare non tocchi minimamente l'anima di chi sta alle leve di comando.

Pare, perché costruire in Europa una popolazione non più borghese, ma allineata con gli stipendi dei suoi immigrati extra comunitari e con una moneta debole, è un piano che poco a poco si è concretizzato dall'inserire nella moneta unica, paesi dell'est europeo, non certo in grado di mantenere gli ormai dimenticati parametri di Maastricht.

Le multinazionali e gli squali economici americani, sanno molto bene che il giochino delinquenziale protratto nel tempo nei paesi asiatici e sud americani, non può più essere effettuato grazie all'esclusione di questi elementi dai loro mercati. Di sicuro per incapacità tecnologica, non può nemmeno essere attuato nei paesi africani. Ed ecco che viene imposto all'Europa. Una volta partner ed ora cibo.

giovedì 6 maggio 2010

USA, ma ci sono ancora amici tuoi?

Volutamente in questo post si farà riferimento a visioni populistiche della vicenda. I sostenitori della vita, politica ed economica americana, avranno senz'altro che da ridire e controbattere. Ma la visione che si riporta è quanto vive la gente sulla sua pelle, con il suo sudore e le sue aspirazioni. Premetto che tempo fa mi chiedevo spesso come mai esistesse uno spesso settore opinionista sostenente l'aggressività americana nei confronti degli altri stati e ad oggi non capisco come ci possano essere fazioni disposte ad imolarsi fisicamente per seminare terrore e morte convinte che sia la soluzione. Del resto tristemente, nel corso della vita ho notato in più occasioni come l'arroganza degli americani, spesso dilaga negli altri paesi e quasi sempre per questioni economiche che vedono come obiettivo l'essere padroni del mondo e dell'universo, consumando quanto più possibile e rimandando il debito a terzi.

Ai tempi della seconda guerra mondiale, gli americani sonnecchiavano nel loro paese, trastullandosi con giochetti borsistici, approfittando per piazzare merci nei paesi in difficoltà. Fintanto non furono direttamente coinvolti nel conflitto. A guardare i documentari in merito, se ne riceve in verità, il secondo fine. Quello commerciale. Forti di risorse non impegnate fino ad ora, e con la scusa della liberazione, alla fine del conflitto sono all'apice delle preferenze della gente che li vedono come chi toglie la fame e la miseria. Nel frattempo però, hanno anche in mano solidi compromessi che li vedranno infiltrati in tutte le politiche dove hanno messo piede. E che nel tempo, faranno buon uso.

Il mondo, rinchiuso nel suo giardino, il mondo guardava gli americani sonnecchiando. In fin dei conti erano solo il resto di forzati esportati a colonizzare un paese lontano e che in Europa non erano graditi. Ignorato totalmente lo sterminio di molte etnie locali eseguito per interessi economici. Si trattava di vicende lontane, appartenenti ad un continente lontano.

Abbiamo ignorato volutamente che la crisi del '29 fu motore del conflitto. Abbiamo ignorato volutamente che l'attuale crisi deriva dalle speculazioni in atto negli USA. E anche se preoccupati, ci siamo fatti un pensiero, abbiamo le mani legate da governi che abbiamo permesso andare al potere e che sempre più si dimostrano corrotti e comprati.

Dopo un periodo che si faceva festa quando una bella portaerei statunitense approdava in qualche nostro porto, magari paventando facili e nuovi guadagni, sulle pareti delle città iniziarono ad apparire infelici scritte "Yenkey go home!", vergate da mani stanche di soprusi non sanati dalle forze dell'ordine vista l'extra territorialità goduta dalle forze "alleate".

Che dire di quei incidenti dove vite recise non ottengono giustizia e si sentono rispondere con accuse? Come definire la vicenda di aerei stranieri sorvolanti a bassa quota il proprio territorio nazionale a scopo d'esercitazione, che recidono cavi di una funivia facendo precipitare la stessa e vedersi accusati di non aver segnalato sulle carte il tragitto dell'impianto?

Campanelli non ascoltati da un governo che, evidentemente in conflitto d'interessi, alla richiesta di ampliamento di basi, concede senza pensare al parere negativo della popolazione presente e non solo, ammonendo che il potere decisionale non appartiene alla gente, ma viene esercitato dal governo, legittimamente eletto? Nessun stupore alla conseguente caduta e rielezione.

Il mondo dell'Islam ha il dente avvelenatissimo nei confronti del popolo americano. Ma perché? Come mai esiste una violenza inaudita nei confronti degli USA e che poco a poco, s'allarga verso altri paesi ad esso allineati? Che c'entri forse il fatto che molti conflitti, impoverimenti sono stati perpetuati con l'intento di accaparrarsi le risorse presenti? Forse non è abbastanza chiaro alla gente, che guerre sante, sono fatte per i diritti d'estrazione petrolifica?

La robustezza raggiunta dalla moneta europea, nonostante sia nata per garantire scambi convenienti agli stessi USA, ha fatto sì che investimenti in Euro siano più fiduciosi che in Dollari, visto l'indebitamento di questi prima con il Giappone ed ora con la Cina.

Dopo aver visto il crollo delle speculazioni statunitensi, poco prima esaltate dalle varie agenzie di rating, e conseguente crisi propagatasi in tutti i sistemi bancari, i quali smascherati, dimostrano un unico padrone, ora vediamo il declassamento e via via l'impoverimento di intere nazioni. Ben giocato sull'egoismo dei singoli, che non interessa il male del vicino. Ora ci parlano di speculazioni, di attacchi economici. Come se questo alla gente possa interessare molto.

Le immagini che ci arrivano dalla Grecia ci spaventano, forse perché sappiamo che sono prossime in casa nostra. Quando l'Europa sarà in ginocchio causa giochi borsistici e speculativi e che si sono riversati sopra la gente e che di fatto ha subito il furto, la gente porrà lo sguardo a chi secondo logica spicciola, è stato causa. Gli USA.

Quale paese, nel senso della popolazione e non dei suoi politici, vede amico il popolo statunitense ad oggi? L'Asia? L'Africa? Il Sud America?, La Cina?, Il Giappone?... forse l'Australia...

L'Europa unita nel denaro, s'accorgerà che i confini nazionali delimitanti i singoli stati, sono d'intralcio per una robustezza economica. Dall'esterno è facilissimo attaccare i punti deboli e risalire il cuore del sistema. L'unione europea attuale, basata sulla moneta, ha i giorni contati e si faranno, in fretta, gli "Stati Uniti d'Europa". Garanzia in toto sul suo perimetro e non attaccabile su paesi singoli. Ci sarà il caos interpretativo. Dove le persone poco a poco, non sapranno quale sia la sua identità storica.

La conseguenza di una visione cieca. Il delegare la causa cercando colpe esterne. Mentre un futuro conflitto, sarà visto da chi manovra, come ulteriore occasione per arricchirsi, dando ancor più vigore alla violenza che si delinea all'orizzonte.

Speravo e spero ancora, di non vedere orrori di una guerra fratricida e civile, ma sembra che l'egoismo che ci contraddistingue chi più chi meno, non va per questa speranza.

giovedì 29 aprile 2010

La crisi che fa paura; la Spagna non si risolleverà

Magari fosse solo demagogia facile paragonare gli stati e i popoli alla stregua di una squadra sportiva, però così non è.

In una competizione sportiva, dove siano impiegate squadre e non singoli, oltre alla demenziale logica che ci deve per forza essere un perdente, s’aggiunge il fatto che se i componenti di una singola squadra non sono affiatati fra loro, è proprio questa squadra la candidata per arrivare ultima in una competizione.

E come potrebbe risollevarsi un paese, quando i singoli individui sono in costante contrasto su tutto? Dove le varie città, province , regioni, al passo dell’ideologia dell’autonomia decisionale, legiferano e applicano regole di protezione ai propri interessi quasi sempre in contrasto con linee generali e di parte?

Un paese che non rispetta e non accetta lo straniero e lo vede sempre solo come un portafogli da svuotare. Dove conoscenze esterne sono bocciate a priori atteggiandosi a primi della classe. Arrogante e menzognero con i suoi stessi cittadini. Praticando il terrore psicologico della passata dittatura per imporre illegalità e minacciando con gli sguardi provvedimenti spiccioli agli spaventati cittadini che chiedono spiegazioni sopra palesi soprusi.

La Spagna ha permesso a speculatori privati e multinazionali, di fare il proprio porco comodo senza regolare né verificare il loro operato. Incurante di tutto e con governanti avidi del potere ai quali solo importa stare al potere senza avere la minima idea delle panzane commerciali dei vari privati che hanno approfittato per imporre regole di comodo e viziate.

Ma il cappello di tanta melma, sta alla base delle persone. Abituati che la maggior parte della sua popolazione estera sia di origine extracomunitaria, con leggi oscene che facilitino l’entrata di sudamericani perché di lingua ispanica, calcolano tutti come fossero carne da macello. Uno straniero solo per il fatto di esserlo, è un paria, poco importa se cittadino europeo. A questi va applicato il rigore della legge per gli stranieri. I suoi titoli di studio non sono legali. Le sue conoscenze limitate a prescindere. Il suo comportamento delittuoso a priori.

I privati hanno goduto di questo, facendo del paese la stalla d’Europa. Assunzioni al ribasso pagando un piatto di minestra il lavoro svolto e spesso nemmeno questo. Rivendendo poi ai suoi cittadini il prodotto a prezzo consono, facendo leva sull’avidità innescando una speculazione senza fine. Persone che con poche migliaia di euro, compravano appartamenti e residenze prima che siano costruite, e rivendendole a lavori ultimati con rialzi del 60% a cittadini comunitari. Così, senza preoccuparsi troppo della saturazione del mercato. Senza rendersi conto della inconsistenza e illegalità della cosa.

