Ricerca personalizzata

mercoledì 24 giugno 2009

Forse non tutti sanno che...


…che è impossibile succhiarsi il gomito.

…che la Coca Cola era originariamente verde.

…che è possibile fare salire le scale ad una vacca ma non fargliele scendere.

…che il verso di un’anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa perchè.

…che ogni re delle carte rappresenta un grande re della storia:

- Picche: Re David.

- Fiori: Alessandro Magno.

- Cuori: Carlomagno.

- Quadri: Giulio Cesare.

…che multiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321.

…che se una statua nel parco di una persona a cavallo ha due piedi per aria, la persona è morta in combattimento, se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzate, la persona è morta in seguito ad una ferita inferta combattimento, se il cavallo ha le quattro zampe per terra, la persona è morta per cause naturali.

…che il nome Jeep viene dall’abbreviazione dell’esercito americano auto per le General Purpose cioè G.P. pronunciato in inglese.

…che è impossibile starnutire con gli occhi aperti.

…che i destri vivono in media nove anni più dei mancini.

…che lo scarafaggio può vivere nove giorni senza la sua testa, prima di morire … di fame.

…che gli elefanti sono gli unici animali del creato che non possono saltare (per fortuna).

…che una persona normale ride circa 15 volte al giorno.

…che la parola cimitero proviene dal greco koimetirion che significa:dormitorio.

…che nell’antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza il consenso del Re (a meno che non si trattasse di un membro della famiglia reale). Quando la gente voleva un figlio doveva chiedere il permesso al Re, il quale consegnava una targhetta che dovevano appendere fuori dalla porta mentre avevano rapporti. La targhetta diceva Fornication Under Consent of the King (F.U.C.K.).Questa è l’origine della parola.

…che durante la guerra di secessione, quando tornavano le truppe ai loro quartieri senza avere nessun caduto, mettevano su una grande lavagna 0 Killed (zero morti). Da qui proviene l’espressione O.K. per dire tutto bene.

…che nel Nuovo Testamento nel libro di San Matteo dice che è più difficile che un un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli. Il problema è che san Geronimo, il traduttore del testo, interpretó la parola Kamelos come cammello, quando in realtà in greco Kamelos è quel cavo d’ormeggio utilizzato per legare le barche ai moli. In definitiva il senso della frase è lo stesso ma quale vi sembra più coerente?

….che quando i conquistatori inglesi arrivarono in Australia, si spaventarono nel vedere degli strani animali che facevano salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo (gli indigeni australiani erano estremamente pacifici) e cercarono di fare domande con i gesti.

Sentendo che l’indigeno diceva sempre Kan Ghu Ru adottarono il vocabolo inglese kangaroo(canguro). I linguisti determinarono dopo ricerche che il significato di quello che gli indigeni volevano dire era Non vi capisco.



Difendersi dai molestatori

La gamma delle situazioni di molestia sessuale, che portano la vittima ad un logoramento psicologico progressivo, è molto varia: si va dalla frase equivoca con doppio senso al fraseggio volgare, dall'apprezzamento pesante alla proposta diretta, dalla minaccia subdola ed imbarazzante ripetuta più volte fino ad arrivare al gesto osceno o alle advances più meschine, al ricatto e all'intimidazione sul posto di lavoro.

La legge viene oggi in aiuto anche a chi, a vario titolo, sta subendo molestie sessuali in quanto ogni atto che disturba anche in minima parte la sfera sessuale altrui costituisce un reato penale. Attraverso la presentazione di una querela di parte che in tali casi, non può più essere revocata, l'interessata inizia così il suo atto difensivo con facoltà di essere pure risarcita di danni psicologici (biologici e morali) correlati alla molestia subìta.


Alcuni consigli per difendersi

  1. Reagisci tempestivamente al primo segno di invasione della tua privacy per evitare che la non reazione venga colta come un segno di debolezza tale da indurre il molestatore a continuare la sua opera più pesantemente.
  2. A richieste moleste specifiche evita di rispondere in modo troppo generico offrendo al molestatore una, seppur vaga, speranza di raggiungere il suo laido scopo.
  3. Ogni qual volta che non sei d'accordo con le proposte del molestatore di' apertamente e decisamente di no senza alternative.
  4. Di' di no guardando il molestatore, tranquillamente e seriamente, negli occhi ed usa un tono di voce deciso e sufficientemente alto.
  5. Di' di no senza giustificazioni cioè senza sentirti in dovere di dire perché non accetti la sua proposta
  6. Rispetto allo sproloquio e alla volgarità gratuita e disturbante va detto apertamente, direttamente, decisamente e tempestivamente al molestatore che tale comportamento ti infastidisce e che desideri che la smetta.
  7. In caso di insistenza da parte del molestatore ripeti, in modo conciso ma fermo e tranquillo, come un disco rotto il tuo rifiuto (preferisco di no, non mi va) oppure il desiderio di smettere (basta, finiscila!) finché l'altro non modifica il suo atteggiamento insistente.
  8. In caso di molestie tattili attiva un contatto oculare intenso, fulminante e cattivo, poi grida con tonalità vieppiù crescente: vergognoso, giù le mani!
  9. Davanti ad un esibizionista evita di fare il suo gioco urlano ed insultandolo (è proprio quello che cerca) ma piuttosto ti conviene guardare con indifferenza dicendo: ho visto di meglio
  10. In ogni caso concentrati sul comportamento molesto e sgradevole dell'altro piuttosto che farti preconcetti e dar giudizi, sulla persona che attua il comportamento sgradevole.

martedì 23 giugno 2009

Curare la pelle, in modo insolito

Sebbene ammirato per secoli in Giappone per la bellezza della sua melodia spirituale, il nobile usignuolo è conosciuto per qualcosa di diverso, che potrebbe risultare un po 'sorprendente, e non è per i deboli di cuore.

