Un provvedimento che fa discutere non tanto per l'aumento delle contestazioni (ogni due anni di solito c'è una revisione dei tariffari) ma per la decurtazione dei punti-patente, o della sospensione della stessa, che contempla d'ora in poi anche i cittadini che viaggiano su due ruote.
In buona sostanza, se uno in bici commette un'infrazione per la quale è prevista la sottrazione di punti, se li vedrà togliere. Se non ha mai conseguito la patente, invece, ovviamente non subirà alcuna pena aggiuntiva. Se provoca un incidente da ubriaco potrebbe perfino rischiare la sospensione o il ritiro, al pari chi viaggia su un Suv.
Un caso tipico, più normale, potrebbe essere quello del ciclista sorpreso al cellulare, un comportamento scorretto molto diffuso e che prevede la perdita di punti. Una sperequazione evidente, secondo alcuni, e soprattutto secondo le associazioni di ciclisti, che denunciano l'ennesimo «provvedimento vessatorio» a fronte delle promesse «mai realizzate sulle piste ciclabili».
«Siamo chiari - spiega un funzionario dei Vigili - andare in bici sul marciapiede, passare col rosso o attraversare sulle strisce pedonali con la bici al fianco era vietato anche prima». Il provvedimento riguarda tutti i veicoli e comprende quindi i velocipedi e i carretti a braccia.
«Il Codice prevede di togliere i punti, ove previsto, anche ai conducenti di velocipedi, e quindi c'è poco margine per discuterne - spiega Emiliano Bezzon, comandante della Polizia locale di Milano - non è impossibile, poi, che qualche cittadino decida di ricorrere al Giudice di Pace, ma solo dopo una pronuncia degli organi giuridici competenti potrà essere cambiato qualcosa. Penso al 2003 - precisa - quando con l'introduzione della patente a punti, in caso di impossibilità di contestazione al conducente rischiava la decurtazione dei punti il proprietario della vettura. In quel caso, alla fine, si era pronunciata la Cassazione».
E sentiamo cosa ne pensa un campione delle due ruote. «È assurdo, non so a chi sia venuta in mente una cosa del genere ma non serve davvero a nulla». Francesco Moser in bicicletta ha costruito una vita più che una carriera: campione del mondo, primatista dell'ora nonchè vincitore del Giro d'Italia ma soprattutto grande appassionato.
Ed ora avversario del nuovo codice della strada che prevede sanzioni per i ciclisti, anche se ovviamente le norme si riferiscono al traffico e non hanno alcuna rilevanza per le competizioni. «Ma è comunque assurdo - insiste Moser - Non è certo questa la soluzione e vedranno che così non si risolverà nulla, anzi gli incidenti continueranno». «Il problema è che c'è troppa gente che non sa guidare e bisognerebbe migliorare il sistema, fare attenzione quando si rilasciano le patenti».
5 commenti:
E' semplicemente, democraticamente assurdo. La legge dello Stato si incammina sempre più sul viale della camorra. Non voglio naturalmente dare la sensazione di essere dalla parte di chi non rispetta le norme civiche, però ho l'impressione che l'Italia stia diventando una giungla invivibile, dove il primo che si sveglia la mattina detta legge... e se ha dormito male so' cavoli nostri!!
Sai, questo fatto da da pensare. Io pensavo che le ordinanze fatte a "caldo" da alcuni sindaci, erano prerogativa dell'Italia. Oggi ho scoperto che ad esempio in Spagna, alcuni "colleghi" fanno lo stesso. C'è ad esempio in alcuni paesini, l'ordinanza che vieta l'uso dell'ascensore agli animali; pena 700€. Così la signora 60enne del 7° piano, deve farsi le scale per salire e scendere il cane con l'animale in braccio. Mi pare che in alcuni pesei della costiera francese, c'è il divieto di baciarsi in spiaggia, mentre sicuramente rischiate di brutto se massaggiate la fidanzata in spiaggia nelle Baleari.
Insomma più si va avanti e più "restrizioni" avremo... ma come cavolo vivevano i nostri nonni? :)
e detto da blogantropo è tutto dire.. ;) ;) ;)
Mmmmh, lo prendo come complimento... :)
Posta un commento