Ad aggiungere che a seguito di agevolazioni statali per cittadini sud americani che godevano di un particolare trattamento per l’inserimento nel paese, le banche elargivano prestiti facili contro l’ipoteca del bene a loro favore. Così la popolazione dell’america latina, immigrata in Spagna per guadagni rapidi (come sempre in tutti i paesi dove esista il fenomeno), accedevano a denaro facile per l’acquisto di un immobile sopravalutato dall’ente finanziario anche del 120%. Acquistando oltre all’immobile, anche la macchina e altre cose, a fronte della resa dell’immobile come garanzia. Immobile sovrastimato dalla banca stessa ma di comodo perché garantito dalle agevolazioni statali e girato a questi il debito, se non onorato. Come infatti è accaduto.

Nel frattempo la popolazione litiga su tutto. Sul corso dei fiumi della cui acqua in mano a privati senza scrupoli, viene convogliata e rivenduta al miglio offerente, lasciando oltre che nella miseria, anche nella sete i cittadini in difficoltà finanziarie.
Sulla ristrutturazione della rete di trasporto che in mano ai soliti privati, espropria terreni nella logica del basso costo costruendo strade ed autostrade che solo collegano centri già serviti, perché di gran ritorno economico con sistemi a pedaggio, mentre restano isolate altre zone del paese calcolate di bassa rendita.
Sulle infrastrutture delle comunicazioni lasciate totalmente nelle mani delle multinazionali del settore che si litigano l’osso con contratti capestro imposti ai suoi clienti.
Sulle regole diverse dei documenti ufficiali. Un DNI (carta d’identità, Documento National de Identificacion) che viene rilasciato dopo un mese dalla sua richiesta. Da bolli e avvalli che cambiano da città in città e non sono valevoli a livello statale. Dove un comune può concedersi il lusso di rilasciare certificazioni firmate dal portiere salvo bollarle in seguito perché non riconosciute in ambiente ufficiale.
Sulla sanità che vive nelle mani del privato ma che usa risorse pubbliche per interventi operatori.

Sono divisi sulla lingua parlata. A diversità degli altri paesi dove esistono dialetti locali, la Spagna si vanta di ben 4 lingue ufficiali. La popolazione di solito, guarda con astio chi non appartiene alla propria linea etnica, cercando d’indovinare da che parte del paese provenga lo sconosciuto e applicandogli tutte le scortesie del caso.

Non spiegate ad uno spagnolo gli errori che compie in fatto di connessioni elettriche, costruzioni edili, depurazione, raccolta rifiuti, ecc. Lo farà irritare oltremodo, tanto arrogante che si crede in cima al mondo e convertendosi nel vostro peggior nemico.

Ne avrei molte da aggiungere, ma fin qui basta per far capire che questo paese non si risolleverà se non a sfavore della comunità europea, che si vedrà suo malgrado a pagarne le conseguenze. Ad ogni modo un'analisi più feconda la potete trovare qui.

Un comunità europea che vista dal nel suo insieme, si comporta come i suoi singoli paesi componenti. La legge del più furbo, la legge del più forte. Un impero fatto da privati e basato sul denaro e vissuto con le sue leggi di mercato. Aspettiamoci di peggio, dato che il mercato mondiale, ha deciso di incassare i crediti europei, e a nulla varranno le proteste dei singoli, visto che siamo solo, mucche da mungere.

Benvenuto mercato globale e grazie.

giovedì 8 aprile 2010

Iberia: i giochi (sporchi), son fatti.

Niente di nuovo. Il continuo rimpallo dei tempi nella fusione Iberia-British Airways ha avuto fine. La storia riportata da alcune testate come un matrimonio di manzoniane memorie, finalmente si è compiuto. Come se la cosa fosse un evento raro o da meraviglia.

Il tutto è iniziato tempo fa, con timidi annunci dove le due compagnie assaggiavano la possibilità di formare una nuova e rinforzata flotta. Nello svolgimento della vicenda, si sono visti poco a poco, entrare nella compagnia Ibera, assorbite e controllate, tutte le low cost spagnole. Cosa che Iberia ha approfittato a piene mani fornendo voli con quest'ultime però facendosi pagare il prezzo del suo blasonato stemma.

Scioperi e proteste, sia dei dipendenti che dei viaggiatori, sono state glissate, raggirate con la classica manovra sempre ben spiegata dalla Bigs, dove l'importante è ridurre i costi (tagli personale, tagli benefici, ristrutturazione flotta, decentralizzare a call center) ed aumentare gli utili (aumenti dei biglietti, limitazioni di trasporto, aumento clausole vessatorie, incasso anticipato del servizio, esclusione dei diritti di rimborsi).

E tutto sempre sbandierato per il bene del viaggiatore che trae benefici economici.

L'ultima sempre più applicata nuova condizione, è il pagamento del bagaglio. Inizialmente incluso nel prezzo del biglietto, poco a poco da due valigie si è passati ad una per finire al solo bagaglio a mano e continuare di pagare anche questo nel caso non rientri nelle sagome limite sempre più ridotte.

La scusante è che il peso del bagaglio risparmiato, influisce direttamente sui costi del carburante e quindi meno peso = maggior risparmio che permette un basso prezzo nel volo.

Chi viaggia spesso sa che questa è la presa per i fondelli ben congegnata ad uso e consumo dei poveri passeggeri. Infatti, dove prima un aereo portava 380 passeggeri, suddivisi in tre tipologie di classe, ecco che la ristrutturazione camuffata da benefit per la businnes class che vedono i loro posti trasformarsi in sedili/letto, si arriva ai 419 suddivisi in due classi.

Prendendo un volo ci si può accorgere di come lo spazio per le gambe, sia sempre più esiguo, e un rapido conteggio dei posti prima classe, vede che questi sono rimasti nel numero identici a prima, ma maggiorati dalle nuove e voluminose poltrone. Le quali, oltre ad essere desolatamente vuote, dato il loro costo, restringono ancor di più l'aumento forzoso dei posti utili nell'altra classe. Un rapido conto della serva, fa capire che l'aumento di n. posti aumenta il peso di pieno carico (dato che un passeggero solitamente supera i 23*2 = 46 Kg) in modo più significativo di quanto possa compensarlo la limitazione del bagaglio. In pratica il peso totale è lo stesso, ma i numero di posti a vendere sono aumentati e non solo dei 419-380=39 passeggeri, ma avendo eliminato la classe turistica dai compartimenti di classe superiore e inserendola nello stesso scompartimento della tariffa basica, i posti in più da vendere per la compagnia sono sull'ordine dell'ottantina. Dato che un volo mediamente costa sui 500 euro questo per 80 posti, porta ad un'entrata maggiore 4.000.

A ciò si aggiunga che tutti coloro che avranno necessità delle due valigie, pagheranno un surplus di altri 50 euro. In media circa 100 passeggeri, il che porta ad un totale di 9.000.

Inoltre, dato che nessuno ha tempo di controllare, i prezzi sono cresciuti di un 30% circa, in barba a quanto detto che si trattava di un risparmio per mantenerli bassi (addossando la colpa al petrolio che non smette di salire di prezzo).

A questo si aggiunga tutte le varie lamentele e varie , dei viaggiatori che non sono in grado di avere il loro bagaglio, perso non si sa dove, della cancellazione o spostamento del volo, scortesie, e lasciati all'estero senza nessun appoggio se non un numero telefonico a pagamento al quale un centralinista di un oscuro call center, vi prende per i fondelli.

Intanto, causa a questi piccoli disguidi, le azioni calano. Calano. Calano.
E quando raggiungono il limite della sopportazione aziendale superato il quale c'è il fallimento, ecco raggiunto l'accordo.

A pensar male...

Ma, un momento, ma di chi sono le azioni di Iberia?
Al secondo posto per un buon 13.15%, proprio a British Airways!

Come dire, aumento la mia quota d'influenza, comprando me stesso, ma ovviamente prima, devo far scendere più che posso il prezzo.

Adesso a cose fatte, rientrano le proteste e verranno fatte tacere le voci fuori coro dei passeggeri, mentre per salvare la facciata, così come in altre fusioni, le due compagnie eseguiranno i loro servizi in modo separato operando in modo autonomo, dato che cambiare logo e nome, costa una fortuna e non conviene. Tanto si è già formata la holding, International Airlines Group, quotata nelle rispettive borse dei due paesi, devolvendo i costi sulla compagnia controllata e assorbendo solo gli utili dell'operazione.

giovedì 14 gennaio 2010

La crisi non c'è; e nemmeno i soldi...

I rendimenti netti dei Bot trimestrali finiscono ancora una volta sotto zero e scatta la rete di sicurezza decisa dal Tesoro lo scorso ottobre con un tetto alle commissioni bancarie per evitare almeno che i sottoscrittori incassino meno di quanto investito a causa di tasse e commissioni.

L'asta del 12/01/2010 del Tesoro ha riscosso ancora una volta un boom di domanda (9,1 miliardi richiesti contro 3,5 offerti per il trimestrale e 12,06 miliardi contro 7,5 per l'annuale con un rendimento netto di 0,397%) specie da parte di banche e istituzioni finanziarie che preferiscono parcheggiare lì la liquidità visto che l'economia stenta a ripartire. Per i piccoli risparmiatori, tolte le tasse al 12,5% e le commissioni massime dello 0,1%, il rendimento lordo dello 0,37% si riduce, secondo i calcoli dell'Assiom, a -0,08% ma grazie al meccanismo varato a ottobre dal Tesoro, dopo che in un'asta a settembre si era già verificato il rendimento netto sotto zero, si andranno a comprimere le commissioni bancarie in modo da avere un rendimento almeno pari.

Per ogni 100 euro di capitale investito, recita il decreto del Tesoro, il risparmiatore dovrà vedersi restituiti almeno 100 euro, dedotte le varie voci. Per i piccoli risparmiatori che non si fidano della Borsa, ancora molto volatile, l'alternativa sono i conti risparmio offerti dalle banche che rendono circa l'1,5% lordo a tre mesi e il 3% a 12 mesi.