I suoi escrementi sono un prezioso trattamento viso e cosmetici in Giappone. Conosciuti con il nome di "Uguisu No Fun" il termine deriva dal nome dell'uccello. Sin dai tempi antichi le donne giapponesi hanno mantenuto la loro pelle di seta bianca e brillante e capelli setosi con prodotti naturali creati dalla cacca di questo incredibile animaletto.

Il guano (una parola Incas che significa escrementi di uccelli marini), dell'usignuolo è una bella e quasi inodore polvere che viene mescolata a formare una pasta. Questa pasta viene poi applicata come una maschera di bellezza. Il risultato è fulmineo e provoca l'immediata lisciatura della carnagione del viso, che lascia la sensazione di pelle morbida e nutrita.

Tramandato da una generazione all'altra, con tutta l'attenzione e l'amore di una nobile famiglia giapponese, questo prodotto è oggi molto usato in Giappone, come lo è stato nei secoli passati.

Fenomeno delle luci sismiche

Le luci Sismiche, meglio conosciute come EQL o Earth Quake Light, è un fenomeno conosciuto da moltissimo tempo, basti pensare che le prime osservazioni di questo fenomeno risalgono già all'anno 869 d.C.; e cioè in una epoca in cui, non si conoscevano bene i meccanismi chimici e fisici del terremoto.

Solo oggi la scienza tenta di spiegare questi fenomeni, anche se a dire la verità con poco successo. Addirittura gli Antichi Egizi parlano di questi fenomeni da loro osservati nel tempo. Le cause principali di questo "fallimento" risiede del fatto che ancora molti fenomeni geologici sono sconosciuti e alcuni meccanismi fisici e chimici che si libererebbero prima, dopo, e durante un terremoto sono ancora tutti al vaglio della scienza e dunque c'è ancora poco di concreto e tante teorie.

E' stato osservato che la maggior parte degli avvistamenti delle Luci Sismiche sono state osservate in concomitanza con scosse telluriche (terremoti) di magnitudo superiore o uguale a 7. Dal punto di vista morfologico, le EQL possono assumere le forme più svariate:

1) lampi o baleni,
2) Colonne e travi infuocate,
3) Vortici luminosi
4) Globi di luce,
5) Fiamme e fiammelle viste fuoriuscire dal suolo.

Molti studiosi oggi osservano questo strano e poco conosciuto fenomeno tentando di dare una spiegazione scintifica agli eventi osservati. E' da dire che anche se in molti casi si può trovare una spiegazione scientifica, come la fuoriuscita di gas dal terreno (tramite crepacci creati dal terremoto), che si incendiano e danno origine a fuochi, e luci, o addirittura alle forze elettriche che si accumulano nell'atmosfera e sulla vegetazione, in una piccola percentuale di casi, le comuni teorie non reggono.

Basti pensare ad esempio agli strani eventi che hanno colpito l'Italia negli ultimi mesi, in Calabria ad esempio che gli scienziati non riescono a spiegare! La storia è ricca di queste manifestazioni, soprattutto in Italia, una penisola ad alto rischio sismico, ma grazie alle cronache di Ignazio Galli (Nato a Velletri - Roma, nel 1841, sacerdote e professore in scienze naturali), che per primo al mondo cominciò a trascrivere e a studiare questi eventi, oggi è possibile avere una cronostoria abbastanza precisa di questi eventi.

Di cosa parliamo realmente?
Certo di fenomeni che compaiono in concomitanza con eventi tellurici, ma a noi, sotto il profilo ufologico, ci interessano soltanto alcuni di questi eventi, ad esempio:

A Taum, in Irlanda, apparve un fenomeno luminoso sul mare a forma di bandiera, dal quale si propagò una luce abbagliante, seguita poi da una forte scossa di terremoto. In questo periodo storico iniziano pure, da parte degli scienziati dell'epoca, le prime esperienze nel campo dell'elettricità e del magnetismo e ciò fa si che vengano prestate particolari attenzioni a certi fatti.

Kant scrive:" Non posso passare sotto silenzio il fatto che in quel tremendo dì di Ognissanti, ad Augsburg, le calamite lasciarono cadere il loro carico e gli aghi magnetici si agitarono disordinatamente. Già Boyle riferisce che una volta, a Napoli, dopo un terremoto, si verifico un fatto analogo. Conosciamo troppo poco la natura occulta del magnete per poterci spiegare l'origine di tale fenomeno."

Teorie
Molte teorie sono state avvallate per spiegare questi fenomeni ma fino ad ora nessuna sembra essere quella definitiva, tra queste:

1) Ipotesi Piezoelettrica;
2) Campo elettrico dovuto al contatto o alla separazione di materiali rocciosi;
3) Triboelettricità e piroelettricità;
4) Moti oscillatori dell’aria a livello del suolo;
5) Scarica elettrochimica luminescente;
6) Emissione exoelettronica;
7) Ipotesi della frizione - vaporizzazione;
8) Ipotesi elettrocinetica dell’acqua (potenziale z);
9) I campi elettrici e l’accelerazione di cariche atmosferiche;
10) Ipotesi fonoluminescenza;
11) Ipotesi dei gas (chemiluminescenza, combustione);

Casi UFO?
Prendendo in considerazione soltato quei casi (come accennato pocansi) in cui si potrebbe enunciare una teoria ufologica e scartando tutte le altre, sempre interessanti, e importanti, possiamo osservare che, nelle apparizioni di scie o strisce luminose sottili, nel cielo queste sono apparse con più frequenza prima e durante l'evento sismico. Un esempio, sempre parlando della zona limitrofa a Roma, (fortunatamente Ignazio Galli era di Velletri - come noi):

Il 22 gennaio 1892, le zone da Roma a Velletri e da Campobasso a l’Aquila furono colpite da una forte scossa durante la notte. Diversi testimoni, nelle varie zone, riferirono di aver visto un intenso lampo nell’istante della scossa.

