Ricerca personalizzata

giovedì 30 aprile 2009

Sofware: consigli per la visibilità


Proponiamo un articolo di Simone Lovati, che descrive alcune idee interessanti ed in linea con le attuali evoluzioni nella strategia commerciale dei nuovi software lanciati sul mercato.
Il problema è che fondamentalmente non conta più quanto il vostro software sia avanzato, quante funzionalità fantastiche abbia rispetto alla concorrenza, e quanto sia più fruibile. Sono tutte condizioni necessarie, ma da sole non vi garantiranno la diffusione, e quindi nemmeno il successo del vostro sistema.

Ecco tre idee, che più che altro vanno usate come stimoli per trovare l’assetto corretto nel lancio della vostra fantastica nuova soluzione software.

1. Lancio di un software come strumento web-based

Non pensate al lancio di un software per desktop, senza prevedere una versione in ASP (Application Service Provider); piuttosto sarebbe preferibile pensare prima al tool su web e poi (se proprio serve) ad una versione desktop. Ecco i vantaggi di questo approccio:

  • compatibilità da subito con chiunque (Windows, Mac, Linux…);
  • nessun pacchetto da far scaricare, nessuna installazione necessaria;
  • monitoraggio dell’utilizzo del vostro strumento da parte dei first adopters, utilizzando un semplice sistema di statistiche (stile Google Analytics): un mare di idee su come e dove migliorare.

Oltretutto ormai in molti (Google, Adobe, ecc…) stanno sfornando sistemi che permettono l’accesso offline, senza connessione ad Internet, per eliminare finalmente l’ultima barriera all’utilizzo di sistemi completamente online.

2. Lancio di un software come strumento semplice

Per un software, il lancio non è la fine del processo di sviluppo, ma piuttosto l’inizio!

Cercate di lanciare il vostro prodotto solo con le funzionalità di base, il nucleo dell’idea, e non molto di più. Sarà così più semplice capire il suo fattore critico di successo. Il resto lo deciderete successivamente, assieme ai first adopters, osservandoli ed interagendo con loro.

Ed a proposito di first adopters, ci siete pure voi fra di loro, se voi stessi non usate il vostro sistema e non lo ritenete indispensabile e comodo, cominciate a preoccuparvi seriamente!

3. Lancio di un software come espansione di un sistema esistente

Il problema è sempre lo stesso: raggiungere la massa critica. Niente clienti, niente break-even, niente investimenti per gli aggiornamenti.

Ok! Ecco un trucco: cercate di integrarvi da subito con sistemi popolari (ad esempio www.salesforce.com, www.37signals.com, ecc…), i quali hanno sempre disponibili librerie di API per interfacciarsi e tutto l’interesse a darvi visibilità se li supportate (perché possono aggiungere nuove funzionalità alla propria soluzione), ma soprattutto hanno milioni di utenti che non vedono l’ora di aggiungere la vostra novità.

Qualche esempio concreto

  • un ottimo esempio di accesso senza connessione: date un occhio a Google Calendar con l’accesso offline o alla nuova piattaforma Adobe Air ;
  • un paio di settimane fa volevo comprare un nuovo cardio-GPS per i miei allenamenti di corsa: ho scelto il Garmin Forerunner 405, non solo per le sue caratteristiche, ma soprattutto perché era compatibile con Mac (io uso solo Apple!) grazie al fantastico software web-based Garmin Connect;
  • ho provato e in qualche caso acquistato un mare di tool nuovi come add-on a strumenti che già stavo utilizzando. Questa da subito è stata la strategia Apple con iTunes Apps Store.

tratto da un testo originale di:

Ing. Simone Lovati
Consulente in marketing strategico, presidente e socio co-fondatore di
ADVBOUCLE & PARTNERS - Consulenti Marketing

L'escalation continua: ora le minacce


SEOUL (Reuters) - La Corea del Nord ha minacciato oggi di condurre un test nucleare e di provare un missile balistico intercontinentale se il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non si scuserà per le sanzioni imposte a Pyongyang.

Il portavoce del ministero degli Esteri della Corea del Nord ha anche chiesto in una nota riportata dall'agenzia di stampa Kcna che il Consiglio di Sicurezza ritiri tutte le risoluzioni contro il paese per i precedenti test missilistici e nucleari.

Il Consiglio di Sicurezza aveva imposto sanzioni alla Corea del Nord per il lancio di un missile balistico a luglio del 2006 e per un test nucleare condotto pochi mesi dopo, e ha chiesto il rafforzamento di tali sanzioni a seguito del lancio di un missile a lungo raggio questo mese.


Decoder unico


C’è un punto che rende particolarmente controverso il lancio di Tivùsat, la piattaforma satellitare partecipata da Rai, Mediaset e La 7 e che si occuperò di diffondere gratuitamente l’intera offerta del digitale terrestre su tutto il territorio nazionale: la questione Decoder. Come noto Tivùsat ha ottenuto da Eutelsat il posizionamento sul 13° Est, lo stesso satellite che diffonde le trasmissioni di Sky Italia, il problema è che le trasmissioni di Tivùsat non potranno essere ricevute utilizzando il Decoder di Sky.

Lo SkyBox, il set-top box che i 4.6 mln di abbonati a Sky, e i tanti altri che sono stati abbonati ma ai quali dopo la disdetta Sky non ha richiesto la restituzione del decoder (generalmente è questa la prassi della pay tv), hanno in casa utilizza il sistema di codifica proprietario NDS, l’unico con il quale Sky è riuscita a contrastare la diffusione delle schede “pirata” che proliferavano liberamente ai tempi del duopolio Tele+/Stream.

Sky sarebbe stata obbligata a permettere l’inserimento dei canali del nascituro Tivùsat fra quelli sintonizzabili con il proprio decoder, ma Rai, Mediaset e Telecom hanno giustamente stabilito che la ricezione dei propri canali non poteva essere subordinata al possesso di un decoder di Sky. Da qui la scelta di utilizzare la tecnologia di codifica Irdeto per Tivùsat, una scelta motivata anche dal fatto che non vi è l’effettiva necessità di criptare canali che verranno diffusi gratuitamente e saranno dei semplici “doppioni” di quelli già trasmessi con il Digitale Terrestre.

Questa situazione di fatto smaschera definitivamente la debolezza della normativa che consentì a Sky di fondere le due realtà Tele+ e Stream. L’anomalia presente nel sistema delle pay tv del nostro paese è evidente, il pregiudizio ai danni dei consumatori anche.

Quanti vorranno o saranno nella necessità (per via dei buchi nella copertura terrestre del DTT) di affidarsi al satellite per ricevere i canali gratuiti di Rai e Mediaset dovranno dotarsi di un ulteriore decoder, il che potrebbe rendere la paradossale situazione di tre apparecchi per ogni famiglia media: il decoder del Digitale terrestre, quello di Sky e quello per Tivùsat.

Tutto ciò potrebbe essere evitato se Sky rinunciasse alla sostanziale “chiusura” del proprio set-top box, una prospettiva alla quale l’azienda si è già in passato opposta con tutte le sue forze motivando il suo atteggiamento con la necessità di “proteggere” in maniera efficace i propri contenuti dalla pirateria, giustificazione piuttosto debole a mio parere anche considerando la scelta di consentire alla pay tv di Murdoch di operare in regime di monopolio sul satellite.

Quando si guardava con sospetto l'entrata del digitale terrestre, alla fine si è avuto ragione. Un sistema che serve solo per imporre a pagamento e senza scampo, l'informazione e contenuti multimediali.
Se poi credete che questo sistema vi faccia vedere uno spettacolo o altro senza la pubblicità, dimenticatevelo. Non solo sarà a strapagamento, non solo il canone sarà soggetto a rialzi senza poter disdire, ma la pubblicità vi perseguirà. Senza contare che con questo sistema sarà alla fine impedito cambiar canale ed in più sarà tracciato il gusto televisivo, spiandovi attraverso l'utilissimo doppino telefonico che controllerà quello che fate. Evviva il Marketing, evviva il progresso.

Codice stradale: velocità, sanzioni

Segnalazione autovelox

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il parere n. 18922 del 23 febbraio 2009, ha chiarito alcuni dubbi in materia di corretta segnalazione delle postazioni di controllo della velocità.
Innanzitutto, la segnalazione non deve riferirsi alla modalità di funzionamento dell'apparecchio: non c'è distinzione, perciò, tra postazioni presidiate e non presidiate.
In ogni caso, comunque, non può essere adoperata la segnaletica a fondo giallo, la quale ha carattere provvisorio e serve alla segnalazio
ne di lavori in corso e relativi depositi e cantieri.
Infine, la distanza tra il segnale d'indicazione e la postazione di controllo non può superare i 4 km, con l'ulteriore condizione che non ci siano intersezioni stradali tra segnale e postazione (art. 2 comma 1 del D.M. 15 agosto 2007).

Fonte: Rivista Giuridica Aci

LIMITI DI VELOCITA’, AUTOVELOX E SANZIONI

LIMITI DI VELOCITA'
Sono fissati dal Codice della strada (art.142) e distinti sulla base della classificazione amministrativa delle strade e della categoria di appartenenza del veicolo.

Tutti i tipi di veicoli, esclusi quelli delle altre categorie sottoriportate
- 130 km/h per le autostrade (110 km/h in caso di pioggia);
- 110 km/h per le strade extraurbane principali (90 km/h in caso di pioggia);
- 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali;
- 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali;

- 150 km/h sulle autostrade a tre corsie piu' corsia di emergenza per ogni senso di marcia (limite massimo che puo' essere fissato dagli enti proprietari o concessionari sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione di appositi segnali, a condizione che lo consentano l'intensita' del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalita' dell'ultimo quinquennio).