Gli analisti avvertono comunque che per i governi, fortemente indebitatisi per finanziare i piani anti crisi nel 2009, la pacchia è finita e nel 2010 dovranno fare i conti con un rialzo dei tassi e emettere titoli a scadenza più lunga e con rendimenti maggiori per attrarre gli investitori. Solo questo mese sul mercato si riverseranno bond governativi europei per 100 miliardi di euro su un totale per 1000 miliardi di euro stimati nell'interno anno.

Ora comunque il ministro dell'economia Giulio Tremonti, che a ogni occasione sottolinea la delicata situazione italiana di rifinanziare un forte debito pubblico con concorrenti quali Germania e Francia, può dirsi soddisfatto. Anche gli analisti sottolineano come il 2010 non si avranno grandi criticità per il debito italiano e le difficoltà della Grecia (che oggi ha dovuto alzare i suoi rendimenti per l'asta di titoli da 1,6 miliardi) hanno penalizzato i titoli di Stato di Spagna e Portogallo ma rafforzato quelli dell'Italia.

Secondo Gianluca Garbi, ex ad di Mts e ora in forza a Commerzbank, che parla a titolo personale, «fa bene il ministro Tremonti a tenere la situazione dei conti sotto controllo perchè dopo un 2010 'anemicò per crescita e inflazione non si sa cosa succederà nel prossimo anno e il rischio è quello di un rialzo dei tassi e quindi una maggiore spesa in interessi.

Inoltre l'Italia, per il suo alto debito, ha meno margine di manovra sulla spesa rispetto a Francia o Germania» e quest'anno ha volutamente evitato tagli ai capitoli di spesa più sensibili come sanità e pensioni agevolata dai bassi tassi di interesse.

«'In Italia gestione del del debito pubblico è stata buona - spiega Luca Mezzomo di Intesa Sanpaolo e riconosciuta dal mercato. Anche il nostro paese dovrà ridurre le emissioni sul breve, seppure meno della Germania».

Fonte: "IL PICCOLO"

venerdì 20 novembre 2009

UNICREDIT; che banca...

Nel lontano 1990 avendone necessità e trovando un appartamento che equilibrava le mie possibilità finanziarie d'allora con il prezzo, accesi un mutuo regionale per l'acquisto del medesimo. Si usava allora la garanzia ipotecaria sul bene e per regolarizzare il tutto, si passava dal notaio per i contratti di rito. Nello specifico, uno dei due normava i rapporti bancari indicando il numero delle rate, il loro ammontare singolo d'inizio, la percentuale d'interesse, il tipo d'interesse e l'apertura di un conto corrente con cui eseguire le operazioni di pagamento.

Nel rogito notarile si dichiarava che la banca concedeva a prestito la somma pattuita a fronte di un interesse del 13% variabile in ragione del tasso di sconto ufficiale che questa aveva con la Banca d'Italia. Si dichiarava altresì che il conto corrente abbinato beneficiava di un interesse pari al 3,5% soggetto anch'esso alle variazioni del mutuo concesso. In pratica, se aumentava l'interesse del mutuo, aumentava anche quello del conto corrente e viceversa. Inoltre al conto corrente non venivano applicate spese di chiusura, e venivano fornite 40 operazioni gratuite all'anno più il diritto di un libretto da 20 assegni gratuito annualmente. Tutto nero su bianco e con bolli di stato ad avvallo del documento.

Poi si evolsero le cose. Una legge dichiarò che tassi superiori al 12%, erano da considerarsi usura e quindi la banca trovandosi a praticare interessi che arrivavano già al 14%, dovette rivedere la cosa. Nonostante il prezzo della rata mensile, era più alto di quanto si poteva trovare sul mercato ma, le spese di chiusura e il cambio di contratto, erano viziati dal ritorno di tutto il credito rimanente aggiustato dall'interesse residuo e la penale per anticipo di chiusura. Il che faceva praticamente impossibile cambiare le condizioni che comunque, con il nuovo contratto, avrebbero sforato nei tempi e mi avrebbero visto debitore per l'ammontare residuo a nuovo, come se nel frattempo non vi sia stato mai versato niente.

Poi si passò all'amato euro e le comunicazioni bancarie, elencavano il cambio di tasso d'interesse per il mutuo attorno allo 7%.

Come molte persone, non avevo tutto questo tempo per capire e chiedere alla banca, i significati delle operazioni che indicavano, anche perché su tutto valeva che eventuali reclami dovevano essere inviati con raccomandata entro 60 giorni dal ricevimento degli estratti conto e comunque a seguito dei cambi unilaterali della banca, o si accetta o si può risolvere il contratto, con tutte le conseguenze che tal atto porta. Comunque alcune cose erano tali, che mi recai in filiale per capire cosa stessero facendo.

Alla stipula il mutuo aveva una rata di 413.000 lire mensili ed io avevo il tasso d'interesse sul conto dello 3,5%. Alla data di quando mi recai in banca a chiedere spiegazioni la rata era di 213,3 € con un tasso dichiarato di 7,5%.

Se la matematica non è cambiata, essendo che 1 euro = 1936,27 lire, moltiplicando la rata per questo numero, il totale non cambia. Come era possibile quindi che il tasso era sceso da 14% allo 7,5% se il totale da pagare mensilmente era identico?

Il conto corrente all'inizio, beneficiava del 3,5% mentre a parità di rata pagata, era sceso allo 0,5%. Erano indicate 0,50 € per operazione, spese di chiusura annuali e spese per l'invio trimestrale dei resoconti, nonostante la stipula che questi dovevano aver carattere semestrale.

Il direttore di filiale, dopo insistenza e visibilmente seccato, iniziò con lo spiegarmi che l'invio trimestrale era un'imposizione di legge, al mio richiamo che questa diceva quadrimestrale, restò perplesso scusandosi del lapsus ma che comunque si riduceva solo ad un invio in più. Caro direttore, un invio in più è caricato delle spese postali di 2,5 € a mio carico mentre la banca usa un sistema d'invio privato che le va a costare 0,35 € inoltre, ogni riga di scrittura sul cartaceo, comporta 1€ di costo per mia parte. In pratica un invio in più, mi costa dai 5 € ai 7 € contro una spesa della banca di circa 0,50€ (carta, inchiostro di stampa ed invio inclusi).

Seguiva il solerte individuo a spiegarmi che i tassi sui conti correnti in pratica non esistono più ed avere lo 0,5% è una fortuna. Inoltre il tasso iniziale del mutuo non era espresso come TAE ma come TAN da qui la differenza. Caro direttore, sull'atto notarile era scritto chiaramente cosa s'intendesse come tasso, inoltre l'interesse del conto corrente era ben dichiarato e regolato.
Continuava il personaggio dicendo che gli risultava strana la cosa e che si riservava di visionare il contratto notarile stipulato, qual ora ne trovasse la copia e promettendomi un accomodamento in caso vi fossero state discrepanze che comunque, era impossibile che vi siano e che forse quanto riportavo era dovuto ad un ricordo del tutto mal compreso.

La faccia che fece quando tirai fuori la mia copia notarile dove c'era nero su bianco quanto da me affermato devo dire che mi sorprese. Mi chiese come fossi in possesso di tale copia, dato che l'atto notarile avrebbe dovuto essere depositato in originale presso il notaio e copia certificata alla banca e nessuna copia ulteriore avrebbe dovuto essere in circolazione, secondo lui, per la privacy. A questo punto capì le intenzioni truf...ahem, affaristiche dell'individuo. Caro direttore, il contratto porta i nominativi delle persone stipulanti ed essendo io una di queste, la legge mi permette di pagare un'ulteriore copia certificata e tenerne il possesso, mi spiace che altri clienti non l'abbiano fatto forse perché la copia costava 2.000€ (al cambio), ma vedo che avevo ragione di sostenere questa spesa. Inoltre, oltre a quanto già detto sopra circa i termini contrattuali, l'ultimo punto dichiara che qual ora non vi fossero rispettati i termini, la parte in difetto doveva risolvere a sue spese il contratto, devolvendo tutte le eventuali spese sostenute. Ma in questo caso la parte in difetto era la banca e non il contraente.

Dopo un attimo di smarrimento, mentre verificava l'originalità del documento (dato che era ben conscio di quanto vi fosse scritto e simulava falsi ricordi fino a quel punto), mi propose di cambiare l'attuale regolazione del conto corrente, in una meno restrittiva, che prevedeva zero spese e zero interessi. Mentre per il mutuo avrebbe fatto richiesta di regolare la questione verso la filiale centrale pregandomi di lasciargli la mia copia notarile per la documentazione d'apportare. Che dire, in malafede fino alla fine. Caro direttore, posso concederle una fotocopia del contratto e solo per sveltire le tempistiche, dato che, la banca ha già in possesso una copia certificata e pure pagata dal sottoscritto, non posso permettermi di rilasciare ulteriori documenti ufficiali a chi dimostra nei fatti, la tendenza a dimenticarsi a suo vantaggio le cose.

In quell'incontro non cambiò altro che le norme regolatrici del conto corrente, mentre per il mutuo non c'era niente da fare. Vero che c'erano irregolarità che mi permettevano di concludere il contratto senza spese aggiuntive, ma vero anche che avrei dovuto pagare il debito residuo, il che superava le mie possibilità finanziarie. Cosa che al bravo direttore era nota e sapeva di condurre una partita truccata a suo favore fin dall'inizio. L'unica soddisfazione, se così si può chiamare, fu di raggiungere telefonicamente il direttore di centrale, chiedendogli se fosse regolare che una missiva postale indirizzata erroneamente dall'amministratore dell'appartamento presso la filiale, sia stata aperta per verificarne il contenuto, nonostante riportasse il mio nome, e non rispedita al mittente, violando così la corrispondenza privata. Oltre a tutto quanto sopra. Conseguentemente il bravo direttore della filiale fu trasferito una settimana dopo. Non credo in base alle irregolità fatte, che anzi in quei ambienti danno titolo, ma per il fatto che non avesse fatto sufficientemente da filtro per un cliente scomodo, come potevo esserlo io elencandogli di persona le beghe in atto.