Uno di questi, che si trovava in camera, afferma che il lampo era così intenso da permettergli di distinguere ogni particolare della stanza, nel minimo dettaglio. Il 18 dicembre del 1897, la zona di Città di Castello (Roma), Monte Nerone e dintorni furono colpite dal terremoto.

Alcuni testimoni riferiscono di aver visto un lampo alcuni istanti prima del sisma, mentre diverse ore prima furono viste delle strisce di fuoco attraversare il cielo sopra Monte Nerone in senso orizzontale. Il fenomeno delle strisce infuocate si ripresentò sul Monte Nerone, il 27 dicembre dello stesso anno, alcune ore prima del sisma.

Molto interessante sembrano essere questi eventi, la cui spiegazione resta incerta. Certo che un conto sono le fiamme, i gas e gli eventi elettrici; altro sono queste "strisce di fuoco che attraversano il cielo". Passiamo ancora a considerare altri fatti, come ad esempio le luci dall'apparenza solida:

Trombe e Colonne Luminose, sembrano avere il loro massimo di osservazioni in concomitanza con l'evento tellurico (o sismico). Come spiegare ad esempio l'avvenimento di Palermo datato 1726, in cui si videro due colonne di luce precipitare in mare rendendo luminosa la superficie dell’acqua per un tempo considerevole?

Ancora: Nella notte fra il 20 e 21 luglio 1399, in concomitanza con la scossa, apparve in cielo una grande trave luminosa che procurò notevole spavento fra la popolazione bolognese. Di maggior vigore fu il fenomeno osservato il 26 luglio 1805, nel terremoto che coinvolse la Campania e il Molise; simile ad una trave, fu vista sollevarsi dalla zona di Bojano, sorvolare tutto il territorio fino a Isernia e qui precipitare contro un muro di rinforzo producendo un foro ovale lungo 16 palmi per 8 (circa 4 metri per 2 metri).

La sera seguente il terremoto (27 luglio), nella zona di S.Giorgio (Benevento) fu osservata in cielo una trave infuocata luminosissima, dalle dimensioni apparenti di 100 palmi per 1 (circa 25 metri per 0,25), velocissima nel suo moto, si dileguò lasciando dietro a sé una leggera scia di colore mutevole (cangiante).

Il 22 marzo 1821, nell'istante della scossa che colpì gravemente l'Umbria, si vide una colonna di fuoco uscire dal fiume Cannara per poi gettarsi, dopo aver sorvolato la città di Rieti, nel lago Cantalice.

In Calabria, nella notte tra il 24 e il 25 aprile 1836, verso mezzanotte moltissimi animali mostrarono segni di inquietudine e il mare divenne repentinamente agitato e tempestoso; su di esso, nella località Calopezzati, apparve una trave infuocata e nello stesso istante si sentì un fortissimo rombo e sopraggiunse un’intensa scossa sismica.

Passiamo poi ai famosi Globi Luminosi, osservati in tutto il mondo. Anche in questo caso il massimo delle osservazioni le si ha durante e prima del sisma, ma anche dopo, e nella stragrande maggioranza dei casi le osservazioni sono talmente numerose da non essere messe in corrispondenza con il terremoto. Il moto di questi globi sembra essere diverso: Zigzagante, rettilineo, orizzontale e misto.

In molti avvistamenti il Galli riporta anche strani fenomeni concomitanti. Riporto di seguito alcune testimonianze:

1) Valparaiso: Molte persone videro fiamme zigzaganti (serpentelli di fuoco) che dalle colline salivano in cielo.

2) Bernhard Jensen, attuale primo pilota della nave Toro ed ex capitano della Southern Cross nella sua spedizione al Polo Sud, racconta di aver visto dalla nave, sette o otto palle di fuoco uscire da una casa in fiamme sulla collina, quella più in alto fra le case incendiate. Le sfere si mossero verso oriente e quando caddero, ogni volta si sentì una forte detonazione simile ad un forte colpo di cannone.

3) Il capitano dell'amministrazione marittima (nome non riportato) racconta, in presenza del suo aiutante Gomez Carreno, che il primo pilota della nave tedesca Uarda dichiarò di aver visto la stessa cosa; palle di fuoco che fuoriuscendo da una specie di cratere e si diressero verso ovest. Il capitano Jensen aggiunse che dove caddero i globi apparvero degli incendi qualche tempo dopo. Vari membri della famiglia Blumer videro diverse palle infuocate, alcune delle quali, molto piccole e con la coda, fuoriuscire da una molto più grande paragonabile, come dimensioni, alla Luna.

4) La famiglia Salcedo raccontò che dopo essersi prodotto un foro nel tetto, s’illuminò una parte della camera dove non vi erano nè lampade nè fuochi.

5) Diverse persone presso la spiaggia di Ancha videro uscire delle fiamme dal mare.

6) Presso il podere Lo Ovalle (Casablanca): si osservò una sfera di fuoco nel cielo e nelle tre sere seguenti si vide una fascia di nuvole colorate.

7) A Postas Negras (tra Valparaiso e Casablanca): gli abitanti riferirono di aver visto una palla di fuoco provenire da Valparaiso.

8) San Antonio: Tre uomini videro fuoriuscire dalla sabbia delle fiamme.

9) Curacavi: Il comandante della polizia disse che durante la seconda scossa si videro 5 meteore correre da nord a sud, brillantissime che illuminarono le cime degli alberi. Le meteore erano più piccole della luna.

10) Chimbarongo: Cinque minuti prima della scossa cessò la pioggia, non si videro lampi e il cielo si tinse di un rosso cupo. L'attenzione dei testimoni venne attirata dalla caduta di una gran palla di luce fosforescente e si osservò il suolo ricoperto, in alcuni punti, da questa luminescenza.