Ciclomotori: 45 km/h
Trasporto merci pericolose (veicolo carico)
- 30 km/h nei centri abitati
- 50 km/h fuori dei centri abitati
Macchine agricole, operatrici
- 40 km/h con pneumatici
- 15 km/h con cingoli
Quadricicli
- 50 km/h nei centri abitati
- 80 km/h fuori dai centri abitati
Autotreni, autoarticolati, autosnodati (compresi i complessi costituiti da autovettura piu’ roulotte o carrello trasporto imbarcazioni)
- 50 km/h nei centri abitati
- 70 km/h fuori dai centri abitati
- 80 km/h in autostrada
Autobus e filobus di massa a pieno carico, fino a 8 tonnellate
- Medesime velocita’ delle autovetture
Autobus e filobus superiori alle 8 tonnellate
- 50 km/h nei centri abitati
- 80 km/h fuori dei centri abitati
- 100 km/h in autostrada
Autocarri, autoveicoli per trasporto specifico o a uso speciale, autocaravan di massa a pieno carico tra i 35 e i 120 quintali
- 50 km/h nei centri abitati
- 80 km/h fuori dei centri abitati
- 100 km/h in autostrada
Autocarri, autoveicoli per trasporto specifico o a uso speciale, autocaravan di massa a pieno carico superiore ai 120 quintali
- 50 km/h nei centri abitati
- 70 km/h fuori dai centri abitati
- 80 km/h in autostrada
Mezzi d’opera a pieno carico
- 40 km/h nei centri abitati
- 60 km/h fuori dei centri abitati


RILEVAMENTO E SANZIONI

Il decreto legge n. 117/07 entrato in vigore il 4/8/07 (e convertito nella legge 160/07 valida dal 4/10/07) ha modificato l'art.142 del codice della strada inasprendo le sanzioni previste in caso di superamento dei limiti di velocita', e prevedendo nuove regole riguardo i mezzi di rilevamento automatico.

Tra le fonti di prova utilizzabili per determinare l'osservanza dei limiti di velocita' vengono infatti incluse, oltre che tutte le apparecchiature a rilevazione automatica (autovelox), alle registrazioni dei cronotachigrafi ed alle documentazioni relative ai percorsi autostradali, anche le rilevazioni degli apparecchi che calcolano la velocita' media su tratti determinati (tipicamente i “tutor” autostradali).

Vengono inoltre introdotte regole piu' precise riguardo la segnalazione degli apparecchi rilevatori.

Autovelox segnalati

Il decreto stabilisce che tutte le postazioni di controllo per il rilevamento della velocita' devono essere ben visibili e preventivamente segnalate con cartelli o dispositivi di segnalazione luminosi.

Le nuove regole, chiarite e precisate dal ministero dei trasporti col decreto del 15/8/07 pubblicato sulla GU n.195 del 23/8/07, valgono solo per tutti i dispositivi di rilevamento fissi, intendendo come tali quelli che funzionano da “fermi”, ovvero autovelox (permanenti o installati a bordo strada in modo temporaneo), telelaser, etc.. Sono esclusi i sistemi di rilevamento “a inseguimento”, ovvero utilizzati da un'auto o moto in movimento. La segnalazione delle postazioni di controllo puo' avvenire con segnali stradali temporanei o permanenti, segnali luminosi a messaggio variabile oppure dispositivi di segnalazione luminosa installati su veicoli.

Essi devono essere di forma rettangolare di dimensione e colore variabile a seconda del tipo di strada, in conformita' con le disposizioni del regolamento attuativo degli articoli 39 e 41 del codice della strada.

Sul pannello rettangolare deve essere riportata l'iscrizione “controllo elettronico della velocita'” oppure “rilevamento elettronico della velocita'” , eventualmente integrata con il simbolo o la denominazione dell'organo di polizia stradale che attua il controllo. I segnali luminosi installati sulle autovetture possono contenere iscrizioni sintetiche tipo “controllo velocita'” oppure “rilevamento velocita'”.

I segnali devono essere posizionati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove avviene la rilevazione, in modo da garantire il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocita' locale predominante, della postazione di controllo.

La distanza varia a seconda del tipo di strada ma non deve superare i 4 km.

Il ministero dell'interno, con circolare del 20/8/07, ha precisato che si possano prendere in considerazione, per stabilire la distanza “adeguata”, le distanze minime indicate nel regolamento attuativo dell'art.39 del codice della strada per i segnali di prescrizione, ovvero 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri sulle strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocita' superiore a 50 km/h) e 80 metri sulle altre strade.

Si dovrebbe evitare che tra il segnale e la postazione di rilevamento vi siano intersezioni che comporterebbero la ripetizione dello stesso. Tuttavia, se cio' avviene, la ripetizione e' necessaria. Non e' invece previsto che vi siano apposti segnali indicanti la “fine” della prescrizione.

Sanzioni

Viene introdotta una nuova fascia di superamento dei limiti di velocita' (di oltre 60 km/h), con nuove e piu' aspre sanzioni per tutte le fasce. Riassumiamo tutte le sanzioni:

- superamento dei limiti massimi di velocita' di non oltre 10 km/h; sanzione pecuniaria variabile da 34,98 a 143,19 euro;

- superamento dei limiti di oltre i 10 km/h ma non oltre 40 km/h: sanzione pecuniaria da 148 a 594 euro. La sanzione accessoria e' la decurtazione di 5 punti dalla patente.

- superamento dei limiti di oltre 40 Km/h ma non oltre 60 km/h: sanzione pecuniaria da 370 a 1.458 euro. Le sanzioni accessorie sono la sospensione della patente da uno a tre mesi e la decurtazione di 10 punti dalla patente. E' anche prevista, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente, l'emissione di un provvedimento di inibizione di guida del veicolo valido nella fascia oraria notturna, dalle ore 22 alle ore 7 del mattino. (*)

In caso di recidiva in un biennio scatta la sospensione della patente da otto a diciotto mesi;

- superamento dei limiti di oltre 60 km/h: sanzione pecuniaria da 500 a 2.000 euro. Le sanzioni accessorie sono la sospensione della patente da sei a dodici mesi e la decurtazione di 10 punti dalla patente. In caso di recidiva in un biennio scatta la revoca della patente.

(*) nella prima versione del decreto 117/07, valida dal 4/8 al 3/10/07, la sospensione variava da tre a sei mesi e non era previsto alcun provvedimento di inibizione.

Tutte le sanzioni suddette sono raddoppiate se le violazioni sono commesse alla guida di mezzi particolari, come gli autoveicoli utilizzati per il trasporto di merci pericolose, gli autotreni e autoarticolati (compresi quelli costituiti da un autoveicolo e un rimorchio), gli autobus, gli autoveicoli destinati al trasporto di cose, gli autocarri, etc., mezzi per i quali sono stabiliti limiti di velocita' specifici (vedi sopra).

Per i veicoli dotati di limitatore di velocita', inoltre, viene stabilito che l'eccesso di velocita' oltre al limite al quale e' tarato il limitatore determina l'applicazione delle stesse sanzioni previste nel caso di limitatore non funzionante o alterato (si vedano i commi 2bis e 3 dell'art.179 del codice della strada).

Fondo contro l'incidentalita' notturna

In fase di conversione in legge del d.l.117/07, quindi con valore dal 4/10/07, e' stata disposta l'applicabilita' di una sanzione aggiuntiva di 200 euro nel caso in cui vengano violate le norme di cui sopra (art.141/142 c.d.s.) nella fascia oraria notturna, ovvero dalle ore 20 alle ore 7 del giorno dopo.

Le sanzioni aggiuntive vanno ad alimentare un fondo contro l'incidentalita' notturna finanziato anche dallo Stato con una spesa a bilancio di 500.000 euro l'anno (per ora previsti per il triennio 2007/2009), pensato per contrastare questi fenomeni.

Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione il Ministero dell'Economia dovra' emanare, a tal proposito, un decreto attuativo che definisca le regole di gestione di detto fondo.

mercoledì 29 aprile 2009

Google: e se non funzionasse più?


“Aiuto che succede? Internet non funziona! No, non è vero. Navigo ma non trovo. Ma, allora cos’è? Nooo. S’è rotto Google! Panico: non posso più lavorare, non posso più chattare, sono destinata ad aprire solo le pagine della cronologia. Sono tornata all’età della pietra, a quando si facevano le ricerche in biblioteca, a quando si usava la penna. Il solo pensiero mi riempe di brividi e pensieri a sfondo medievale. Mi dicono di usare altri motori, ma vado sulla toolbar e non mi trova niente, perché google s’è rotto. Oddio mi tocca pensare.”

Complimenti. Sono perle rare.

-Se tutti usano Google, nessuno saprà cosa altro c’è nel web.

Si stima che quattro ricerche su cinque siano affidate al suo potente e veloce motore di ricerca.
Il metodo principale con cui trova i dati si compone in una miriade di mini programmi chiamati spider bot. Questi spider viaggiano per la rete leggendone tutti i contenuti accessibili, per rivelarne le parole più utili alle nostre ricerche. E’ un tipo di motore definito “Aperto” o 2.0, mentre altri; come Yahoo, sono motori “chiusi”, o 1.0, perché si basano sulla loro directory interna (database). L’intento di Yahoo è quello di attuare una selezione più precisa dei risultati ottenuti, ma al di la di questo, c’è da dire che con la creazione dei vari Google earth, google maps, Google space e Google street, la banca dati interna di Big G ha superato di gran lunga quella dei concorrenti.
Negli stati uniti è stato addirittura assunto a verbo; inteso per qualsiasi ricerca su internet. Si dice “to google…” al posto di “to search…”.