Tralasciando molti fatti analoghi, che mi hanno costretto a successive visite alla filiale, dove per altro venivo solo preso per i fondelli, arriviamo alla chiusura del conto corrente.

Il conto a zero spese e zero interessi, nel frattempo era diventato un conto che addebitava tutto. Compreso di un canone mensile di tenuta conto di 7€ infilatosi per le solite clausule aggiuntive di cui si può far ricorso entro 60 gg. ecc. Ci sono da pagare circa 40 euri mensili, dato che venivano frazionate mensilmente le spese annuali e però, bisogna aspettare il nulla osta dato che la carta di credito annessa, addebita a fine mese eventuali acquisti, e loro devono essere sicuri (aggiungendo nel frattempo ulteriori 40€ alle spese). Nel frattempo ritiro delle varie carte di credito, bancomat tagliate con gusto dal solerte commerciale, seguite dalla distruzione degli assegni restanti. Quindi ancora un mese di spese ma senza poter usufruire di nessun servizio.

Inoltre alcuni problemi, non essendo presente per ritirare o pagare la differenza saldo-spese, diventa ad un tratto impossibile delegare terzi per l'operazione. Solo il titolare, dicono, può chiudere il conto. Risolto facendo notare che il conto era di fatto chiuso, visto la distruzione di tutto quanto mi permettesse l'usufrutto e che le pratiche di chiusura sono solo caricate di salvo buon fine bancario. La persona incaricata, sebbene li presente, ha dovuto persino presentarsi al cassiere per essere vista, anche se aveva già dato fotocopia dei suoi documenti.

Sembra che le quotazioni in borsa siano inversamente proporzionali ai comportamenti clientelari. Più queste sono alte più sono vessatorie e truffaldine verso i clienti. La banca la leggete nel titolo e qualcuno potrebbe dire che avrei potuto non sceglierla, ma il fatto è che all'inizio non era per nulla al mondo l'istituto di credito di mia fiducia. Lo è diventato mio malgrado, visto che si è mangiato tutti gli altri istituti e lo continua a fare. Occhio al vostro istutuo di credito. Domani può toccare a voi.

giovedì 19 novembre 2009

IBERIA: compagnia poco seria

Non chissà quanto tempo fa, viaggiare in aereo era prerogativa di persone con un certo margine economico. I viaggi erano organizzati in modo tale da limitare il più possibile i disagi che i clienti potessero avere. Si veniva trattati con un certo riguardo in fase d'imbarco e si era oggetto d'attenzione durante i voli. A bordo si trovavano pronte ad accogliere, comode poltrone con spazi sufficienti per le gambe, hostess che fornivano di quando in quando generi di conforto ed un equipaggio che s'informava, a volte anche in modo eccessivo, delle nostre condizioni. Sia che si viaggiasse in prima classe, che in classe turistica.

Bei tempi...

Oggi le compagnie aeree fanno a gara a chi sia più scortese, truffaldino, maleducato e speculatore.

In fase di cheek in, troviamo zelanti operatrici che controllano quasi al grammo il peso dei nostri bagagli, invitandoci a regolarizzare il sovrappeso pagando profumatamente allo sportello della compagnia aerea e facendoci rifare la fila. Le regole di quanti bagagli siano ammessi, non sempre sono chiare ed hanno la tendenza di cambiare fra la prenotazione e l'usufrutto del volo con la conseguente "sanzione". Le proteste o la richiesta spiegazioni all'inserviente, sono inutili e vengono respinte prima in modo gentile invitandoci a recarci, scrivere ecc., ai preposti sistemi per terminare se insistenti, in frasi e indicazioni, non proprio da galateo.

Il passaggio alla zona d'imbarco è sempre più simile al transito che possono fare gli animali destinati al macello o la loro vendita. Sebbene alcuni articoli siano permessi, di solito vengono sequestrati senza troppe spiegazioni, mostrare agli addetti la lista delle cose permesse, ha la conseguenza d'irritare il personale che in seguito può fare di tutto per farci perdere tempo, spogliarci ecc., al rischio di perdere il volo. Ma questo è dovuto, dicono, alle norme sulla sicurezza e deve essere imputato ai terroristi, e alla gestione dell'aeroporto. Le compagnie aeree in questa fase non possono intervenire, se non approfittando speculandoci sopra in caso di problemi (se perdete il volo a causa di questi controlli, grazie per aver pagato il volo e comprate un altro biglietto se volete raggiungere la destinazione).

Nella zona d'imbarco si scopre sovente che la vostra tessera di fedeltà, serve solo a prendervi in giro. I servizi offerti sono sempre rivolti a classi superiori e le classi superiori vi si accede attraverso ignoti sistemi non dichiarati ai comuni mortali. Inoltre le norme della vostra carta fedeltà, cambiano a posteriori negandovi quanto promesso in fase di contrattazione. Anche qui se volete protestare, dovete rivolgervi ai sistemi indicati dalla compagnia e che ovviamente, non potete accedervi che una volta ritornati a casa. Se lo si fa, quasi sempre si viene pilotati in giro per i servizi a pagamento dei centralini, per raggiungere un operatore o che non capisce, o vi mette in attesa (stranamente dopo 10 minuti la linea cade...) e che vi cataloga con un numero di reclamo invitandovi ad attendere la risoluzione. (che non avverrà quasi mai, o perchè non compresa fra le norme, o perchè indirizzata verso un numero diverso di classificazione reclamo o ignorata proprio).

In fase d'imbarco si scopre che il turno per salire, quasi sempre è diverso dalla fila fatta. L'operazione viene gestita dalla compagnia per accelerare i tempi (animali che devono essere gestiti) nonostante, l'aereo parte sempre con ritardo rispetto a quanto indicato sul biglietto e le cause sono fra le più svariate.

A bordo si scopre che la poltrona non solo è scomoda ma spesso non permette nemmeno di usarla senza che le ginocchia premano su quella della fila anteriore. Stendere le gambe è impossibile. Dopo vari sorrisini di proforma, il personale tende a vietarvi tutto. Il posto per il vostro bagaglio a mano, è sottodimensionato rispetto ai limiti di sagoma riportati. Va bene se usate misure un po' più piccole. Se cercate di sfruttare la massima sagoma, dovrete sistemarlo sovente, molto lontano da dove siete seduti. Qua non si capisce un mistero... Se il bagaglio a mano per persona è limitato ad una sola unità, come mai alcuni riescono a salire con 3 e più? Perché gli spazi per i bagagli a mano non sono conformi ai numeri dei posti disponibili nell'apparecchio? Che centri forse con il fatto che per farci stare più gente possibile si siano usate file di poltrone sempre più ammassate fra loro al punto di superare l'equilibrio posti disponibili/bagagli in cabina?

Durante il volo niente è permesso, a meno che non si paghi. Anche l'eventuale accesso ai servizi diviene difficoltoso, causa il ristretto spazio fra file di poltrone, che a volte rende impossibile l'uscita dal posto assegnato senza che per questo si scomodino tutti i passeggeri presenti nella fila. Se avete urgenza e il momento è quello della vendita dei generi di conforto/badget inutili, giustamente con sovrapprezzi del 200% e oltre, rinunciate e vedete di sporcarvi il meno possibile, dato che il passaggio centrale è totalmente occupato dal carrello di vendita.

Il passaggio era stato progettato all'origine, per permettere le misure del carrello mescita e due persone ai lati, che servivano la destra e la sinistra. Ma le file delle poltrone erano di due posti! Oggi per mettere più animali ed incassare di più, le file sono di tre posti. Lo spazio fra fila e fila era progettato per permettere una persona seduta ed il passaggio dell'altra. Lo spazio extra era usato dal passeggero in caso non vi fosse questa necessità, per stendere le gambe e reclinare la poltrona in modo confortevole. Vale quanto sopra, oggi.

Le uniche poltrone confortabili, sono riservate alla businnes class che però sono presenti solo nei voli intercontinentali. Comprare biglietti di classe lusso su voli europei e/o nazionali, serve solo ad ingrassare i maiali che gestiscono il servizio di trasporto.

Nelle rotte intercontinentali, il personale di bordo osserva un rigido orario di servizio al passeggero. Passato questo orario, potete anche morire. Nessun inserviente si farà vivo durante le sue ore di riposo. Tanto siete animali e quindi è normale che qualcuno non s'incontri bene nel trasporto.
Il cibo è quanto di più chimico ed economico si possa trovare sul mercato. Prenotare pasti speciali vi farà dimagrire, dato che per cause di forza maggiore spesso, non è stato possibile assolvere la richiesta. Siete animali... l'ho già detto?

Nei viaggi intercontinentali, quasi mai il trasporto è gestito dalla stessa compagnia che, per far fronte al volo pagato, usa vettori di compagnie associate, quasi sempre di co-proprietà e spesso e volentieri di carattere low cost. In questa ultima tratta tutti i servizi pagati e abbinati alla vostra carta fedeltà, non hanno valore! I punti non vengono assegnati, il bagaglio permesso è nullo la responsabilità deve essere imputata alla compagnia della tratta che per sua costituzione low cost, quasi sempre declina la stessa. Non per ultimo ma anzi usato in gran pompa, lo scarico della competenza in caso di smarrimento o ritardo del bagaglio.