11) Lolol: Non vi erano fulmini bensì serpentelli che attraversarono il cielo da una parte all'altra. Prima della catastrofe il cielo si era annuvolato, dopo divenne limpido e stellato.

12) Lincanten: Notte limpida, al momento della scossa il sig. Cura dice di aver visto delle luci nella forma di serpenti di fuoco muoversi in cielo.

13) Curico: Niente fulmini, ma si osservarono delle meteore e la scintillazione delle stelle.

14) Costitution: Si osservarono delle meteore procedere da sud a nord nell'istante della scossa (Andrade, capitano del Malleco ormeggiata nel porto).

15) Los Angeles: Durante la scossa si videro fuochi e fiamme in cielo, simili ai fulmini di calore. Inoltre si osservarono zigzagare in aria, quello che la gente chiama "serpentelli di fuoco" e perdurarono per tutto il tempo della scossa. Non si videro nè lampi nè si udirono tuoni o luci assomiglianti a scariche elettriche prodotte da cavi in cortocircuito. Non vi era nè vento nè pioggia al momento della scossa.

16) Valdivia: Si osservò sulla cordigliera delle Ande un'immensa scarica elettrica, tanto prolungata che illuminò istantaneamente tutto il cielo; il tuono si udì appena e si videro cadere nel medesimo istante 2 o 3 luci simili a bolidi. Il barometro segnava bel tempo, pioveva pochissimo e non vi era vento.
17) Tongoy: Si osservarono delle grandi meteore in cielo.

Conclusioni
Questo è quello che accadde allora; insomma, un fenomeno che si allarga non solo in Europa, ma anche in altre parti del mondo. In molti casi, gli avvistamenti sembrano essere dei tipici casi di UFO.

Il problema è proprio questo... Si tratta di fenomeni naturali? Si tratta di Gas? Cariche elettriche? Di cosa? Credo che è importante notare come a differenza di altri fenomeni naturali, le apparizioni di colonne di fuoco o di luci solide dotate di movimenti intelligenti siano un fenomeno degno di attenzione, che merita uno studio più approfondito.

Non si può fare finta di sapere che tali fenomeni sono reali! Recentemente su una trasmissione televisiva RAI, sono stati intervistati alcuni testimoni della città di Canneto (Messina), dove assieme ai fenomeni sismici ci sono tuttora dei fenomeni elettrici, chimici e luminosi inspiegabili gli stessi intervistati (abitanti del paese) esprimevano la loro preoccupazione per un fenomeno davvero insolito.

Ad esempio vediamo anche i giornali. Questo veniva detto a La Gazzetta del Sud del 10 Febbraio 2004: "Caronia Dispersione, campo elettromagnetico? Ipotesi e nessuna certezza mentre vengono denunciati nuovi fenomeni di combustione. Altre case in fiamme a Canneto, mistero da film di fantascienza. Angosciati dal 15 gennaio gli abitanti del borgo.

Da Roma arrivano adesso specialisti e attrezzature sofisticate". Ed ancora il Giornale di Sicilia del 10 Febbraio 2004: "...Tecnici al lavoro anche presso alcuni ponti per la telefonia mobile, questa mattina, a Canneto di Caronia per tentare di aggiungere qualche elemento utile a fare chiarezza sui misteriosi incendi nelle abitazioni della frazione ormai sgomberata. «Non si può tralasciare alcuna ipotesi - spiega il sindaco Pedro Spinnato - quindi attendiamo per stasera anche i risultati di queste verifiche».

Un «fenomeno tecnico», di cui non è ancora chiara la causa. è questa l'ipotesi più probabile sugli incendi che da circa due settimane divampano in maniera improvvisa ed inspiegabile a Cannetto, piccola frazione marinara di Caronia in provincia di Messina. Lo rivela il professor Giuseppe Maschio, membro della sezione industriale della commissione grandi rischi della Protezione Civile e ordinario all'università di Messina, che sta coordinando il gruppo di esperti e tecnici inviati in Sicilia dal Dipartimento.

Maschio non esclude però che dietro agli incendi inspiegabili vi sia il dolo. «Non ci sono indizi né indagini in corso - dice - ma non si può escludere questa ipotesi». «Stiamo facendo una campagna di misurazioni completa sull'intero sito, un'area di circa 350 metri per settanta - spiega - e domani verranno eseguite altre misurazioni per scoprire la presenza di eventuali campi elettromagnetici».

In giornata inoltre, i tecnici proveranno con un generatore ausiliario a ridare elettricità alle abitazioni, per vedere se i fenomeni dei giorni scorsi si ripetano. Le misurazioni che verranno fatte domani, ha proseguito Maschio, saranno effettuate con strumenti di precisione già utilizzati sull'Etna. «Se i risultati saranno negativi dovremo escludere la presenza di campi elettromagneti e - aggiunge - anche di un possibile collegamento con eventuali fenomeni sismici».

L'ipotesi più probabile e quella al momento più accreditata, dunque, è che si tratti di un «fenomeno tecnico» le cui cause sono ancora sconosciute.
Quindi un fenomeno che ancora oggi desta sgomento e preoccupazione, che è ancora al vaglio degli esperti, e non è supportato da una spiezazione scientifica. Dal canto nostro, come Ufologi, non possiamo fare altro che osservare e cercare particolari importanti, offrendo all'opinione pubblica una lettura anche ufologica degli eventi. Staremo a vedere.

Windows, downgrade, upgrade, e mo?

La Microsoft aveva pianificato di eliminare gradualmente Windows XP, dopo l’introduzione di Vista, le cose però non sono andate cosi, e gli utenti ancora oggi sarebbero pronti ad acquistare un nuovo PC con Windows XP, a patto di non aver nulla a che fare con l’odiato Vista.