Per quanto la sua grande fama sia stata meritata sul campo, il suo metodo è decisamente dispersivo e sta peggiorando; dà in generale troppi risultati che non hanno niente a che fare con la ricerca in corso, dà precedenza a quelli dai siti di grandi multinazionali, rendendo la ricerca confusa e poco precisa. In ultima, non da alcuna importanza ai forum di discussione, il che ci toglie svariate possibilità di incontrare le informazioni che cerchiamo.
Avere decine di pagine di risultati ogni volta suona bello, ma se quelli che ci interessano sono dopo le prime 2 o 3 pagine, la reale possibilità che si possa raggiungerli è molto bassa.

-Problemini con la privacy (tracking users).
Google è un’azienda la cui politica è di raccogliere più informazioni possibili da chi lo utilizza; memorizza l’indirizzo IP, ciò che cercate e quando. Piazza sul vostro computer un programmino tracciante chiamato cookie, che non scade per decenni, permettendogli di costruire un profilo dettagliato dei termini di ricerca usati dagli utenti.

Google si ricorderà d’ogni ricerca che fate; dei posti in cui vi piacerebbe andare, delle malattie da cui cercate di curarvi, eccetera. Inoltre, chi usa Google toolbar sappia che esso registrerà tutte le pagine web che avete visitato, anche usando altri motori di ricerca. Perché tanto voyeurismo?

-Persi nel cyberspazio, Google censura i “Cattivi”.
In un’intervista, il fondatore di Tiscali, Soru si sofferma su Google: “…è diventato popolare grazie ad un sistema di ricerca che doveva essere neutrale, basato solo su algoritmi statistici. Invece oggi ci dà risultati non in base a chi risponde meglio alle statistiche dell’algoritmo, ma a chi paga di più. Un domani potrebbe essere privilegiato non il sito che paga di più, ma quello più amico, o quello con cui vi è una qualche collaborazione. Paradossalmente si potrebbe arrivare al caso in cui un sito, o i siti di un’intera nazione, non vengano segnalati”.
Il gruppo direttivo di google consiste in un triumvirato; Schmitd, Page and Brin. Il direttore generale Schmidt è a capo dell’area finanziaria, Page di quella tecnica e di ricerca, mentre il ventinovenne Brin è responsabile della politica morale dell’azienda. Politica morale che si riassume in “E’ cattivo qualsiasi cosa Sergey dice che è cattivo” (questo secondo Schmidt), altre aziende hanno almeno stilato un codice di condotta, mentre Google rimanda tutto a lui.
Il modo servile con cui ha praticato la censura di regime in paesi come la Cina e l’Egitto; l’eclatante caso nel nostro “libero” mondo occidentale, del sito “UrukNet notizie dall’iraq occupato”, il quale si è ritrovato a non avere più i suoi articoli indicizzati e dopo aver toccato il fondo, smettendo di indicizzare delle pagine di un sito norvegese troppo anti scientology, tale Operation Clambake , ci da idea di come sono cambiate le cose rispetto alle origini.

Ecco la dichiarazione ufficiale di “Israel News Agency” in occasione del sessantesimo anniversario della nascita dello stato di Israele:

“Il sito per i 60 anni dalla nascita dello stato di Israele combatterà siti Palestinesi, Iraniani, nazisti e siriani [tutto un brodo?]… godendo di una più forte ottimizzazione del motore di ricerca (Search Engine Optimization), del marketing e della graduatoria delle pubbliche relazioni su GOOGLE…”

Non è questa l’occasione per discutere di torti e ragioni, o di buoni e cattivi, ma posso affermare che se ne è andata completamente l’imparzialità di Google, che agli inizi è stata la chiave del suo grande successo.

I motori di ricerca sono già troppo centralizzati. Ci sono troppe poche compagnie che offrono questo servizio e sono abbastanza conosciute, controllando Big G e le altre concorrenti si potrebbe controllare quasi completamente la rete; con buona pace di tutti quelli convinti che non sia censurabile.

E’ abbastanza per spingervi a provare qualcos’altro?

Ci sono Alternative molto valide in giro: dai metamotori che comparano e selezionano risultati di vari motori di ricerca contemporaneamente, come hotbot.com, o che garantiscono una maggior protezione della privacy come ixquick, oppure alternative con motore di ricerca aperto (simile a G), il migliore dei quali è exalead, che inoltre mostra delle immagini di anteprima prima di accedere ai siti.
Ask è un vecchio 1.0 ma è efficace per la ricerca attraverso i Forum.
Gigablast e Technorati non sono male come motori aperti, il secondo in particolare, è specializzato in ricerche sulla così detta blogsfera.

A voi la scelta.

WiFi: un cercatore da polso


Ormai esistono diversi apparecchi per la ricerca di segnale WIFi ,per scovare quindi reti wi fi nelle vicinanze,ma non avrei mai pensato di trovare questa funzione incorporata in un orologio. Navigando in un sito di commercio elettronico ho trovato infatti questo orologio,che magari non sarà il massimo come estetica ,ma in quanto a funzioni è davvero ben dotato,oltre a segnare le ore infatti è subaqueo e come detto ci permette di trovare reti wifi con ben 8 livelli di qualità del segnale.

Il punto forte? Il prezzo sicuramente,si può comprare con soli 25,19 euro circa.

Che ne pensate?Vi piace l'orologio all'ultima moda tecnologica?

Computer performanti (ma fino a quando?)

Personalmente penso che ci siano 2 tipi di utenti di Pc che cambiano spesso computer: quelli colpiti dalla sfortuna che necessitano di un pc nuovo perchè ne rompono uno al mese e quelli che desiderano avere sempre il massimo delle prestazioni e acquistano l'ultimo modello uscito sul mercato e lo cambiano di nuovo quando ne esce uno ancora meglio .

Quindi per questa ultima tipologia il mio consiglio è meglio investire in un PC che si manterrà ai massimi livelli tecnologici almeno per un paio di anni,tipo questo YoYotech Fi7epower, il computer di casa più veloce del mondo ...
Se avete qualche dubbio date uno sguardo alle caratteristiche di questo magnifico pc:

Micro Intel Core i7 965 Extreme Edition
Mother Asus P6T con un overloking a 3.73GHz
9GB di RAM
HD SSD Intel X25-M de 80GB e HDD da 1TB
Accelleratore ATI Radeon HD 4870 X2 da 2GB VRAM GDDR5

Impressionante vero? Purtroppo però a qualità si paga , questo pc costa ben 6000 euro...




Vista la morte di una stella lontana

Colpaccio del Telescopio Nazionale "Galileo" in funzione all'isola di La Palma nell'arcipelago delle Canarie: nella notte di venerdì scorso è riuscito, primo al mondo, a osservare il segnale ottico corrispondente a uno dei "lampi" di raggi gamma più potenti mai registrati.

«Con grande stupore, - riferisce l’Istituto Nazionale di Astrofisica - gli astronomi italiani si sono accorti, mentre analizzavano i primi dati che arrivavano in tempo reale, che avevano a che fare con l’oggetto più distante nell’universo mai osservato, con un redshift (spostamento verso il rosso delle righe spettrali) pari a 8,1, record assoluto».
Ciò che si è osservato con il telescopio nazionale italiano (3,6 metri di diametro) è l’immane esplosione conseguente al collasso di una delle prime stelle formatesi nell’universo, appena 600 milioni di anni dopo il Big Bang.

La sua distanza sarebbe quindi di oltre 13 miliardi di anni luce e risulterebbe l’oggetto celeste più lontano mai osservato. L'esplosione osservata è l’ultimo potentissimo bagliore di una stella con una massa di più di cento volte quella del nostro Sole.
I dati raccolti ci rivelano che già in un universo così giovane esistevano stelle che stavano già arrivando alla fine della loro esistenza. «Il Telescopio Nazionale Galileo - dice un comunicato dell'Inaf -onora quindi nel modo migliore i 400 anni dalle prime osservazioni del cielo col cannocchiale, effettuate nel1609 proprio da Galilei».

Erano le 10 di mattina, ora italiana, del 23 aprile quando ilsatellite della Nasa, Regno Unito e Italia "Swift", detto «il rondone», ha registrato un lampo di raggi gamma con uno speciale strumento progettato per questo scopo, il Bat, Burst Alert Telescope. La fortuna ha voluto che l'emissione luminosa simultanea non sia sfuggita all'occhio del telescopio "Galileo".
Normalmente il fenomeno in raggi gamma è così breve e improvviso da non lasciare il tempo di procedere a osservazioni ottiche. Il lampo osservato è durato 10 secondi e si stima che in questo brevissimo tempo l'energia emessa siata stata 100 volte quella che il Sole emette in 9 miliardi di anni anni, cioè nella intera sua vita prevedibile.

"È stata una notte veramente impegnativa ed emozionante - ha dichiarato Paolo D’Avanzo, staff del Telescopio Nazionale Galileo - ed è importante ricordare che la "cattura" di questo evento unico è il risultato degli sforzi di un team preparato e affiatato da anni, che ha studiato e sviluppato metodi e procedure per affrontare queste situazioni, velocissime ed irripetibili, che abbiamo quando un Lampo di raggi Gamma esplode nel cielo".

martedì 28 aprile 2009

Terremoti e ancora terremoti


Cosa sta succedendo al pianeta? Ultimamente le scosse sismiche sembra si siano date appuntamento per verificarsi a macchia di leopardo sul pianeta. Questo a sentire i mass media che su notizie ci campano. In realtà gli scienziati ci indicano che la situazione è a dir loro, solo leggermente superiore alle statistiche ma che è dovuto dalla raccolta dati che ovviamente, non può avere storici dettagliati ed attendibili del passato. Un sguardo alla mappa a spalla (cliccare per ingrandire), da l'idea di quanti siano i terremoti verificatesi negli ultimi giorni sulla faccia del pianeta. Quelli al di sopra dei 4.0 sulla scala Richter per capirci. Per interessati si segnala il programma Global Earthquake Explorer, che dopo un paio di clic per capirne la configurazione e uso, ci fornisce la situazione globale.