Fatto vero: Il viaggio fra Europa e Sud America viene gestito per la parte oceanica dalla compagnia scelta, il destino finale da quella associata e che non si può scegliere. Il ritardo della partenza all'origine, per cause non spiegate, ha fatto sì che la tratta fra Europa-Sud America, sia stato ritardato per l'imbarco dei passeggeri. Dato che i bagagli seguono un iter più ampio per il trasbordo, questi sono rimasti nell'aeroporto. A destino, ovviamente, non erano presenti perché imbarcati il giorno dopo con il primo volo utile. In atto di reclamo questo può essere fatto alla compagnia dell'ultimo tratto che compila il modulo ma avverte che non di sua competenza dato che il biglietto è stato acquistato da un altra compagnia e la causa del ritardo del bagaglio è stata dovuta a mala gestione dello stesso da parte di chi ha venduto il volo. Al rientro vi verrà fatto notare che dovevate rivolgervi alla compagnia dell'ultimo tratto perché, secondo le loro contrattazioni, si deve prendere a carico quanto succede nel loro volo. Spiegare come si siano svolti realmente i fatti è impossibile dai moduli precompilati. Si può tentare la causa attraverso una associazione consumatori o un avvocato personale, sapendo che si protrarrà per 5 anni o più. Comunque se vincenti, e lo sarete, quanto vi verrà rimborsato è un decimo di quanto speso per far causa.

In caso di scioperi, le compagnie ultimamente inseriscono la clausola liberatoria che rimanda a noi animali, i disagi o impedimenti del servizio pagato. Anche se illegale, dato che le beghe sindacali sono un problema della compagnia e non dei clienti, vi auguro tanta fortuna se volete risolvere eventuali litigi legali. Anzi, la carta dei servizi e di qualità, s'aggiorna includendo esclusioni sempre più forzose, cercando di far rientrare sempre più il tutto a cause di forza maggiore che, notate, essendo l'aeroporto non gestito dalle compagnie aeree, ogni ritardo e problema vi possa capitare è a questi che dovete rivolgere il reclamo. Lo sciopero abbiamo scritto sopra, non rientra secondo la compagnia nei suoi problemi mi sto chiedendo quali siano le uniche cause imputabili alla compagnia, secondo loro.

Negli scioperi poi, visto che poverini, soffrono di qualche eventuale perdita... credo a interessi bancari per lo più, dato che incassano il dovuto con anticipo rispetto al servizio elargito, voli cancellati o cambiati, sono a carico del cliente. Questi ha diritto al rimborso in caso della rinuncia del viaggio qual ora la compagnia non abbia provveduto a servzio alternativo. Ogni informazione deve essere richiesta al servizio a pagamento di 1 € minuto. Il servizio alternativo, di solito, viene assolto da una compagnia aerea differente, spesso low cost associata a quella di bandiera ma che non condivide le responsabilità, nè i servizi pagati. Gli eventuali punti PAGATI, abbinabili alla tesserà fedeltà, NON verranno accumulati dato che il volo è stato fatto da compagnia differente.

Si potrebbe continuare, ma il disgusto è noto a chi sia passato per queste compagnie dominate dalla new economy, dove l'importante non è il cliente ma quanti soldi si riescono a speculare. Dove il mal servizio regna sovrano ed in caso di futuri giochi di borsa, aumenta per abbassarne le quotazioni e fare buoni affari. I nostri governanti non possono aiutarci. O forse perché già impegnati con la parola verso le compagnie stesse, o perchè questi problemi a loro non saranno mai noti, avendo sempre aerei prenotati, spesso personali e viaggiando in super lusso class.

lunedì 2 novembre 2009

Vendere o non vendere? Comprare, forse...

Se non vi è mai capitato di acquistare un prodotto che:
  • non volevate
  • non rispetta quanto promesso
  • costa più di quanto pensavate
  • la sua garanzia non si può applicare
allora o non avete mai acquistato nulla, oppure siete delle persone che di diritto possono entrare nei record mondiali.

Intendiamoci, ci sono persone che riescono a fare buoni acquisti e che non hanno niente da lamentarsi, ma sono il risultato dell'esperienza dei punti sopra citati. Poi il buon senso, l'intelligenza possono aver accelerato il processo di conoscenza atta ad evitare tutti quei prodotti, servizi di dubbia o illecita qualità.

Il mondo del mercato fin dalle sue origini, si basa fra la domanda e l'offerta. Oggigiorno la domanda è sempre meno per cui molti analisti del settore, hanno fatto sì di pomparla un poco per adeguarsi all'offerta che al contrario, è sempre più nutrita.

Materia già di studi universitari, viene oggi vista come il motore delle transazioni commerciali in generale. Fior fiore d'analisti, impegano molto tempo per sapere in anticipo l'esigenze di quelli che chiamano "consumatori" e pilotare il mercato verso prodotti mirati ad una necessità destinata a cambiare nel tempo.

Abbiamo mercati del primo secondo e terzo mondo. A prescindere dal livello di ricchezza del paese in cui sono situati, vengono catalogati per le tipologie di necessità. Nel mercato di terzo mondo, si trovano le necessità di prima categoria: mangiare, vestirsi,bere, ecc.
Nel mercato di secondo mondo troviamo le necessità di abitare, istruirsi, sposarsi, muoversi, ecc. Nel mercato di primo mondo si trovano tutte le soprastanti più i generi di lusso, il divertimento, l'informazione ecc.

Come si può subito notare, in un mercato di prima posizione, vengono forniti i servizi terziari e solo nei paesi in cui esiste questa domanda, esiste lavoro per questa categoria. Parallelamente dato che ricchi e poveri sono una costante del pianeta con diverse concentrazioni, i tre mercati si trovano sempre in tutti i paesi del mondo ed ai quali vi si accede in base alla propria posizione economica. Il sistema che li raggruppa tutti si chiama: mercato globale.

Senza scendere in spiegazioni e delimitazioni che definiscono al meglio tutte le varie tipologie e che porterebbero una lungaggine tale, che nemmeno tutta Internet potrebbe contenere, vista la complessità raggiunta dal sistema, andiamo alla base di quello che è il mercato.

In tutti i mercati, c'è un acquirente ed un venditore. Mentre per il primo genere ci si adatta a quello che si trova, o lo si pilota con la pubblicità ecc., il secondo, il venditore, è la leva della vendita. Figura che può essere svolta in prima persona, come demandata a terzi. Un buon venditore, farà sempre la differenza di un affare.

Detto questo, trovare un buon venditore è un compito difficile, formarlo ancora di più. Un buon venditore deve essere capace di cogliere al volo le necessità e i desideri del compratore e saperlo dirigere verso il prodotto fatto per lui. Deve conoscere la psicologia dell'acquirente, sapere se è una persona che si lascia consigliare o se metterà in discussione tutto quello che viene proposto. E deve farlo in tempi brevi, rapidi e decisi.

Ad esempio se in un negozio d'abbigliamento entra qualcuno che vuole comprare qualcosa, ma non sa bene cosa cerca, deve essere capace di cogliere questa sua attitudine e solo in questo caso, proporsi d'aiutare. Viceversa imporsi al cliente quando questi chiaramente dimostra di sapere cosa vuole e ne sa sul prodotto molto di più di chi vende, comporta di solito l'abbandono del negozio di questi, perché infastidito dal "commesso" e non più venditore, che cerca solo d'eseguire l'ordine di vendere il più possibile, pena la perdita dell'impiego.

Un buon venditore deve saper cogliere l'atteggiamento di sfida del cliente, magari nascondendo il capo che questi aveva individuato per primo, spiegando che difficilmente s'addice alla corporatura della persona, lasciando che poi il cliente più per rivalsa, lo compri rimanendo soddisfatto due volte. Aver fatto valere il proprio gusto e aver dimostrato di saperne di più. In fin dei conti al venditore, non interessa la sua faccia. Solo il numero dei capi venduti a fine giornata.

Un buon consiglio per evitare malcontenti negli acquisti di capi d'abbigliamento, è quello di lasciare che l'occhio venga richiamato dal vestito e quindi comprovarne la comodità. Non mettersi nella situazione di: qualcosa devo comprare.

Un buon venditore deve sapere come crearsi la sua catena di vendita, che sia fatta di persone o mezzi meccanici, non importa. La sua filosofia è: se non vendi, allora compri. Per cui dividendo in due categorie di persone che incontra, deciderà la linea da tenere. Per raggiungere questo obiettivo, deve individuare il desiderio che più muove la persona. Se questa deve comprare, deve far sì che l'acquisto gli appaia come l'affare del secolo e che comprandolo, acquisisce non solo il bene in sé ma anche un prestigio destinato a pochi eletti.

Se la persona è ammagliata dalla capacità di vendita del buon venditore, è pronta al passo successivo. Farlo venditore lui stesso. Qui entra in gioco il prestigio, la ricchezza o desideri più o meno concreti, che devono essere sapientemente orientati nelle motivazioni che faranno di lui, un buon venditore. Attenzione, abbiamo detto buon, non leale.

Catturato il sogno della persona, lo si pone come meta finale del lavoro di vendita. "... e così operando con questo metodo, in breve tempo si potrà raggiungere la capacità economica per acquisire il castello, la villa la macchina o quel che sia...", frase che magari chi ha ascoltato l'imbonitore di turno, magari ben conosce. Abbiamo detto imbonitore, e non venditore, perché queste persone solitamente, si trovano in una base molto bassa della catena di vendita. Questi solo cercano di catturare l'attenzione e di farsi una base operativa, non parlano di percentuali se non molto sommariamente e non sono ai vertici dell'azienda che rappresentano né responsabili di contrattare personale.

Una volta che il venditore si è creata la sua filiera, deve saper giostrare dal vertice, tutte le regole che operano alla base. Deve saper formulare i contratti di vendita, in modo tale che la responsabilità sia sempre in qualche modo, girata al cliente e se proprio impossibile date le leggi, su l'operatore di vendita, l'assicurazione del prodotto, la garanzia stessa annessa a quanto acquistato, fino a riversare sul cliente stesso, il rischio d'impresa. Un esempio per tutti: le banche, dove per aprire, chiudere, operare su un conto corrente, sempre ci saranno delle spese imputabili al cliente e sempre ci saranno penali in caso di recessione di un contratto.

Un buon venditore si autodefinisce tale, in base al successo/prestigio che può ostentare. A volte non lo sa nemmeno lui, ma è proprio questo che lo rende schiavo alla ricerca di sempre più nuove forme di guadagno, anche se oramai ha raggiunto una ricchezza tale, da permettergli di vivere tranquillamente nel lusso fino alla fine dei suoi giorni e anche per tre generazioni a venire.