Mentre non si può semplicemente uscire e acquistare una copia di XP ormai da tempo, lo si può ancora trovare preinstallato sui netbook, e in alcuni casi è possibile acquistare un nuovo computer con Vista ed effettuare successivamente il downgrade a Windows XP. Si pensava che con l’imminente arrivo di Windows 7, questo problema fosse ormai risolto, e che i giorni di XP fossero segnati, invece sembra di no.

Una notizia di oggi fa sapere che Microsoft continuerà a offrire il diritto al downgrade fino a 18 mesi dopo l’introduzione di Windows 7.

Computer World segnala che in pratica Microsoft metterà a disposizione Windows XP fino all’aprile del 2011. Questo periodo dovrebbe fornire agli utenti aziendali che non hanno ancora provato Vista, il tempo per compiere la transizione da Windows XP a Windows 7, senza fretta.

Insomma questo Windows XP ben 8 anni dopo il suo rilascio, resta ancora il sistema più valido e amato dagli utenti, e sarà tutto da vedere se Windows 7 riuscirà a farlo dimenticare.

lunedì 22 giugno 2009

Spazioporto in dirittura d'arrivo

Di recente gli scienziati e gli architetti che stanno lavorando allo Spazioporto che sorgerà nel New Mexico hanno mostrato al mondo le prime ricostruzioni digitali del loro ambizioso progetto.

La costruzione, che verrà terminata entro il 2010, di uno spazioporto statunitense destinato ai voli commerciali è stata commissionata il mese scorso a specialisti inglesi ed americani. Undici progetti sono stati sottoposti alla commissione, ma è stato quello della URS Corporation, ditta specializzata nella costruzione di aeroporti, a trionfare.

Una volta completata, la struttura di 9290 metri quadrati servirà come base operativa per i trasporti spaziali della Virgin Galactic di Sir Richard Branson, la prima linea spaziale del mondo, e sarà inoltre il quartier generale delle autorità spazioportuali del New Mexico. Gli enormi hangar della struttura serviranno anche per ospitare i veivoli aerei e spaziali e gli impianti e gli uffici amministrativi della Virgin.

Lo spazioporto costerà 200 milioni di dollari (dai 30 previsti quando il progetto fu battezzato nel 2007) e Virgin Galactic intende firmare un contratto ventennale per accaparrarsi 7800 metri quadrati dell’intera struttura. La Virgin sta nel frattempo ultimando a Mojave, in California, la costruzione delle sue due navi spaziali di linea, il White Knight Two e lo SpaceShipTwo, veicoli creati per permettere anche a chi non ha ricevuto alcun tipo di addestramento di godere l’esperienza di un viaggio spaziale.

La struttura proposta dal team URS/Foster è stata scelta per la sua attenzione alle esigenze ambientali e per il design di impatto e gradevole. Pannelli fotovoltaici ed un impianto di riciclaggio dell’acqua renderanno lo spazioporto poco invasivo dal punto di vista ecologico, e la forma stessa della struttura non stonerà con il paesaggio circostante.

La costruzione delle infrastrutture per lo spazioporto è prevista iniziare quest'anno. Alcuni velivoli sperimentali hanno già effettuato dei voli di prova: tra questi il WhiteKnightTwo, ovvero il velivolo che si porta in groppa lo SpaceShipTwo all’altezza necessaria perché questo possa avviarsi verso lo spazio. Il velivolo sarà svelato al pubblico durante l’airshow di Oshkosh che si terrà a luglio.

Nel frattempo la costruzione di Spaceport America, che non è ancora iniziata, sta già muovendo l'economia locale. Circa 260 persone giovedì scorso si sono presentate al Commission Chambers Doña Ana County Government Center per un Informational Meeting in cui avere informazioni sulle possibilità di impiego, direttamente nella costruzione dello spazioporto così come "nell'indotto".

Lo spazioporto potrebbe generare circa 2.300 nuovi posti di lavoro nei primi cinque anni di attività. Ha anche aggiunto che è in contatto con una società che sarebbe interessata a spostarsi vicino allo spazioporto. Se questo avverrà ci saranno altri 2000 posti di lavoro

L'obiettivo è ambizioso. Realizzare in 17 mesi l'intero progetto, che dovrà essere ultimato per dicembre 2010.

sabato 20 giugno 2009

Idromassaggio

L'idromassaggio nasce proprio negli Stati Uniti negli anni Sessanta, e dopo circa un decennio si affaccia anche sullo scenario italiano. Il modello iniziale è semplice, punta su una tecnologia solida, sulla promessa di prestazioni affidabili e su pochi, semplici comandi.

Solo nel 1984 si ottiene l'ausilio dell'elettronica e compare un pannello di comando sul quale scegliere la durata del trattamento e selezionare alcune funzioni di contorno. Si tratta delle rifiniture, di quei piccoli dettagli in più che accrescono il piacere di un momento dedicato a se stessi, ma non solo: allo stesso tempo si introducono anche dei blocchi di sicurezza, dei sistemi di arresto nel caso in cui si verifichino condizioni atipiche, come acqua insufficiente o pressione troppo alta.

Appare subito evidente che l'impianto elettrico deve essere realizzato nel modo più sicuro possibile, nel rispetto della normativa vigente, perché la distanza tra questo e l'acqua è ridotta e ovviamente è necessaria una protezione contro l'infiltrazione di liquidi, nonché la presenza di un altro interruttore differenziale in altra posizione, in cima all'apparecchio. Nel corso degli anni l'intero impianto sarà oggetto di costante perfezionamento in primis sotto il profilo della sicurezza e poi dal punto di vista degli accessori e delle migliorie funzionali.

Alzi la mano chi ne ha vista una per più di una volta! Nonostante gli appartamenti siano multiaccessoriati e sempre più modellati a misura non solo di esigenze ma anche e soprattutto di desideri personali, ancora la vasca idromassaggio non rappresenta un bene di consumo diffuso. Ci dedichiamo allora alla descrizione della celebre vasca, per far sognare chi non la possiede e/o non l'ha mai provata e deliziare chi invece può andare ad immergersi non appena terminata la lettura.