Intanto uno staff di scienziati seppure con metodologie diverse aveva rilevato prima del 6 aprile mutamenti nella ionosfera tali da far presagire un sisma nell’aquilano. E intanto lo scienziato abruzzese in un’intervista ha affermato che il gas radon a nord dell’Aquila è in questi giorni di nuovo in aumento

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Seppure per strade diverse erano giunti alle stesse conclusioni: un forte terremoto si sarebbe presto verificato all'Aquila. Giampaolo Giuliani, tecnico presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presso i Laboratori del Gran Sasso, attraverso la misurazione della quantità di gas radon che fuoriesce dal sottosuolo in prossimità di un evento sismico, e Dimitar Ouzonov, scienziato al Goddard Space Flight della Nasa attraverso la misurazione di alcuni parametri presenti nell'atmosfera terrestre.

Usando tecniche Gps e ionosonde, lo staff dello scienziato russo studia da anni la possibilità di prevedere terremoti grazie all'osservazione di segnali elettromagnetici nell'atmosfera. Una settimana prima del 6 aprile il gruppo di scienziati aveva rilevato anomalie termiche e variazioni della ionosfera nell'area vicina all'epicentro. Giuliani ha poi affermato di essere stato contattato il 7 aprile da Sergey Pulinets, vicedirettore del centro di monitoraggio spaziale di Mosca e studioso insieme ad Ouzounov delle radiazioni infrarosse, che gli ha chiesto i dati rilevati sul radon. Il confronto tra i parametri del tecnico abruzzese e dell'equipe della Nasa sono stati poi discussi nei giorni successivi al Congresso della European Geosciences Union, tenutosi a Vienna.

«Abbiamo sovrapposto i grafici - ha dichiarato Giuliani - e sono perfettamente compatibili. La complessa ricerca di Ouzounov e Pulinets tiene conto del radon come precursore sismico, integrato con altri fenomeni osservati prima di un sisma, come la variazione dei parametri dell'atmosfera, l'elettricità nell'atmosfera e nella ionosfera. Ora - conclude - spero di poter attivare uno scambio fattivo di informazioni con i due studiosi per poter eliminare la paura dei terremoti».

Ma quanto bevo?

Con i limiti del tasso d'alcool molti sono alle prese di dubbi sullo stato in cui si trovano prima di affrontare la conduzione di un veicolo.

Spesso si sottovaluta di quanto possa influire quanto si beve, con quanto possa sopportare il nostro organismo e ci si ritrova poi, con sorprese.
Ecco di seguito una tabella che dovrebbe essere messa in mostra nei locali dove si servono bevande alcooliche.
In ogni caso, sarebbe meglio eliminare proprio del tutto l'uso delle bevande alcooliche. Le sostanze si accumulano nel nostro corpo e gli effetti sono sommatori. All'inizio può sembrare difficile, dato che abituati a bere ai pasti o alle feste, può sembrare che poi il tutto perda gusto, ma ci si riesce. Poi si può vivere tranquilli senza paure di incorrere a sanzioni ed anche il nostro organismo ci ringrazierà.
Ad ogni modo ognuno faccia come crede, la vita e la saluta sono sue, cercando però, di non interferire con proprie scelte sulla vita e la salute degl'altri.

La sveglia che scappa e ti obbliga ad alzarti


Anche oggi mi rivolgo ai pigri all'ultimo stadio: quelli che alla mattina non si alzano mai, ma spengono la sveglia e si girano dall'altra parte. Per la gioia di tutti voi è arrivata la... sveglia che scappa. Si chiamaClocky, e come tutte le sveglie, a una certa ora comincia a suonare. Ma invece che aspettare di essere spenta con un pugno, inzia a muoversi: salta giù dal comodino e inzia a correre per tutta la casa, sempre suonando. L'unico sistema per spegnerla e alzarsi e schiacciare l'interruttore, a meno che non abbiate un'ottima mira, e dal letto riusciate a colpirla con qualcosa di molto pesante. E' stata progettata dal designer Gauri Nanda, e per 50 dollari può essere acquistata online.

Il ritmo del cervello


Le cellule cerebrali hanno bisogno di seguire specifici ritmi di attivazione per un corretto funzionamento cerebrale, ritmi che appaiono disturbati in malattie come la schizofrenia e l'autismo. Ora le ricerche di un gruppo di neuroscienziati dello Stanford University Medical Center sono riusciti a dimostrare che la precisa sintonizzazione delle frequenze di oscillazione di certi neuroni influisce sia sul modo in cui il cervello elabora l'informazione, riuscendo a dare anche una stima dell'impatto in termini di bit di informazione, sia sulla gestione del sentimento di gratificazione legato ai cosiddetti circuiti della ricompensa.

I risultati di questi studi sono pubblicati online da "Nature" e da "Science Express".

Da tempo era stato ipotizzato che il controllo delle cosiddette onde cerebrali "gamma", che oscillano a una frequenza di 40 Hertz, potesse dipendere dalle cellule che esprimono la proteina parvalbumina. Tuttavia il legame fra i due fenomeni non era stato dimostrato per l'impossibilità di controllare selettivamente i neuroni e osservare gli effetti sulle oscillazioni e sul flusso di informazioni cerebrale.

Ora, come viene spiegato nell'articolo su "Nature", il gruppo di ricerca diretto da Karl Desisseroth ha sviluppato una tecnica, detta optogenetica, in cui specifiche cellule possono essere ingegnerizzate in modo da essere controllate da impulsi di luce nel visibile. Il gruppo ha proceduto in questo modo con i neuroni positivi alla parvalbumina nel cervello di topo, scoprendo che eccitandoli o inibendoli essi possono produrre o sopprimere onde gamma e osservare un marcato cambiamento nella quantità del flusso di informazioni nei circuiti cerebrali.

"Abbiamo scoperto che se si frenano questi neuroni si osservano meno oscillazioni a 40 Hertz. Avviandole, invece, si vedono più oscillazioni gamma. Si tratta della prima prova reale che questi neuroni sono coinvolti nella generazione delle onde cerebrali gamma" dice Deisseroth. "Ma abbiamo anche scoperto che possiamo quantificare in termini di bit l'effetto delle oscillazioni sul flusso di informazioni nei circuiti neuronali, riscontrando che le oscillazioni aumentano specificamente il flusso fra differenti tipi di cellule nella corteccia prefrontale."

Nel secondo articolo, pubblicato on line su Science Express, Deisseroth e collaboratori della Stanford University e dell'Università della California a San Francisco ha studiato l'effetto del controllo delle oscillazioni sui neuroni dopaminergici.

"Abbiamo testato differenti ritmi sui neuroni dopaminergici, scoprendo che i ritmi a frequenza inferiore sono molto poco efficaci, mentre le 'esplosioni' di oscillazioni ad alta frequenza riuscivano a dar luogo molto efficacemente al comportamento legato alla ricompensa".

"Una migliore comprensione dei neuroni dopaminergici ha implicazioni non solo per l'abuso di sostanze, che stimolano direttamente la sensazione di ricompensa, ma anche per la depressione, dato che nei soggetti che ne soffrono uno dei sintomi più evidenti è l'incapacità di gioire di qualsiasi cosa", ha osservato Deisseroth.

In un certo senso, gli autori suggeriscono che una confusione di pensiero o l'incapacità di gioire siano collegate a una incapacità delle cellule di seguire il ritmo.

Collisione fra galassie


E' LA PIU' affollata e catastrofica collisione in atto che sia mai stata identificata nell'Universo. Quattro diversi "grappoli di galassie" si stanno scontrando tra loro originando una triplice fusione, un fenomeno che nel cosmo non era mai stato documentato prima. Quando si parla di "grappoli o ammassi di galassie" si intendono agglomerati di galassie - il cui numero può variare enormemente - tenute assieme dalla gravità che esse esercitano l'una sull'altra.

Usando fotografie e dati provenienti dal telescopio della Nasa Chandra, che osserva l'Universo ai raggi X, dal telescopio Hubble e dal telescopio terrestre Keck, che si trova sul Mauna Kea, alle Hawaii, gli astronomi hanno studiato ciò che fino ad oggi era noto come un sistema di galassie conosciuto con la sigla MACSJ0717.5+3745, che si trova a 5,4 miliardi di anni luce dalla Terra.

In realtà esso è ben più di uno statico gruppo di isole di stelle, in quanto è costituito da 4 ammassi di galassie, di cui uno è lungo 13 milioni di anni luce, composto, oltre che da galassie, anche da gigantesche nubi di gas e "materia oscura" (materia di cui si conosce l'esistenza per la forza di attrazione che esercita, ma di cui non se ne conosce la composizione). L'ammasso più grande sta precipitando in una regione altrettanto ricca di galassie. Assomiglia a un flusso di automobili che corrono sull'autostrada, che, improvvisamente, tutte quante decidono di riversarsi in un parcheggio già colmo di auto: il cataclisma è assicurato.

"MACSJ0717.5+3745 ha la peculiarità di possedere su gran parte della sua estensione, di una elevata temperatura (nell'immagine è raffigurata con le aree azzurro-blu), che è la testimonianza dello scontro in atto tra le diverse galassie coinvolte", ha detto Cheng-Jiun Ma dell'Università delle Hawaii e responsabile della ricerca.

Solo grazie all'uso simultaneo di telescopi che osservano a varie lunghezze d'onda si è potuto ricostruire l'insieme delle strutture e dei fenomeni. Il telescopio Hubble e il Keck infatti, hanno permesso di ottenere informazioni sulla densità delle galassie sulla linea di osservazione, ma non perpendicolarmente ad essa. Usando i raggi X raccolti da Chandra invece, si è riusciti ad ottenere anche questa informazione e quindi si è potuto ricostruire tridimensionalmente cosa sta avvenendo in quella porzione di universo. "Senza questa sovrapposizione di informazioni sarebbe stato praticamente impossibile avere un'idea di come gli ammassi di galassie stanno interagendo tra loro, poiché il fenomeno avviene su scala di molti milioni di anni luce", ha spiegato Harald Ebeling, coautore della ricerca che è stata pubblicata su Astrophysical Journal Letters.