Condividere questo successo/prestigio con i propri affiliati alla vendita è una delle chiavi per arricchirsi maggiormente. Se date a qualcuno una percentuale dei guadagni derivati dalla vendita di un vostro prodotto, questi si farà in quattro per arricchirvi ancor di più, specie se a scaglioni, questa percentuale cresce fin ad arrivare anche al 50%. Ci penserà lui stesso, una volta edotto del metodo, ad istruire le persone sotto il suo controllo. Si tratta solo di saper quanto è possibile delegare alla persona sotto di voi, che animata dalla stessa cupidigia, potrebbe farvi le scarpe.

Come crolla il castello di carte costruito? Quando la persona che vuole acquistare un bene, non si lascia affascinare dal bene stesso. Quando la persona che acquista, vede la merce per quello che è. Materiale d'uso. Il buon venditore deve saper evitare che l'acquirente se ne accorga, e pilotarlo sempre verso pensieri positivi e anche, saper fermarsi. Insistere di vendere acqua come se si trattasse di elisir miracoloso, può andar bene se dall'altra parte c'è il tipo snob, pieno di soldi annoiato, che si compra la bottiglia d'acqua proveniente dagli iceberg del polo. Difficilmente si potrà vendere a chi è reduce di una alluvione.

Tra le righe di quelli che possono sembrare consigli di vendita, si lascia a chi vuole, intendere il modo di non farsi abbindolare negli acquisti.

mercoledì 14 ottobre 2009

Vendite decentralizzate

Quando il mondo era più giovane, le compravendite commerciali erano per lo più, regolate dalla fiducia e i soggetti avevano la possibilità di guardarsi in faccia durante le transazioni. Il sistema zoppicava di regole che permettessero ai deboli di garantirsi verso i forti. Sono innumerevoli le notizie storiche, ma anche recenti, di violazioni e raggiri in ogni campo di vendita che sia.

La necessità di concludere un acquisto e/o contratto, ha spinto e spinge a formulare leggi economiche sempre più complesse e dettagliate, per garantire il buon esito delle operazioni. Secondariamente, la burocrazia che si viene a creare, appesantisce il prezzo e il tempo del prodotto o servizio in esame.

I soggetti forti, hanno scoperto che l’ottimizzazione delle vendite abbattendo i costi di fornitura segue il percorso dei cosiddetti “Call Center”. Famosi centri multi funzione per la vendita, assistenza e reclami in genere. Sotto un punto di vista numerico, sono indubbiamente un gran affare per i soggetti forti. Si paga poco o nulla e solo se l’operazione va a buon fine l’operatore di transazione, che non importa venga istruito sul prodotto o servizio, dato che il suo compenso viene erogato a vendita conclusa.

La conseguenza di ciò, la possiamo sperimentare giornalmente, digitando sull’apparecchio di comunicazione tutti i numeri e rimandi indicateci spesso, da voce pre registrata, seguiti molte volte da lunghissimi tempi d’attesa con musichette, spot pubblicitari non richiesti e magari concludersi con l’interruzione della comunicazione obbligandoci a riformulare il tutto.

Qual ora si riuscisse a parlare con un operatore, moltissime volte si ha l’impressione di comunicare con una macchina umana con risposte pre standardizzate che non risolvono per niente il problema ma lo complicano in modi a volte, persino surreali.

Esempio riscontrabile: C=Cliente O=Operatore

C – Buongiorno ho un problema sulla mia linea ADSL da voi fornita. Il numero dal quale chiamo, è abbinato al servizio ma, il modem segnala che non aggancia alla centrale impedendomi la connessione.
O – Usa un sistema Windows?
C – Scusi, è ininfluente, non è il computer ad avere il problema, il problema è della linea.
O - Ah, capisco, ha l’antivirus? Ha installato un nuovo programma di recente?
C - ???? Ahem.. ripeto, il modem e non il computer, indica che non c’è linea!
O - ....
C – Pronto?...
O - ... un momento stiamo verificando,,,
C - Ah! Bene,...
O - ... da qui risulta tutto in regola, magari provi a cambiare il modem.
C - Veramente il modem è di vostra proprietà, visto che è in accomodato.
O – Capisco, allora dovrebbe entrare nella pagina Web ecc, ecc, e scaricare il software per la risoluzione automatica dei problemi. C’è anche l’opzione per l’invio del problema riscontrato se non va a buon fine l’intervento!
C - ???... Scusi non ho mica capito... Se non ho la linea di connessione, come pensa io possa scaricarmi ecc., quello che mi propone?
O – Sì, deve entrare nella pagina e da lì seguire le istruzioni. Buongiorno...
C - ????


Di solito dopo risa convulsive, disperazione, frustrazione ossessiva, si ritenta sperando di incappare in qualche operatore leggermente più informato. E questo è solo il caso classico per servizi analoghi. Avete mai provato ad acquistare un biglietto aereo e l’operazione non è andata a buon fine al primo colpo?

Se avete scelto un‘agenzia viaggi, venite contattati quasi subito perché la forma di pagamento che il sistema informatico offre, non è appropriata a quanto le operatrici vogliono. Nonostante vi sia il tempo di 24 ore per far fronte alla transazione bancaria e confermare il volo scelto, l’operatrice insiste che è preferibile la forma di pagamento con carta di credito, dato che la compagnia aerea abbisogna della conferma immediata sulla disponibilità dei posti prenotati.

Pare diventi impossibile far capire che, causa acquisto collettivo, il limite della carta di credito, non permette la cifra finale. A quel punto, ci viene indicato di eseguire la transazione bancaria immediatamente, altrimenti si perde la prenotazione. Ma come? Non avevo 24 ore di tempo? Proseguendo sui binari dell’assurdo, ci viene chiesto di recarsi con urgenza allo sportello bancario dove ci verrà rilasciato il riscontro dell’operazione e d’inviarlo via fax o e-mail, così che si possa concludere. Alle 20 di sera? Ma queste operatrici dove sono in questo momento? In un’altra parte del mondo sicuramente connesse con un sistema di deviazione chiamata, al punto di non sapere che l’orario locale non permette quanto ci dicono.

Alla fine la nostra prenotazione, che abbiamo nella nostra casella di posta con tutti i riferimenti contrattuali e tempistici, viene cambiata dall’operatrice per permetterci di completare l’indomani mattina, il trasferimento dei fondi. Guarda caso, il prezzo finale nel frattempo è levitato di 500€!

E fin qui alcuni esempi. Mi domando: ma il mancato acquisto che inevitabilmente comporta atteggiamenti centralinistici del genere, non viene visto dal soggetto venditore? Possibile che non s’accorga che la crisi della sua azienda derivi anche dal fatto di un pessimo servizio ai clienti?

Sembrerebbe di no! Pare contino solo i numeri finali entrate/uscite che fanno il bilancio analizzando freddamente solo i costi d’esercizio e tagliare, tagliare, tagliare... Peggiorando sempre più il tutto per finire in fallimento e con debiti aziendali, come si può anche recepire dalla cronaca persino per aziende di una certa levatura.

E poi, si lamentano...!

giovedì 24 settembre 2009

Situazione crisi, dalla rete

L'economia mondiale non è crollata semplicemente perché finanziata dai soldi stampati dalle banche centrali e che "noi tutti" dovremo prima o poi pagare allo stato per coprire i buchi sempre più grandi.

Il loro giochino è semplice; le banche prendono i soldi dallo stato (sostegni all'economia li chiamano....) e quindi (le banche stesse) vanno in borsa con i soldini appena presi e acquistano i titoli tenendo su le borse.... che altrimenti a quest'ora (e sarebbe l'ora) non esisterebbero nemmeno più. Nel frattempo qualche privato ci si butta anch'egli e.... spero per lui che effettivamente regga.... so che c'è gente che ha fatto i debiti per giocare in borsa (tipo 100-200 mila euro) e si sono ritrovati con valori ridicoli..... tipo 2-3000 euro..... Oddio, ora hanno magari ripreso il 100% rispetto al minimo toccato.... che equivale, se non sbaglio, a 5-6000 euro..... sì, bella ripresa.....

Lo vogliamo capire o no che i valori di borsa sono "fittizi" e che non vogliono dire per niente se in realtà in giro la gente sta bene o male, ma si basano sulle voci che girano e che "fanno girare appositamente" nel mondo della finanza?

Ci sono aziende che hanno appositamente costruito il proprio capitale sui debiti, quindi sono andate in borsa e... i loro debiti li ha pagati chi ha acquistato le loro azioni.... anche se forse non se ne sono resi conto....

Non mi sembra un buon affare..... comunque se qualcuno vuole acquistare i miei debiti, si faccia avanti.

P.S. in realtà non ne ho..... di nessun genere, e mi guardo bene dal farne..... ^___^
Sì, è vero; sembra che le cose vadano meglio.

Ma il punto è.... quanto è dovuto alle "droghe" imposte dal sistema per cercare di salvarsi?

Le auto hanno ripreso grazie agli incentivi.

Molte cose stanno diminuendo di prezzo, quindi invogliano all'acquisto.

Pochi hanno l'orto, o la carne di propria produzione, e siamo oramai abituati che... tutto è "prima necessità".... anche la Coca Cola.... ....per quanto sopravviveremmo senza andare al supermarket....?

La gente è abituata ad andare all'Iper, e spesso ci va anche solamente per passare la giornata e per "vedere l'ultima novità". E, in fondo, ci si sta freschi d'estate, caldi d'inverno e c'è asciutto quando piove e magari non si sa dove andare.....

Troppo spesso sento dire.... "beh, io intanto me la godo, poi... vedremo". Anche per questo non ci sono state grosse flessioni a livello turistico-alberghiero.

Inoltre.... se ci si fermasse nell'acquistare, come ci hanno detto, sarebbe anche peggio....

Speriamo solamente che possa continuare così... ma la vedo dura.... soprattutto nei prossimi mesi invernali.