La vasca è una normale vasca. Forse più grande del consueto, ma non necessariamente, forse dalla forma particolare, ma non necessariamente. Il materiale è il metacrilato, un particolare materiale plastico che ha il pregio di essere isolante e resistente, o anche l'acciaio smaltato, vanno bene entrambi; ci sono sei bocchette per il passaggio dell'acqua all'andata e al ritorno, collocate all'altezza delle spalle, delle gambe e dei piedi; c'è la normale rubinetteria; e c'è l'impianto, provvisto di motore, tubazioni e pompa. Sul bordo della vasca oppure sulla parete è collocato il pannello di comando, attraverso il quale si aziona l'idromassaggio: la pompa entra in azione aspirando l'acqua e poi, mediante apposito circuito, 'rimettendola' nella vasca attraverso le bocchette. Il getto che ne deriva, più o meno violento, raggiunge in questo modo le zone del corpo da massaggiare.

Premesso che l'idromassaggio classico, l'unico e il solo, quello in grado di suscitare sogni e abbandono, è legato alla vasca, non si può ignorare il fatto che anche la doccia gli abbia offerto ospitalità. Dove la vasca non entra, la doccia non si perde d'animo e si attrezza per offrire un idromassaggio altrettanto piacevole grazie alla possibilità di installare le bocchette sulle pareti e sul fondo.

La sostanza non cambia, anche se indubbiamente adagiarsi nella vasca rimane una sensazione e un'occasione dal sapore unico, perché coinvolge nel rilassamento tutto il corpo e anche la mente. Ma anche la doccia presenta vantaggi, più che altro dal punto di vista curativo, o meglio, del benessere diretto ad alcune parti del corpo piuttosto che ad altre. Dal punto di vista tecnico, l'installazione non comporta alcuna difficoltà aggiuntiva, come nel caso della vasca ci si allaccia agli impianti elettrico e idrico, e si cambia poi il miscelatore in favore del pannello di comando. Il tutto, sempre, mediante l'intervento di personale qualificato.

L'idromassaggio non è affatto legato alla dimensione domestica. Non solo, almeno. E' altresì sempre più diffuso nella cura dei disturbi circolatori, cardiaci, di pressione. Fioriscono le strutture in cui i benefici dei trattamenti idroterapici vengono proposti come cura per problematiche di vario genere, sempre dietro indicazione medica e sotto supervisione di personale specializzato.

In questi centri è bene evitare l'improvvisazione, nella misura in cui è indispensabile il rispetto di alcuni criteri di base, a partire dal tempo di immersione. La durata non deve superare i venti minuti per produrre benefici e non danni. La temperatura dell'acqua deve essere di un minimo di 33° e un massimo di 37°, se la finalità è quella di promuovere la vasodilatazione e il rilassamento dei muscoli.

Ma per ogni scopo c'è una temperatura adeguata, non è corretto applicare lo stesso principio per gli stessi scopi, ed ecco che allora se l'idromassaggio è finalizzato alla riduzione della cellulite, il bagno non deve superare i dieci minuti e la temperatura non deve superare i 35°.

In questi contesti vengono spesso associate al trattamento funzioni aggiuntive, come la cromoterapia o l'aromaterapia. E' infatti opinione diffusa e in larga misura comprovata che il supporto di un sistema di luci soffuse e il profumo di aromi delicati contribuiscano in modo determinate al raggiungimento dell'equilibrio psico-fisico già raggiungibile grazie al 'semplice' idromassaggio.

I Templari e Bafometto

Finirono al rogo perché erano sospettati di eresia. Persero tutti i loro beni e l’onore travolti da accuse infamanti, come quella di sodomia. Ma, ancor più, quella di idolatria. Durante il processo, voluto dal re francese Filippo il Bello per smantellare l’ordine dei Templari, numerosi testimoni raccontarono che i cavalieri cristiani erano soliti adorare una tenebrosa testa di uomo barbuto. Il Bafometto, che nella fantasia popolare, ma non solo, venne associato a qualche misterioso angelo venuto dalle tenebre.

Che il processo contro i Templari fosse stato una montatura, per depredarli delle loro ingenti ricchezze, lo si sapeva già. Ma adesso, Barbara Frale dà corpo a un ipotesi ancora più dirompente e nuova: il Bafometto non sarebbe mai esistito. Perché i Templari, dopo il saccheggio di Costantinopli del 1204, presero in custodia la sindone. Trasformarono in oggetto di venerazione quel lenzuolo su cui si è sempre pensato fosse rimasta impressa la figura del Cristo morente. E che adesso è custodito nel Duomo di Torino.

L’ipotesi era già stata formulata trent’anni fa dallo studioso oxfordiano Ian Wilson. Ma Barbara Frale, che si è specializzata all’Università di Venezia proprio con un lavoro dedicato ai Templari e che adesso lavora alla Biblioteca Vaticana, va molto più in là. Portando prove concrete a sostegno della tesi di Wilson nel suo saggio ”I Templari e la sindone di Cristo”, che la casa editrice il Mulino (pagg. 252, euro 16) distribuisce nelle librerie da oggi.

A questo testo, tra un anno, ne seguirà un altro, intitolato ”La Sindone e Gesù Nazareno”. Dove la Frale approfondirà un altro affascinante enigma legato alla sindone. Quello delle scritte che appaiono impresse sul telo di lino accanto alla figura del Cristo crocifisso. Parole che, come accenna nella parte finale de ”I Templari e la sindone di Cristo”, spazzerebbero via le teorie razionaliste. Che hanno provato a liquidare l’antica reliquia come un abile falso medioevale.