Ciò che ha reso ancor più interessante il lavoro è il fatto che quanto osservato corrisponde con i modelli matematici che sono stati realizzati per ricostruire ciò che avviene in quella porzione di Universo e quindi, sostengono gli astronomi, ora si potranno estrapolare i dati su più vaste porzioni di cosmo. Questo potrebbe dar modo di capire ancora meglio come sta evolvendo l'Universo nel suo assieme.

lunedì 27 aprile 2009

Quando il denaro allunga la vita


Roma, 24 apr. (Adnkronos Salute) - Vincere quando non hai più nulla da perdere. Ne sa qualcosa il londinese Jon Matthews, un malato terminale di cancro che ha scommesso sulla sua sopravvivenza, a dispetto dei medici che ormai gli davano i pochi mesi. Ha vinto finora 5.000 sterline, ma potrebbe vincere molto, molto di più. Fino a 20 mila sterline se riuscirà a superare il traguardo dei 4 anni di sopravvivenza dal giorno in cui ha scoperto di avere il cancro e, a detta dei medici, i giorni contati.

Matthews soffre di mesotelioma, un tumore causato dall'esposizione all'amianto. Scopre di soffrirne dal giugno 2006, e, dopo un intervento ai polmoni, i medici del londinese Harefield Hospital gli dicono che non c'è più nulla da fare stimando, senza troppi giri di parole, che l'uomo non arriverà a Natale. Ma Metthews decide di non piangersi addosso e arriva a scommettere sulla sua pelle. Il bookmaker William Hill decide di accettare la sfida.

Finora l'uomo ha vinto 5 mila sterline, il primo giugno prossimo ne vincerà, se tutto filerà liscio, altre 5 mila. Così fino al primo giugno 2010, per un totale di 20mila sterline. "E' un peccato che la scommessa sia ancora valida per così poco tempo - afferma sulle pagine del britannico 'Daily Mail' - perché ho un ottimo incentivo per restare in vita. Sarà forse per questo che mi sento indistruttibile".

Matthews ha programmato di destinare parte del 'bottino' vinto alla ricerca sul cancro, il resto lo spenderà per sé e per le sue passioni. "Sto morendo - ironizza - ma ciò non significa che io non possa divertirmi. Fumo 30 sigarette al giorno, non mi faccio mancare una pinta di birra e amo scommettere". E dalla William Hill fanno sapere: "Non è mai stato così piacevole, in 30 anni di business, veder vincere e dover pagare un cliente".

domenica 26 aprile 2009

Mezzi di trasporto efficienti ed alternativi


La bicicletta è il mezzo di trasporto più efficiente che esista. Un km percorso in bici costa 27 KJ (chilojoule) di energia, uno in treno 550, uno in autobus 900 e uno in auto 2900. Per capirci, una lampadina tradizionale da 100W consuma 10.000 KJ per stare accesa 30 ore.

E per produrre quei Joule, in macchina bruciamo petrolio. In bicicletta bruciamo grasso. Andando in bicicletta si risparmiano i soldi della benzina e quelli della palestra.

Però ci sono due problemi: le strade delle città sono pericolose, hanno troppi suv che sfrecciano e pochissime piste ciclabili, peraltro usate come parcheggi. E a noi non piace fare fatica. Appena vediamo una salitella, lasciamo perdere la bici.

C'è una soluzione. Anzi, due. Rompere le scatole ai sindaci, chiedendo piste ciclabili e rispetto per chi usa le due ruote. E acquistare una bicicletta a pedalata assistita: una bici con un piccolo motore elettrico che agevola nella pedalata. Sembra di andare sempre in discesa.

Le bici a pedalata assistita sono state finanziate da contributi a base regionale distribuiti dai comuni. Che fine hanno fatto? Perché nessuno ne ha parlato?

Scaricare da Megavideo con semplicità

Una piccola guida su come vedere i film su Megavideo senza nessun limite. La guida funziona perfettamente!

Cosa occorre?

* Il Browser Firefox (potrete effettuare il donwload da qui ),
* Estensione Illimitux ( potrete scaricare da qui ),
* 2 minuti di pazienza.

Come si prosegue?

1. Scaricate il browser Firefox,
2. Installate l’estensione Illimitux che ci permette di togliere il limite di megavideo,
3. Appena terminata l’installazione vi chiderà di riavviare firefox, cliccate su riavvia,
4. Procuratevi il link del film hostato su Megavideo ( io consiglio italiafilm.net ),
5. Dopo aver cliccato sul link del film, aprite il video ( es: www.megavideo.com/?v=GTLCXVB4 ),
6. Cliccate su “Sturmenti” ( si trova in’alto nel browser, prima del “?” ) e cliccate sull’ultima voce “Remove Megavideo Limitation“,
7. Si aprirà il video in un nuovo sito con un player diverso senza limiti di visualizazzione.

Che futuro avremo?


LONDRA - Incontreremo gli extraterrestri, ma è probabile che dovremo accontentarci di fare conoscenza con microbi venuti dallo spazio. Potremo sognare l'immortalità, facendoci ibernare, ma senza l'assoluta certezza di un risveglio. Visiteremo il pianeta Marte e ci costruiremo una base permanente, specie se scopriremo che sotto la sua superficie si nasconde il petrolio. Dichiareremo sostanzialmente sconfitto il cancro e troveremo un vaccino contro l'Aids. Inventeremo macchine dotate di intelligenza artificiale, ma dovremo stare attenti a non farci sottomettere. Sono alcune delle previsioni fatte da una squadra di quarantasei esperti in tutti i campi dello scibile umano su quello che ci aspetta nei prossimi quarant'anni, da qui al 2049: insomma entro la metà del ventunesimo secolo. Le ha raccolte la rivista Wired, per il lancio della sua edizione britannica.

Nel 1996, per il lancio dell'edizione americana, condusse un sondaggio analogo tra scienziati e studiosi di ogni campo: molti sbagliarono per difetto, non riuscendo a pronosticare, o a immaginare, gadget come l'iPod o tutto lo straordinario potenziale di Internet. Anche stavolta gli indovini sono stati piuttosto cauti: la maggior parte delle loro predizioni si intravedono già dietro l'angolo, ma il what next, ciò che ci riserva il futuro, potrebbe anche sorprenderci. In meglio o in peggio, resta da vedere.

Vediamo, dunque, cosa c'è nella sfera di cristallo di futurologi come Ian Pearson, Faith Popcorn, Norman Foster e gli altri esperti consultati per l'occasione. Entro il 2020 ci sarà una missione spaziale umana su Marte: un viaggio nello spazio lungo da 500 a 900 giorni, che espone gli astronauti a forti dosi di radiazioni, problemi alle ossa e la complicazione di portare con sé (o rigenerare sul posto) acqua e ossigeno. Ma se sul pianeta rosso si scoprirà il petrolio, come alcuni scienziati ritengono possibile, i finanziamenti arriveranno (altrimenti la data dello sbarco su Marte viene rimandata al 2040). Sempre entro il 2020 avremo computer, robot e macchine dotati di intelligenza artificiale, in grado di superare il cosiddetto "test di Turing": parlando con loro, non saremo in grado di capire se sono umani o umanoidi. Ma bisognerà attendere il 2040 per robot super-intelligenti, capaci di aumentare da soli la propria intelligenza, e - se non controllati - di sottomettere la nostra specie. I progressi nel campo della medicina ci permetteranno di creare un vaccino per l'Aids nel 2024, occhi artificiali nel 2030 e di dichiarare curabile il cancro nel 2032, oltre che di avere, tra dodici anni, la pillola anticoncezionale maschile. Nel 2035 avremo un'automobile che guida da sola, meglio di noi, con il pilota automatico, a carburante sostenibile. Quelli della leva del 2023 diventeranno in larga parte centenari: se nati nell'Occidente ricco, s'intende.

Chi desidera l'immortalità potrà farsi ibernare nel 2037, ma bisognerà attendere oltre per avere la sicurezza del risveglio. E il primo incontro con gli extraterrestri avverrà nel 2038: saranno solo microbi spaziali, purtroppo o per fortuna, non alieni intelligenti. Ci sono anche le profezie di sventura: nel 2022 scoppierà la prima guerra provocata dal cambiamento climatico. Abbiamo poco più di un decennio per evitare che si realizzi.

sabato 25 aprile 2009

GeoCities: Fine di un epoca.


Forse al giorno d'oggi c'è qualcuno che nemmeno sa che cosa sia GeoCities; eppure, soltanto dieci anni fa per molti era l'unico - o quasi - modo per avere uno spazio web personale.
GeoCities nasce nel 1994 per mano di David Bohnett e John Rezner e si pone presto all'attenzione dell'allora pionieristica popolazione del Web per offrire tutti gli strumenti necessari alla creazione di un piccolo sito personale da posizionare all'interno di una delle città virtuali che compongono il portale.

Gif animate e sfondi pesantissimi. Un tripudio di colori (senza troppe preoccupazioni per la leggibilità o il buon gusto), tante tabelle fai-da-te, e soprattutto il regno del tag per il testo lampeggiante . Ma anche il primo laboratorio vivente dei contenuti generati dagli utenti e di quel web 2.0 che sarebbe esploso qualche anno più tardi.
Nonostante il portale offrisse strumenti in gradi di aggiungere un certo livello di interattività ai propri siti, forum, chat e alcuni elementi tipici delle comunità, il modello su cui si basava non ha saputo tener testa all'incalzante fenomeno dei social network e alle possibilità messe a disposizione del Web 2.0. Al giorno d'oggi infatti le persone puntano ad utilizzare il Web semplicemente per esprimere se stesse e intrecciare relazioni, rifuggendo quindi dalle pagine Web isolate tipiche di GeoCities e rifugiandosi su Facebook per mantenere i propri contatti, su MySpace per esprimersi o su Flickr per condividere le proprie immagini.