Bisognerà avere una casa sulla testa (in tenda si sta bene solo d'estate), pagare il riscaldamento, tutti i beni di prima necessità, le tasse che sicuramente aumenteranno, i carburanti che, tendenzialmente, potrebbero rincarare, le medicine per cercare di restare in vita dall' H1N1.... et similia. E i consumi, potrebbero risentirne, e con essi la filiera a monte.... e con essa.... i lavoratori, e così via....

Sì, stamattina mi sono svegliato più pessimista del solito.... sarà il tempo!


Ah, Ah, Ah, .... son sempre qui che rido!

Scusate ma questa ve la voglio raccontare... anche se non c'entra niente....

Sono rientrato ora dal Supermercato.... per 2 o 3 cosette.

In giro sento un marito che dice alla moglie:

- Che dici, prendo questo tipo o quest'altro di mortadella?

- No, prendi questa; è biologica !!!!!

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Beh, se sapessero come si fa la mortadella..... forse non ci crederebbero tanto a quello che sta scritto sulle confezioni in modo anche troppo facilone!

Tra poco "biologico" lo scriveranno anche sulla Coca Cola....

Ma.... ci hanno abituato così, e noi siamo disposti a crederci!

Allo stesso modo ci fa star bene credere che la crisi sia finita...

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Il ritorno alla moneta aurea è una pia illusione. Per fortuna è crollata da sola, per tempo. Il problema della monta è a monte.

Il problema della moneta come la conosciamo negli ultimi secoli è che viene utilizzata sia come elemento di scambio, sia per accumulare valore.

Nel primo caso deve essere a basso costo e largamente disponibile.

Nel secondo caso deve essere rara e costosa.

La moneta come la conosciamo noi non può essere sia rara sia disponibile. Non può essere sia costosa sia a basso prezzo. La moneta come la conosciamo oggi è difettosa nel suo principio fondante, è "defective by design".

La coperta è corta e, quelli che vogliono che la moneta sia rara e costosa, sanno tirarla dalla loro parte con molta più forza.

Questo uccide coloro che necessitano per produrre, commerciare, vivere, di una moneta largamente disponibile e poco onerosa.

Con questo "tipo" di moneta loro comandano, noi muoriamo.


sabato 15 agosto 2009

Ferragosto: da oggi nuove regole economiche

Ferragosto: mentre la maggior parte delle persone è in vacanza e non connessa a quanto succede, ecco che la G.U. (Gazzetta Ufficiale), va a regolare da oggi, le ultime decisioni di Governo. Vediamole in sintesi.

Strada spianata al ritorno dell'Italia all'energia nucleare, introduzione della class action per la tutela dei consumatori, polizze assicurative poliennali con lo sconto e aumento della Robin tax dal 5,5 al 6,5 per cento.

Delega al governo per il nucleare. Il governo avrà sei mesi di tempo per emanare uno o più decreti legislativi con la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti nucleari, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare.

Assicurazioni. Arrivano le polizze poliennali con sconto. Gli agenti assicurativi potranno proporre polizze assicurative poliennali con uno sconto sul premio annuale. Se il contratto supera i cinque anni, l'assicurato, trascorso il quinquennio, ha facoltà di recedere dal contratto con preavviso di 60 giorni. Royalties idrocarburi al 10% e benzina meno cara.

Aumentano dal 7% al 10% le royalties che le società petrolifere sono tenute pagare per l'estrazione di idrocarburi

Reti d'impresa. Estese alle reti di imprese le agevolazioni già previste per i distretti industriali.

Class action dal 2010. L'azione legale collettiva per il risarcimento di danni non sarà retroattiva e non partirà subito. Il decreto legge anticrisi ha portato ancora in avanti, rispetto alla legge sviluppo, le lancette dell'entrata in vigore, spostandole al primo gennaio 2010.

Robin tax sale al 6,5% per stanziare fondi a editoria. Sale dal 5,5 al 6,5 per cento la maggiorazione dell'aliquota ordinaria Ires, la cosiddetta robin tax a carico delle grandi aziende petrolifere e dell'energia elettrica. La misura è stata approvata dall'aula del Senato in seconda lettura con un emendamento bipartisan pd-pdl che l'ha prevista, in parte, come copertura finanziaria per uno stanziamento di 140 milioni in favore dell'editoria per gli anni 2009 e 2010.

Ferrovie. Le ferrovie private potranno operare sul territorio nazionale dopo il rilascio di una licenza per cui è necessario avere sede legale in Italia oppure esista reciprocità per le imprese italiane nei paesi di origine.

mercoledì 5 agosto 2009

Benzina estiva

A volte sembra che il mestiere del profeta sia cosa facile; ricordate il post di tempo fa sui prezzi delle benzine? Ora si è svegliato il governo (qualcuno può regalargli una sveglia decente?)

La benzina corre ancora e il Governo prova a tamponare l’emorragia, convocando le compagnie petrolifere per spiegare l’andamento del prezzo dei carburanti. Oggti altri due centesimi si sono aggiunti al prezzo della benzina, che arriva a sfiorare gli 1,35 euro al litro nei distributori Shell.

Dopo i tre centesimi aggiunti da Agip ieri ai propri listini, è il turno del colosso petrolifero anglo-olandese di rialzare di 3,5 cent il prezzo della propria verde, che arriva a 1,349 euro, e di 3 centesimi il diesel, che si attesta a 1,169 euro. Ma gli aumenti sono generalizzati e coinvolgono tutte le compagnie, che, con rialzi di entità diversa, portano la verde agli 1,339 raggiunti ieri da Agip.

Più frammentato il panorama sul diesel, il cui prezzo varia dagli 1,158 euro al litro di Erg e Total fino agli 1,169 euro di Shell. I prezzi dei carburanti presentano però differenze notevoli su base territoriale. È Napoli la città dove si spende di più per un pieno di benzina (1,374 euro al litro), mentre per risparmiare qualcosa conviene andare a Trieste (1,324).

Le grandi città si trovano a metà classifica: a Roma la benzina costa 1,338 euro, a Milano 1,341. Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, però, rompe gli indugi e convoca per domani pomeriggio le compagnie petrolifere a Via Veneto, perchè vengano illustrati i motivi dell’attuale andamento dei prezzi.

Prima della decisione di Scajola, puntualmente era già ripartita la carica delle associazioni dei consumatori: se il Codacons denuncia ricadute sulle vacanze degli italiani, Federconsumatori e Adusbef auspicano un abbattimento dei prezzi dei carburanti, anche attraverso la liberalizzazione del canale di vendita.

«Ogni anno si verifica la stessa situazione, con aumenti concomitanti agli esodi dei cittadini», afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, «ci appelliamo ad Antitrust e Mister Prezzi affinchè indaghino sui rincari dei carburanti». Federconsumatori e Adusbef tornano a chiedere «maggiori verifiche e controlli sul meccanismo intollerabile della doppia velocità».

Oggi è stato il giorno degli interventi della politica, dopo che nella serata di ieri il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, aveva parlato di «ultimo giro per i furbi». Secondo il presidente della Commissione Prezzi e Tariffe del Senato, Sergio Divina, «è inaccettabile che le aziende di stato, come l’Eni e nel particolare l’Agip, facciano da apripista alla stagione dei rincari. Chiediamo a Tremonti e Scajola di vigilare sulle attività di queste aziende».

Un invito che arriva anche da Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera per L’Idv: «visto l’aumento del prezzo della benzina, che non sembra collegato all’aumento dei costi, chiediamo al ministro Scajola cosa stia aspettando ad intervenire». Inviti che in serata sono stati accolti e che porteranno al primo incontro del 2008 fra compagnie e governo sul tema dei carburanti.

lunedì 3 agosto 2009

Nucleare; nuova linfa impresariale?

Come da copione, a seguito di quanto ultimamente discusso sul nucleare in Italia e della possibilità di sviluppare questa tecnologia che darebbe al Paese nuova linfa energetica, Enel e EDF hanno annunciato oggi la costituzione di una joint venture denominata "Sviluppo Nucleare Italia Srl", che ha il compito di realizzare gli studi di fattibilità per la costruzione nel nostro Paese di almeno 4 centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata EPR, come previsto dal Memorandum of Understanding firmato da Enel ed EDF il 24 febbraio scorso durante il summit Francia-Italia di Roma.

Enel ed EDF possiederanno il 50% ciascuno della joint venture e la società, una società a responsabilità limitata di diritto italiano, avrà la sua sede a Roma.

Completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna centrale EPR.

Fulvio Conti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, ha commentato: "La creazione della joint venture pone le basi concrete per il ritorno del nucleare in Italia; una opportunità unica per contribuire al rilancio dell'economia del nostro Paese, creando posti di lavoro specializzati e sviluppando l'occupazione.

Grazie alle sue attività internazionali, in pochi anni Enel ha ricostruito le sue competenze nucleari ed è oggi pronta a prendere la guida del programma nucleare italiano, in collaborazione con un protagonista mondiale del settore come EDF".

Pierre Gadonneix, Presidente e Direttore Generale di EDF, ha detto:" EDF è lieta di poter partecipare fianco a fianco con un importante partner industriale come Enel al rilancio in Italia del nucleare, una fonte sicura, competitiva e priva di emissioni di CO2. La creazione di questa joint venture è un decisivo passo in avanti che conferma il successo della cooperazione tra EDF ed Enel che ha avuto inizio nel 2007 con la costruzione del reattore EPR di Flamanville in Normandia.

Questa partnership è in linea con la strategia del gruppo EDF finalizzata a rafforzare la propria posizione in Europa e la leadership mondiale nella rinascita dell'energia nucleare."
In concomitanza con la costituzione della società "Sviluppo Nucleare Italia Srl" sono stati definiti gli impegni delle due parti e le regole di corporate governance della joint venture.