Il documento che ha permesso a Barbara Frale di scoprire il vero volto del Bafometto è sepolto dentro le carte processuali contro i Templari. Si tratta di un foglio molto consunto conservato negli Archivi Nazionali di Parigi. Alcuni cavalieri, rinchiusi a Carcassonne in Linguadoca, raccontarono nelle loro deposizioni, datate 1307, di certe cerimonie in cui erano invitati a adorare una sorta si lenzuolo di lino, chiuso dentro una teca, su cui compariva la testa di un uomo barbuto.

I Templari, in sostanza, non sarebbero stati affatto eretici, Anzi, avrebbero conservato la sindone, usandola proprio contro chi tendeva a credere soltanto nella natura divina di Gesù Cristo. In quel corpo massacrato fino alla morte, inchiodato sulla croce, che nel sepolcro aveva lasciato l’impronta sul lino prima di risorgere, c’era la prova più shockante dell’umanità del figlio di Dio.

Accusati di eresia, in realtà custodirono e venerarono il misterioso lenzuolo

Curiosamente l’area in cui ci fu la massima contaminazione ereticale è anche quella in cui il culto del sudario di Cristo era più radicato nel Tempio. Se i Templari ebbero la possibilità di custodire il prezioso oggetto, è chiaro che vollero tenerlo per gli stessi motivi che avevano spinto Costantino VII a farne la reliquia più venerata di Costantinopoli: era un’arma di potere micidiale contro la diffusione delle idee eretiche, un antidoto di gran lunga più efficace dei sermoni dei predicatori e persino dei roghi dell’Inquisizione.

Per l’uomo del medioevo, spesso analfabeta ma padrone di un intuito che oggi non comprendiamo appieno, non c’erano dotte disquisizioni che tenessero. I catari dicevano che il Cristo non aveva vero corpo umano né vero sangue; una volta aperto completamente, il telo della sindone lasciava vedere l’impronta del corpo martoriato dalla Passione nella maniera esatta descritta dai vangeli.

E soprattutto si vedeva il sangue, una gran quantità di sangue sparso dovunque. Presso lo squarcio del costato, poi, il fiotto era di grandezza impressionante e la mente non poteva fare a meno di volare alle parole dei vangeli. Nell’Ultima Cena Gesù aveva detto: «Questo è il mio sangue per la nuova alleanza, versato per molti in remissione dei peccati».

Quel sangue versato stava ancora lì davanti a tutti, intriso dentro il lino della sindone. Si poteva vedere, toccare, baciare. Era il miglior rimedio contro tutte le eresie. Due secoli più tardi Martin Lutero avrebbe scritto: «La croce sola è la nostra teologia».

È una frase lontana nel tempo, però incarna benissimo ciò che la sindone rappresentava per i Templari. Una testimonianza rilasciata nel processo di Poitiers dinanzi al papa pare mostrare proprio questa dinamica: frate Pons de Brozet, Precettore della Provenza, nel 1288 accoglie nel Tempio una giovane recluta e dopo la liturgia di rito nella cerimonia d’ingresso gli mostra prima il volto che sta sopra l’altare, poi una croce.

Quindi gli dice che non deve credere nella croce, bensì in quel Volto perché Dio non è mai morto; e poi gli fa adorare e baciare il Volto «come si baciano le reliquie». Pons de Brozet è uno dei dignitari che ebbero in custodia personale la sindone; se la scena è immaginata visualizzando la sindone piegata nella teca-reliquiario che lasciava vedere solo il volto, allora tutto acquista un senso pieno: l’immagine miracolosa che documenta come Gesù non restò nel sepolcro per più di tre giorni, l’immagine che porta impresso il segno di Giona, mostra la Resurrezione.

Gli eretici predicavano che l’uomo Gesù era morto, che quella era la fine naturale dell’uomo e che la carne non poteva risorgere. Ma il Templare non deve porgere l’orecchio a quelle false dottrine alternative, non deve mai credere che tutto finì nella crocifissione. La croce fu solo l’inizio; l’idolo, la misteriosa immagine che porta i segni della Resurrezione, ne è la prova.

C’è un altro fatto importante da notare. Le tracce di sangue rimaste sulla sindone corrispondono a colature intense, molte delle quali (specie al volto, alle ferite da chiodo e al costato) derivano dalla rottura di vene e sono quanto resta di un flusso molto abbondante; oggi però non ci sono più i grossi coaguli che un tempo il lino portava, come se la stoffa in seguito a eventi ignoti avesse perduto la maggior parte di quel sangue raggrumato e secco che in origine formava degli ammassi a rilievo sul telo, simili a grosse croste su tante ferite.

A Costantinopoli, sparsi nelle oltre mille chiese della capitale, esistevano molti reliquiari che si diceva contenessero una parte del Santo Sangue di Gesù, e molti di essi furono portati in Europa dai crociati dopo il sacco del 1204. Questo grande movimento delle reliquie del Sangue, che eccitava moltissimo la fantasia dell’uomo medievale perché era intimamente connesso al mistero dell’Eucarestia, potrebbe avere influenzato la trasformazione delle leggende sul Santo Graal, il quale nelle versioni più antiche era solo una portentosa bacinella descritta in certe saghe dei celti, ma proprio negli anni seguenti alla quarta crociata comincia a essere celebrato come la Coppa dell’Ultima Cena, oppure il calice in cui Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il fiotto di sangue uscito dal costato di Gesù crocifisso.

In ogni caso, questi reliquiari del Sangue erano piccole ampolle in cristallo o cristallo di rocca che contenevano minuscole quantità di sangue essiccato. Data la loro origine bizantina, tutto fa pensare che quel sangue essiccato fosse stato raschiato via proprio dai grumi un tempo ancora presenti sulla sindone: in questo senso quelle reliquie erano vere, cioè contenevano il sangue proveniente da un oggetto ritenuto come l’autentico sudario di Cristo, ed erano certificate dall’autorità dell’imperatore di Costantinopoli. Se così fu, non sorprende che la gente fosse disposta a spendere cifre astronomiche per averle.