Nel 1999, il servizio di web hosting gratuito ospitava più di 3,5 milioni di siti e faceva gola a Yahoo che, per assicurarsene la proprietà, sborsò la bellezza di 3,6 miliardi di dollari.
Questo ed altro ancora è stato GeoCities, il servizio di web-hosting gratuito in cui un po’ tutti abbiamo mosso i primi passi online. E che ora, dopo un lento declino (iniziato già nel 2000, subito dopo l’acquisizione di Yahoo!), ha annunciato la chiusura definitiva sia per gli account Free che Pro.

Già da ora non è possibile creare nuovi account, mentre bisognerà aspettare l’estate per avere maggiori indicazioni su cosa accadrà alle pagine già pubblicate. Intanto è meglio prepararsi per far migrare le vecchie (e nostalgiche) pagine su un altro servizio di hosting. Qui una lista di servizi alternativi ancora attivi, ma molto probabilmente Yahoo! proporrà anche la migrazione (a pagamento) sul proprio servizio di web-hosting.

Per la sua semplicità (pagine statiche, poco interattive) e artigianalità (che pure ha portato molte persone ad imparare l’Html o quantomeno a saper utilizzare gli editor alla Frontpage), GeoCities è considerato l’emblema del web 1.0. Ma forse, ha sottolineato Dave Winer via Twitter, sarebbe meglio dire che è “stata una delle prime applicazioni 2.0, se questo termine ha ancora un senso”. E cioè, GeoCities è stato il pioniere dei servizi per i contenuti generati dagli utenti, il primo nucleo di quella “parte abitata della rete” che sarebbe esplosa molti anni più tardi all’insegna della personalizzazione e del desiderio di community. Da questo punto di vista, blog e social-network non hanno inventato nulla di nuovo.

Eppure, la dura legge della crisi non permette di abbandonarsi ad operazioni-nostalgia: le ultime trimestrali di Yahoo! sono state cupissime, si annunciano centinaia di nuovi licenziamenti; lo sfoltimento dei servizi non redditizzi è già partito (la scorsa settimana è stata annunciata anche la chiusura di Jumpcut entro giugno 2009).
A Yahoo piacerebbe che prendessero in considerazione l'offerta Small Business che offre spazio e banda per 12 dollari al mese (ora in offerta speciale con il 50% di sconto); chi volesse continuare a usare un servizio gratuito forse si interesserà a Google Sites, da quasi un anno aperto a tutti.

GeoCities chiude non solo perché Yahoo ha bisogno di tagliare i rami secchi, ma anche per la concorrenza di nuovi modi di essere presenti nel Web: se una volta crearsi un proprio sito era l'unica via, oggi chi vuole solo segnalare la propria presenza o restare in contatto con gli amici probabilmente preferisce usare un social network, mentre i siti personali diventano la scelta di chi cerca qualcosa di più.

Influenza: ora è la volta dei maiali


Una capitale in cui vivono 20 milioni di abitanti è un rischio di epidemia che preoccupa le autorità sanitarie mondiali, chiuse le biblioteche e i teatri gestiti dallo Stato, nonché le scuole della capitale per arrestare il focolaio di influenza suina che ha già ucciso 61 persone. Il nuovo ceppo influenzale della specie suina ha colpito anche negli Stati Uniti dove sono 8 i casi sospetti. L’Organizzazione mondiale della sanità si dice preoccupata per il monitoraggio del virus che sembra in grado di trasmettersi da umano ad umano. L’OMS ha accertato che il virus di 12 dei pazienti messicani aveva la struttura genetica di un nuovo ceppo di influenza suina, designate H1N1, la stessa di 8 persone in California e Texas, che sono guarite. Il Presidente del Messico, Calderon ha annullato un viaggio per coordinare gli interventi, il governo possiede 500.000 vaccini influenzali programmati per la salute dei lavoratori ad alto rischio; non esistono vaccini disponibili per la popolazione messicana, le autorità hanno invitato le persone ad evitare ospedali, e pratiche comuni, come salutarsi stringendosi lamano o baciandosi le guance; controlli agli aeroporti internazionali per impedire a chiunque, potenziale portatore dell’influenza, la diffusione della malattia.
Il Ministro della Salute messicano, Josè Cordova ha dichiarato che solo 16 morti sono stati confermati colpiti dal nuovo ceppo dell’influenza suina, altre 45 sono allo studio e che a livello nazionale i casi sospetti sono 943.

Ultimamente si verificano "influenze" sempre più di origine animale; ovvero che dovrebbero affliggere solamente il mondo animale. Ci avevano avvertiti alcuni saggi, che "correggere la natura" ed è quello che si è fatto e si continua a fare innescando DNA animale per renderlo compatibile all'essere umano, avrebbe portato a conseguenze nemmeno immaginabili. Ma non solo sono stati indicati come "Blasfemi Ignoranti", messi al bando della società che cerca di proteggere se stessa, se non addirittura accusati di terrorismo mediatico con parole del giorno d'oggi, eretici e fanatici fino a l'altro ieri. A vuoto ci hanno spiegato che l'essenza occupante un corpo del mondo animale, non è pronta per l'esistenza umana e che la Natura non fa salti. Bocciati come spiritati fanatici senza prove scientifiche.

Oggi i figli di tali "scienziati" cercano disperatamente risposte alle cause di tali calamità, che a dir il vero, già ci sono state predette da testi biblici e profeti. Cercano di parare il colpo insistendo con le cause. Altri elementi chimici immessi a forza negli organismi che limitano gli effetti, non curano le cause ma ingrassano i portafogli delle case farmaceutiche che li producono.

Addio" Zio Luciano"

Il giorno 08.03.2009, muore una persona che ha fatto parte della mia vita per un po'. Spiace apprenderlo da Internet e a distanza di mesi. Grazie del tuo contributo Luciano, ti auguro che le buone azioni che hai fatto, ti accompagnino.
http://www.informatrieste.eu/blog/upload/bronzi_luciano.JPG

Morto a 70 anni il cabarettista Luciano Bronzi, stroncato da una crisi cardiaca. Da ex autista Act a comico che non risparmiava la politica.
Aveva fondato il gruppo degli Osimanti. Ha inciso una ventina di cassette.
«Son ancora qua, sono sempre vivo» aveva detto con ironia dieci anni fa agli amici Luciano Bronzi, quando un articolo di questo giornale aveva annunciato la sua morte con un classico «coccodrillo». Il morto in quella occasione era un altro Luciano Bronzi e il comico-cabarettista, già autista dell’Act, l’aveva presa con grande spirito e aveva creato sulla falsariga di questo errore una delle tante, irresistibili gag che hanno contrassegnato la sua carriera. Non è da tutti leggere in anticipo il proprio necrologio e molto pochi - di questi tempi - sono in grado di scherzarvi sopra. Lui lo aveva fatto.
Ieri mattina, invece, Luciano Bronzi è morto per davvero all’ospedale di Cattinara, stroncato dall’ennesima crisi cardiaca ereditata dall’infarto che lo aveva colpito nel 2005.

Era nato nel 1939 a San Giovanni Valdarno, provincia di Arezzo e a novembre avrebbe compiuto i 70 anni. Suo padre Dino era un raffinato cabarettista, nonché apprezzato autore di numerosi stornelli. Anche suo figlio si chiama Dino, e come ha detto ieri «mi sarebbe piaciuto seguire l’attività di papà, ma di fronte alla sua travolgente comicità, ho preferito soprassedere. Troppo bravo».
Luciano Bronzi lo spettacolo lo aveva nel sangue e nella sua lunga carriera si era esibito su Italia Uno, su Canale 5, al Derby di Milano ora divenuto Zelig, al teatro Cristallo e tra i gli italiani d’Australia. Ma anche in night club dove bisognava indossare lo smoking, a feste private, a matrimoni così come nelle osterie e nelle pizzerie di periferia dove ci si esibisce in maniche di camicia, accompagnati da una chitarra, da una fisarmonica e dal calore delle persone che ti vogliono bene e ti apprezzano.
Le sue prime gags le aveva tratte dai discorsi e dagli atteggiamenti dei frequentatori dei bus. Lui guidava i mezzi dell’Act nel pieno del traffico e intanto ascoltava, guardava, memorizzava tic, frasi, discorsi. Nacquero cassette formidabili: «El tranvier», «Ma che tettone che gaveva Marisa», «Xe un marangon e altri mestieri».
Era l’epoca del trattato di Osimo; Trieste una volta in più si era divisa in due fazioni contrapposte. Lui aveva fondato gli «Osimanti», un gruppo che si esibiva sotto la sigla del Controcabaret triestino non solo nei locali ma anche nelle prime radio private che allora si chiamavano «libere».
Del suo lavoro oggi rimangono sul mercato una ventina di «cassette» e una serie di fascicoli poi riuniti nel volume dal titolo «A Trieste se ridi cussì». Ma la vera memoria di Luciano Bronzi è quella che lui è riuscito a trapiantare nei cuori di tanti triestini: scherzava sugli sfratti, sulla rivalità di campanile tra la nostra città e Udine, sui mestieri strani, sul sesso, sull’ecologia ma anche sulla politica. Molto di quanto lui ha detto accompagnato prima dalla chitarra di Mario Orlando, poi da quella di Walter Bolton, oggi non sarebbe più giudicato «politicamente corretto». Forse sarebbe anche velatamente censurato o rimosso in silenzio dal copione televisivo come accadeva molti anni fa agli spettacoli di Angelo Cecchelin.
«Lui ha fatto molta satira politica e spesso ha avuto anche dei guai», aveva detto Luciano Bronzi in una intervista del 1992. «È successo pure a me perché amo andare controcorrente e prendere di mira un po’ tutti. Ma non credo che la satira possa cambiare le cose. Forse aiuta la gente a diventare più critica. Trieste ha tanta voglia di ridere ma non sempre riesce a esprimersi. Qui la gente è triste dentro...» (il Piccolo)