In particolare, la gestione di "Sviluppo Nucleare Italia Srl" sarà affidata ad un consiglio di amministrazione composto da otto membri: quattro espressione di EDF, tra i quali il Presidente ed il Vice Presidente e gli altri quattro designati da Enel, tra i quali sarà individuato l'amministratore delegato.

La costituzione di Sviluppo Nucleare Italia segna il primo, decisivo passo avanti nella realizzazione del progetto nucleare italiano e viene subito dopo l'approvazione della Legge Delega del 9 luglio 2009 che ha creato le condizioni per il ritorno del nucleare in Italia.

Insomma si muove qualcosa, si intravedono le imprese pronte a scommettere ed invistire su quello che sembra il nuovo mercato energetico. L'unica forse nota leggermente stonata, è la scelta del periodo con cui si fa nascere la nuova attività; un periodo vacanziero che pone ombra sulle cose fatte alla luce del sole e che non mancherà posteriormente, a critiche.

Acqua: rincari di stagione

"Che l'acqua sia un bene prezioso è risaputo, ma applicare prezzi fuori mercato è assolutamente ingiusto nei confronti dei consumatori e turisti, soprattutto in estati particolarmente afose come questa, in cui è impossibile rinunciare a bere per trovare un po' di refrigerio."

Così Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc, commenta i risultati di un'indagine che l'Adoc ha svolto sul mercato delle acque minerali di Roma, risultato gravemente danneggiato dalle speculazioni della distribuzione, sia grande che piccola, e della ristorazione, nonostante sia presente una buona concorrenza.

"La distribuzione sfrutta a proprio vantaggio il fattore caldo - commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - e il fatto che i consumatori non possono astenersi dal bere, in particolare duranti i picchi di calore di una giornata. La grande distribuzione, nel periodo giugno-settembre, diminuisce sensibilmente le offerte sulle confezioni famiglia da 1,5 litri, per cui stiamo registrando una contrazione superiore al 30%. E i prezzi vanno alle stelle: aumenti medi del 4,4%, con un massimo del 7,6% per le bottiglie da 0,50 litri delle marche non pubblicizzate. Un salasso che fa rimanere i consumatori a bocca asciutta".

I soggetti che più risentono di questo rialzo indiscriminato di prezzi sono sempre quelli più deboli, anziani e turisti.

"I più tartassati sono anziani e turisti - conclude Pileri - i primi devono necessariamente bere, per motivi di salute, nelle ore di punta e nelle giornate più calde. I secondi, non informati sulle politiche dei prezzi praticate degli esercizi commerciali, spesso comprano ugualmente, seppur controvoglia. Questa forte speculazione va combattuto, per ciò chiediamo un intervento deciso e mirato dei Comuni, affinché i vigili urbani controllino e multino gli esercenti che si comportano in modo sleale".

L'Adoc propone all'amministrazione comunale di Roma la distribuzione ai turisti di un kit composto da una bottiglietta di plastica e una mappa delle fontanelle capitoline, per bere acqua senza spendere un euro, iniziativa già avviata a Venezia lo scorso anno.

"Crediamo sia opportuno rilanciare l'iniziativa anche nella Capitale - continua Pileri - dove si contano circa 2500 fontanelle pubbliche, di cui circa 400 solo all'interno delle mura. Ma quasi nessuno tra i turisti stranieri sa che emettono acqua potabile, fresca e gratuita. Per questo l'Adoc ha pubblicato sul proprio sito (www.adoc.org) una mappa di 130 "nasoni" del centro storico di Roma, a beneficio dei turisti. Chiediamo all'amministrazione comunale di Roma la disponibilità ad un incontro per la realizzazione di un progetto similare, con la nostra collaborazione. L'utilizzo di acqua pubblica potrebbe far risparmiare non pochi euro ai turisti assetati, visto che nella zona del centro storico è possibile spendere anche 3 euro per una bottiglietta d'acqua da mezzolitro."

sabato 1 agosto 2009

Soldi, soldi, soldi


«Cosa fare? Tenere i soldi sul conto corrente». Paolo Barrai, consulente indipendente e animatore di Mercato Libero, un blog di finanza molto seguito, dice la sua su questo strano momento dell’economia italiana in cui si vedono segnali assolutamente contrastanti.

I prezzi scendono. Risaliranno, scenderanno ancora?
Continueranno a scendere. La gente aspetta a comprare, le aziende aspettano a investire. E tutto rallenta.

Poi, a settembre, vedremo come va la cassa integrazione. Se crescerà ancora, allora vuol dire che la crisi continuerà e che i prezzi resteranno ancora fermi. Se scendono le ore di "cassa", allora sarà un segnale della ripresa, con i prezzi pronti a risalire.

Una famiglia ha soldi da investire. Che cosa fa? Conviene tenere i soldi sul conto. Ci sono banche che offrono il 3% netto.

Oppure comprare obbligazioni societarie..
Quelle sicure, cioè emesse da società affidabili, rendono fra l’1 e il 2%. Troppo poco. Ci sono altri bond dal rendimento più alto, però non vengono collocati ai risparmiatori ma venduti solo alle banche.

Con i prezzi così bassi viene voglia di fare un po’ di scorta.....
Io credo che i prezzi scenderanno ancora. Però, visto che la ripresa prima o poi verrà, si potrebbero comprare le materie prime. Oro, caffè, petrolio, metalli in genere, sono destinati a salire.

I barili di petrolio dove li metto, in garage?
Ci sono strumenti finanziari, come gli Etf, che replicano esattamemte il prezzo della materia prima. Attenzione, le materie prime sono destinate a salire anche quando verrà l’inflazione.

Stiamo dicendo che l’inflazione non arriva..
Ma prima o poi arriverà. Sono tornato l’altro ieri dall’Islanda. Là hanno svalutato la moneta, la corona, e l’economia si è rimessa in moto. L’export sta vivendo un vero e proprio boom.

E come si fa a svalutare l’euro?
Stampando banconote e tenendo bassi i tassi di interesse. Arriva l’inflazione e, di suo, la moneta si svaluta. E’ un modo eccezionale per far ripartire l’economia. In Italia, quando c’era la lira, questo trucco l’hanno usato tante volte. Ora con l’euro è più difficile, i tedeschi non vogliono.

sabato 13 giugno 2009

Riciclare con raccolta differenziata

Nell'azienda dove lavoravo, essendo una multiutility, si occupavano anche di raccolta differenziata, avendo la stessa un bel termovalorizzatore, acquisito grazie anche alle varie sovvenzioni per questo tipo di opere. L'impianto produce energia recuperandola dall'incenerimento dei rifiuti e immettendolo nella rete, ricavandone gli utili conseguenti.

Poiché quest'energia è tratta da fonti rinnovabili, è inquadrata in un prezziario di favore al punto che diviene economicamente più conveniente venderla che usarla nei propri impianti. Va da dire che l'azienda stessa è anche fornitrice d'energia per la città e fatti due conti, si può capire i vantaggi delle cose.

I tecnici di questo settore, applicano quanto in loro conoscenza per recuperare il materiale da porre in processo. Poiché alla fine, il tutto passa per fornaci con annesse caldaie e turbine, ogni rifiuto deve essere catalogato in base al suo potere calorifico. Questo per mantenere la temperatura controllata. Nella produzione di vapore utile, non va bene un carburante in caldaia che sviluppi calore discontinuo; classico dei rifiuti che per la loro tipologia, chi brucia prima, chi brucia meglio chi brucia male, ecc.

Ecco perché una raccolta differenziata, aiuta a catalogare e smistare il "carburante", potendolo miscelare nella fornace, raggiungendo combustioni controllate e quindi utili al processo produttivi d'energia.

Con buona pace al riciclo, che in questo caso non ha nulla a che fare perchè il rifiuto qualunque esso sia, viene bruciato nell'inceneritore annesso al sitema.

Fare la raccolta differenziata non è così semplice come sembra. O meglio: non tutti sanno come farlo. Nel cassonetto destinato alla carta non è vero che deve essere gettato tutto ciò che sia costituito da pagine e assomigli ad una rivista o un giornale. E poi, dove vanno i cartoni di tetrapak del latte? Nel cassonetto della carta o della plastica? E i tappi delle bottiglie…vanno tolti?

Cerchiamo di fare un po’ di ordine.

Nel cassonetto della carta vanno soltanto giornali, riviste, quaderni…purchè NON siano in carta plastificata. Vanno inseriti anche i cartoni da imballaggio e le scatole alimentari da confezione. Per il tetrapak dipende se le cartiere del comune in cui si vive siano dotate dei macchinari necessari per il trattamento di questo materiale. Da evitare anche i rifiuti di vaschette in polistirolo, sacchetti di plastica, carta oleata e tutto ciò che è sporco di grasso.

Nel cassonetto della plastica vanno inserite le bottiglie per bevande, i contenitori di detersivi e saponi e le confezioni per alimenti. Anche in questo caso vale la regola del “no” al tetrapak se non si è attrezzati. Da evitare posate e bicchieri plastificati e i giocattoli.

Nel caso del vetro è necessario levare i tappi. Non si possono buttare le lampadine e tubi al neon, i piatti in ceramica e in generale il vasellame.

Per i metalli invece si possono gettare le lattine per bevande, i barattoli per alimenti e le vaschette in alluminio. No alle buste delle patatine.

Triste però, la pubblicità che queste imprese e l'uso delle leggi che fanno, per convincere e/o obbligare la popolazione, all'uso dei cassonetti differenziati, Vogliono far passare l'idea che il materiale che si scarta, verrà riusato, riciclato. Il che è anche vero ma non nel senso che ci vogliono far intendere.

Per loro il riciclo, il riuso, si tratta della trasformazione di rifiuto in bene vendibile. La materia prima è praticamente gratuita; si paga la raccolta (camion, personale, ecc.), per lo smistamento si abbassano i costi delegando alla popolazione il problema.

Andrebbe tutto bene se parte di questi proventi, fossero distribuiti alla popolazione, risparmiando sul prezzo dell'energia consumata ad esempio. Ma cosi non è.

Buona raccolta differenziata!

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