giovedì 23 aprile 2009

Alloggi con prestiti moderni



Un mondo di menzogne


Per difendere i consumatori dalla pubblicità ingannevole, l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, ha messo a punto una piccola lista di avvertenze, un decalogo di consigli utili da tenere sempre presente per evitare spiacevoli sorprese. Vediamone alcune.
  • occhio alla lettera. Valutare con attenzione il testo del messaggio e controllare anche i più piccoli caratteri di stampa: a volte informazioni rilevanti sono riportate solo in modo marginale
  • il prezzo è giusto? Verificare sempre che il prezzo indicato sia comprensivo di oneri o spese accessorie (Iva, tasse d'imbarco, quote di iscrizione, spese di consegna, scatto alla risposta)
  • missione impossibile. Diffidare dai messaggi che promettono risultati miracolosi (ad esempio prodotti o metodi dimagranti e cosmetici)
  • rifletti e firma. Non sottoscrivere alcun modulo senza aver letto prima tutte le condizioni. alcune offerte possono nascondere l'esistenza di un vero e proprio contratto (ad esempio le offerte di lavoro)
  • non solo slogan. Fare attenzione alla completezza del messaggio ed assumere tutte le informazioni necessarie. controllare sempre l'effettiva convenienza delle operazioni promozionali (sconti, liquidazioni, numero effettivo dei pezzi disponibili, tariffe)
  • distinguere cuore e portafoglio. I servizi prestati da maghi, cartomanti ed operatori esoterici possono rivelarsi molto onerosi. inoltre, non esiste alcun metodo per rendere più probabili le vincite dei giochi a estrazione
  • quanto mi costa? Verificare le condizioni delle proposte di finanziamento sia per acquisti che per prestiti personali e mutui (tassi d'interesse tan, taeg, periodo di validità)
  • è solo fiction. Fare attenzione alla pubblicità "travestita": a volte, in contesti dall'apparente natura informativa o di intrattenimento (stampa, programmi tv), possono nascondersi forme di pubblicità occulta
  • attenzione ai pericoli. Se il prodotto è pericoloso la pubblicità deve dirlo: occorre leggere sempre con attenzione le avvertenze inserite nella pubblicità e nella confezione del prodotto
  • tutelare i minori. La pubblicità deve sempre considerare e rispettare la tutela fisica e psichica dei minori: alcune promozioni, non ingannevoli per gli adulti, possono invece indurre in bambini e adolescenti una pericolosa travisazione della realtà

Per qualsiasi contenzioso il consumatore può fare riferimento al Codice del consumo, che riunisce in un unico testo le disposizioni di 21 provvedimenti sintetizzando in 146 articoli il contenuto di 558 norme relative alla disciplina del consumo.

I consumatori possono anche rivolgersi ad Altroconsumo, la prima associazione consumatori in Italia che da anni tutela i diritti dei cittadini e che offre un archivio di azioni giudiziarie relative alla pubblicità ingannevole.
SPOT INDESIDERATI AL CINEMA: COME DIFENDERSI
Capita troppo spesso di andare al cinema per vedere un film ma di dover prima assistere ad una interminabile serie di spot pubblicitari. Contrariamente agli spot in TV, facilmente ignorabili, quelli al cinema sono imposti al pubblico, costretto a sorbirsi (seduto ed in silenzio) pubblicita’ in formato grande schermo. Inoltre gli spettatori piu’ penalizzati sono proprio quelli arrivati puntualmente all’orario d’inizio del film indicato dai gestori delle sale cinematografiche. Crediamo che tutto questo, oltre che ingiusto, porti grave danno alla cinematografia, scoraggiando potenziali spettatori dal frequentare le sale e invitandoli a scegliere altri metodi per godere di un film (a casa propria su un dvd, per esempio). Vi immaginate cosa accadrebbe se a teatro un'opera fosse preceduta da venti minuti di spot?

COSA FARE
Recentemente un giudice di pace di Napoli ha condannato il gestore di un cinema a rifondere a due spettatori i soldi del biglietto e al risarcimento danni in quanto il film era iniziato non all’orario indicato nel biglietto, ma solo dopo molti minuti di pubblicita’. Per coloro che vogliono affermare il rispetto dell’orario di inizio dei film (e non quello degli spot!), si consigliano le seguenti azioni:

1 - Richiedere il risarcimento del prezzo del biglietto inviando al gestore della sala cinematografica una lettera raccomandata A/R di messa in mora:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=131836

2 - Firmare la petizione al ministro dei Beni Culturali perche’ intervenga sui gestori dei cinema si' che indichino l'orario di inizio dei film, e non quello delle pubblicita’:
http://www.aduc.it/dyn/cinema/petizione.html

Telefonate spot e chiamate indesiderate
Le possibili difese

Diritti del chiamato e doveri dell’operatore: ecco le indicazioni contenute in precedenti provvedimenti del Garante della Privacy.
1) L’addetto al call center deve spiegare all’utente chiamato da dove sono stati estratti i dati personali che lo riguardano;
2) L’operatore deve registrare e rispettare la volontà dell’utente di non ricevere il servizio e l’eventuale contrarietà all’utilizzo dei dati;
3) L’utente può esigere senza costi o formalità la cancellazione dei suoi dati dal data base dove erano inseriti;
4) Gestori e call center devono effettuare controlli sui responsabili del trattamento dati svolto presso i diversi call center

La segnalazione
Come si richiede il blocco: si può chiedere a voce il blocco dell’utilizzo dei propri dati o si può utilizzare il modulo disponibile su www.garanteprivacy.it e inviarlo al responsabile del trattamento comunicato dall’operatore che ha chiamato l’utente. In assenza di risposta si può segnalare la situazione al Garante della Privacy.

Le sanzioni
Giro di vite: raddoppiano le sanzioni minime e massime per le principali violazioni contemplate dal codice della privacy. Viene inoltre generalizzata la sanzione accessoria della pubblicazione in uno o più quotidiani dell’ordinanza-ingiunzione di pagamento.

Servizi non richiesti e recesso
Vendita servizi di tlc: l’attivazione di servizi non richiesti è regolamentata dalla delibera Agcom 664/06/Cons. La sentenza stabilisce:
1) durante le chiamate devono essere comunicati scopo, nome società, nome e cognome del chiamante;
2) in caso di accettazione saranno indicati numero della pratica e recapito della società;
3) sarà inviato un modulo entro la data di avvio del contratto con le modalità per opporsi
Il diritto di ripensamento: è regolamentato dal Codice del consumatore e prevede la restituzione del bene senza spese né motivazioni entro 10 giorni dal ricevimento o entro 90 giorni in caso di mancato rispetto degli obblighi informativi da parte del venditore.


mercoledì 22 aprile 2009

Come si cancellano le macchie

Cioccolato e Cacao. Se si tratta di macchie fresche lavare subito con dell’acqua calda. Per macchie secche utilizzare una soluzione di acqua e borace lavando infine tutto il capo macchiato.
Cipria. Per toglierne le tracce lasciate sui colli o sui baveri, specialmente sui vestiti scuri, deve essere usata una spazzola dura e robusta oppure l’aspirapolvere per i vestiti. E’ un errore ricorrere a spazzole o pezze umide che farebbero penetrare lo sporco maggiormente.
Gelato. Le macchie di gelato si tolgono con acqua quando sono fresche. Quando sono vecchie vanno ammorbidite con acqua e borace. Se il gelato è di crema si pulisce con la benzina cospargendovi poi del talco e lasciando asciugare.
Frutta e Succhi di frutta. Le macchie di questo tipo sono generalmente indelebili. Quelle prodotte da frutta di colore chiaro (pere, mele, ecc.), che al momento non appaiono evidenti, vanno lavate subito con acqua fredda. Se il tessuto è bianco, si puo’ ricorrere alla candeggina purché non si tratti di lana, seta o fibra sintetica. Per il tessuto colorato occorre usare l’acido citrico in soluzione e quindi lavare.
Gomma da masticare. Su un tessuto la gomma da masticare si toglie passandovi sopra un pezzetto di ghiaccio che la raffredda in modo da poterla in un secondo momento facilmente staccare.
Bruciature. Provocate dal ferro da stiro sulla tela si passano con acqua e un po’ di cloro e con un’abbondante risciacquatura a freddo.
Biro. Si cancella passandovi sopra un batuffolo di cotone imbevuto d’alcool oppure con etere solforico.
Carta carbone. Le macchie lasciate dalla carta carbone si tolgono con la benzina.
Marmellata. Le macchie scompaiono con acqua tiepida. Per marmellate molto colorate comportarsi come per i succhi di frutta.
Pennarelli. Sciogliere fecola in acqua fredda, applicare sulla parte sporca, far asciugare e spazzolare ripetendo, se necessario, piu' volte.
Ruggine. Cospargere la macchia di sale (fino) e succo di limone, quindi stendere al sole per un'ora. Oppure aceto, acqua e ammoniaca.
Tacchi di gomma. Le macchie lascite dai tacchi di gomma su pavimenti, tappeti o linoleum si tolgono con la benzina.
Inchiostro. Dagli abiti, imbevendo la parte intaccata, si toglie con latte acido oppure con alcol denaturato e lavando con aceto e acqua calda. Insaponare e risciacquare anche in acqua e limone. Quindi fare bollire con detersivo.
Latte. Quando sono fresche, le macchie di latte sono facili da togliere. Se invece sono vecchie è necessario ammorbidirle nell’acqua tiepida, a bagno, ricoprendole poi con borace in polvere. Lavarle, infine, con acuqa tiepida.
Salsa di pomodoro. Si toglie con acqua e ammoniaca (non più di mezzo cucchiaino per un litro d’acqua) oppure con acqua ossigenata addizionata con qualche goccia di ammoniaca.
Vino. Cospargere la macchia con del sale e lavarla subito in acqua calda oppure con sapone mischiato a del succo di limone concentrato. C'e' chi ha ottenuto buoni risultati utilizzando nientemeno che l'acqua di cottura (non salata) dei fagioli bianchi.
bimba



Gelato



tazzina

Conoscere preventivamente il modo con cui intervenire assicura maggiori probabilità di successo.

Controllare sull’etichetta se il tessuto può essere candeggiato e a che temperatura deve essere lavato e asciugato.
Trattare ogni tipo di macchia prima di lavare il capo. Il lavaggio e l’acqua calda possono fissare una macchia in modo permanente.
Per essere sicuri che non venga danneggiata la stoffa e che non si tolga il colore, provare preventivamente i candeggianti, le soluzioni chimiche o i solventi su una parte nascosta del capo, ad esempio su una cucitura, dentro una tasca oppure su un ritaglio di stoffa.
Per aumentare l’efficacia della soluzione, scaldarla prima dell’uso. Sciaccquare bene, anche più volte, per essere sicuri di togliere tutte le tracce della soluzione.
Lasciare asciugare all’aria tra un tentativo e l’altro. Usate un aciuga-capelli con aria fredda per asciugare più velocemente. Evitare il calore dell’asciuga-biancheria, del sole o del termosifine. Non stirare.
Ad eccezione per le macchie di cera, lavorare sul tessuto dopo averlo inumidito. Mantenere i tessuti umidi sino a quando non si comincia a smacchiare.
Se la macchia non viene via completamente, ripetere tutto il procedimento. Le tracce di una macchia possono creare problemi in futuro. Sciacquare bene tra un tentativo e l’altro.
gocce


Linux; 10 modi per eseguire velocemente da BASH


Chi utilizza spesso sistemi Linux, magari per lavoro, si trova fin troppo spesso a necessitare della Shell (normalmente la Bash) per eseguire qualche operazione, magari in modo piu' rapido che non eseguendo comandi standard uno dopo l'altro.
Il problema e' che non sempre si ha l'occasione di conoscere i segreti piu' intrinseci della Bash, e quindi o si chiede ad amici, colleghi e conoscenti, oppure si resta, fondamentalmente, a piedi (e con un server che, magari, in piedi non sta).

Come risolvere il problema?


1. Un metodo semplice per redirezionare Output ed Errori
Per inviare l'output e gli errori di un comando in un file, utilizzate questo comando:
command &> file
Molto comodo anche con l'strace:
strace badapp &> errors_and_output

2. Parallelizza i tuoi Loop
Molto utile, se avete da compiere la stessa operazione ad esempio su piu' macchine, e magari anche in contemporanea:
for HOST in $(cat ListOfHosts); do ssh $HOST ’sudo apt-get update’ & done
E perche' non usarlo magari anche per un bel tunnel? :P
for HOST in $(cat ListOfHosts); do ssh -C -N -R 80:localhost:80 $HOST & done

3. Identificare Memory Leaks con Top via Cron
Non sempre si puo' stare davanti alla macchina a vedere cosa la fa bombare, e il crontab in questo aiuta molto, specie se puoi utilizzarlo per schedulare un top:
crontab - <<< ‘*/15 * * * * top -n 1 -b’
Questo li ordina per utilizzo di memoria, in modo da scoprire cosa vi sta succhiando tutta la ram.
Ogni 15 minuti.
Allarmi via mail :)

4. Standard In direttamente dalla Linea di Comando
Nel comando precedente abbiamo usato <<<, che permette di inviare lo stdin direttamente alla riga di comando.

5. Impostare una Password iniziale da cambiare al primo login
Da verificare, raramente ho necessita' di fare cose del genere:
umask u=rw,go=
openssl rand -base64 6 | tee -a PasswordFile | passwd –stdin joe
chage -d 0 joe

6. Aggiungi la tua Chiave Pubblica su Macchine Remote in Modo Semplice
Quando avete piu' chiavi pubbliche abilitate alla connessione su un server via ssh, la cosa diventa noiosa, piu' che altro scomoda, da fare a manina santa ogni volta.
Questo risolve il problema:
ssh-copy-id -i .ssh/id_rsa.pub hostname
(e mi serve al lavoro)

7. Estrarre un RPM senza Software aggiuntivo
Utile se volete avere solo dei pezzi di un pacchetto e non tutta la baracca, soprattutto quello da cui quel pacchetto dipende.
mkdir /tmp/deleteme
rpm -ivh –root /tmp/deleteme –nodeps –noscripts package.rpm
Ve lo piazza li', e potete cancellarlo quando vi pare (non rientra nel database RPM di sistema)

8. Controllare le modifiche ad un file rispetto ai default
Utilizzando il trucchetto precedente, potete, successivamente, eseguire questo comando per vedere in che cosa differiscono i due file, quello originale e quello vostro:
diff /etc/foo/foo.conf /tmp/deleteme/etc/foo/foo.conf

9. Annulla i tuoi script di rete se ti chiudi fuori
Capita a tutti, prima o poi.
La regola sbagliata nel momento sbagliato in iptables.
E siete tagliati fuori dalla macchina, che magari sta anche lontano da dove siete voi.
Prima di eseguire quindi un comando che vi possa causare il problema di cui sopra, potreste fare una cosa del genere:
at now + 5 minutes <<< ‘cp /etc/ssh/sshd_config.old /etc/ssh/sshd_config; service sshd restart’
Ovviamente dovete fare il backup dei file, e ricordarvi di eseguire questo comando prima di chiudervi fuori davvero.
Cancellatelo dall'at se riuscite a rientrare, prima che venga eseguito sul serio quando non serve.

10. Controllare se una porta e' aperta
E qui viene in aiuto netcat, il "coltellino svizzero" del sistemista.
Per vedere se un sistema risponde su una porta, invece di telnettarci, provate cosi':
if nc -w 3 localhost 22 <<< ” &> /dev/null
then
echo ‘Port is open’
else
echo ‘Port is closed’
fi

Semplice e veloce no? :)

Clima: emissioni CO2?, Cambiamenti?


Il Worldwatch Institute, l’ente internazionale per il controllo della situazione ambientale e dei cambiamenti climatici ha recentemente pubblicato un report dal poco equivocabile titolo: 2009: lo stato del mondo – verso un mondo più caldo. Anche quest’anno sono stati raccolti gli autorevoli pareri di 47 scienziati e studiosi da ogni parte della Terra ed il risultato del rapporto è lapidario: nel mondo non si è fatto abbastanza per contrastare il global warming e si sono attuate politiche sconsiderate che hanno causato un vertiginoso aumento delle emissioni nocive, aggravando un problema già di per sé serissimo venti anni fa.

Cosa si è fatto in questi anni? Nulla, sostengono dal Worldwatch: abituati come sono a pensare in piccolo e ad una distanza di tempo che al massimo arriva ai 4 o 5 anni di una legislatura, i governi nazionali hanno attuato interventi puramente di facciata ed assolutamente incoerenti con il resto delle decisioni in ambito industriale e tecnologico. Il risultato: la CO2 e gli altri gas serra, da quando gli scienziati hanno cominciato a lanciare allarmi ripetuti per sollecitare la loro riduzione, sono aumentati! Un disastro. Ma neanche le persone comuni sono esenti dalle critiche del prestigioso organo internazionale: auto di grossa cilindrata (che consumano tantissimo ed inquinano altrettanto) acquistate solo per ragioni di moda, i prodotti usa e getta, consumo di carne sconsiderato, uso improprio dei riscaldamenti e dell’aria condizionata sono solo alcuni degli aspetti della vita quotidiana che hanno inciso, secondo il report, su tali cambiamenti del clima.

Una sezione importante del documento è dedicata al dramma del disboscamento che, come i lettori di Eco51 sanno, compromette uno dei filtri per l‘aria più efficaci che la natura ci abbia messo a disposizione: con foreste giovani e ben curate si potrebbe assorbire il 13% delle emissioni di anidride carbonica immessa nell’atmosfera. Quest’ultima è in continuo aumento in barba a tutte le raccomandazioni e agli allarmi della scienza: gli USA, per avere un dato rappresentativo della deriva pericolosissima che ha preso il fenomeno, emettono il 20% della CO2 complessiva ma hanno una popolazione che non arriva al 5% di quella mondiale. Ciò significa che il restante 95% (e più) degli abitanti della Terra dovranno dividersi l’80% delle risorse (pur parlando di emissioni nocive è qui evidente che si tratta di un dato relativo alla produzioni industriali) ma, come è noto, queste non sono ripartite equamente: altri grandi “emettitori” di gas serra sono il Canada, l’Australia e l’Europa. Il sistema appare chiaramente in bilico ma la spinta finale per sprofondare nel baratro verrà, dicono dal Worldwatch Institute, per mano di Cina e India che stanno conoscendo tassi di crescita industriale vertiginosi.

Sembra un’ovvietà ma senza l’equità politica ed economica anche l’ambiente avrà vita breve: prima ancora che un cambiamento nello stile di vita di ciascuno per il bene di tutti, si dovrà quindi aver una serie di segnali forti dai governi che avranno il dovere di puntare su tecnologie innovative ad emissioni zero e su energie rinnovabili. Sembra di ripetere sempre le stesse cose, ma se siamo ancora qui a farlo vuol dire che c’è una certa riluttanza nel recepirle: speriamo che la Conferenza ONU di Copenaghen a fine anno possa registrare qualche piccolo grande segnale di cambiamento in tal senso.

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