Se l’ordine del Tempio soffrì di una certa contaminazione ereticale, non è strano che pensasse a procurarsi una medicina di tale potere per combattere la sua guerra in via privata, discreta, invisibile. Gli alti dignitari dell’ordine svolgevano delicati ruoli diplomatici per gli imperatori bizantini, conoscevano bene la reggia di Costantinopoli con la sua stanza delle meraviglie. Preoccupato per il dilagare del pensiero cataro che aveva pervaso una grossa parte della società cristiana e della Chiesa cattolica, l’ordine del Tempio pensò di curare l’incredulità di certi suoi esponenti nella stessa semplice, efficace maniera in cui a suo tempo era stata vinta quella di san Tommaso.

L’apostolo aveva dichiarato che non avrebbe creduto a Gesù risorto se non avesse prima visto e toccato la piaga aperta del suo costato; così anche i Templari caduti nel dubbio sarebbero stati salvati dal fatto di poter vedere con i propri occhi i segni dell’umanità di Cristo impressi nella stupefacente reliquia. Vedere e anche toccare: come già detto, stando alle fonti storiche i Templari usavano venerare la sindone con una liturgia che prevedeva il bacio sulle ferite dei piedi.

Bugatti 16.4 Veyron Pur Sang, l'auto dei record

Auto per ricconi, sarebbe interesante sapere se questa vettura riuscirà a percorrere qualche strada o rimarrà nei garage di qualche collezionista. Cosa ci faranno mai mi chiedo...

La 16.4 Veyron, con i suoi 1001 cavalli di potenza, è una delle auto più esclusive in circolazione.

Verranno prodotti solo 300 esemplari di questo piccolo razzo in grado di schizzare alla impressionante velocità di 400 km/h.

Denominate Pur Sang (purosangue), queste edizioni speciali presentano una carrozzeria priva di smalto ed espongono con fierezza la loro struttura in alluminio e fibra di carbonio.

Il prezzo? Solo 1.360.000 Dollari!

venerdì 19 giugno 2009

Linux è pronto per USB 3.0

Mi ricordo che ai tempi di USB 2.0, c'erano molte difficoltà a trovare driver che funzionassero decentemente su Linux. Ci si rassegnava ad averlo 1.0, con tutte le conseguenze del caso; molte periferiche erano ignorate, molte funzioni non accessibili.

Forse in base anche a quanto sopra, la comunità Linux, non se ne è stata con le mani in mano questa volta, o forse la tecnologia è arrivata per tempo con le delucidazioni del caso, fatto sta che Linux sbaraglia tutti, proponendosi come il primo sistema operativo capace di gestire le nuove specifiche USB 3.0

Alla fine del 2008 erano state rilasciate dall’USB Implementers Forum le specifiche del nuovo protocollo USB 3.0 (Universal Serial Bus). Questo è compatibile con lo standard USB 2.0, e presenterà un throughput di trasmissione di quasi 300MB/s, a costo però di cambiare il tipo di cavo (avrà 2 fili in più) e il tipo di connettore (avrà 5 contatti in più).

La corsa alla produzione delle prime schede per PC in grado di offrire la nuova connettività USB era iniziata quasi immediatamente. Il 20 maggio 2009 l’azienda Fresco Logic ha annunciato la disponibilità della prima scheda PCI Express con connettore USB 3.0. Al Computex di Taipei la stessa Asus avrebbe annunciato la disponibilità quasi immediata di nuove motherboard P55 con supporto USB 3.0.

Nec ha annunciato la produzione di circa un milione di Controllori xHCI (Extensible Host Controller Interface, ovvero quelli USB 3.0) per schede PCI Express entro il mese di settembre.

Linux? Non è rimasto a guardare. Sarah Sharp, sviluppatrice della Intel, ha annunciato la disponibilità di un primo driver Linux per il controllore xHCI. Il nuovo driver è in lista di approvazione per la versione del Kernel Linux 2.6.31, che dovrebbe vedere la luce proprio ad inizio del mese di settembre. Purtroppo non si è riusciti ad inserire il lavoro nel rilascio 2.6.30, ma nulla di cui preoccuparsi, Linux è comunque in anticipo.

C’è da dire che Intel, che ha proprio la direzione dell’USB Implementers Forum, sta spingendo molto per il supporto Linux all’USB 3.0. Keve Gabbert, sempre di Intel, sta collaborando con Canonical (Ubuntu) e Red Hat per includere il driver nelle prossime distribuzioni.

Linux sarà il primo sistema operativo a supportare USB 3.0, e giusto in tempo per la produzione dei componenti annunciata da NEC. Sebbene in commercio ancora non ci siano dispositivi USB 3.0, c’è da dire che quando questi arriveranno Linux sarà già pronto da tempo.

Mi rimane solo un piccolo quesito: come avranno potuto testare le nuove specifiche senza che vi siano ancora componenti sul mercato? Non sarà una lunghissima fase dove vedranno gli utilizzatori del sistema come beta tester?

giovedì 18 giugno 2009

La city car ad idrogeno

Di Salvatore Lioce

Si chiama Riversimple Urban Car ed è un'auto a idrogeno. Fin qui nulla di tanto speciale perché la maggior parte dei grandi costruttori (GM, Mercedes, BMW, Honda...) ne ha una. Ma la novità di questa auto appena presentata in Inghilterra da un gruppo di ingegneri fra cui c'è Sebastian Piech, nipote di Ferdinand Porsche (proprio lui...) è che è una city car, al contrario delle altre "colleghe" alimentate a idrogeno che invece hanno bisogno di una struttura voluminosa che consenta di ospitare le fuel cell e le batterie.

Pesa infatti solo 350 kg grazie ad una carrozzeria in materiali compositi, ha 2 posti ed è grande più o meno come una Smart. E' mossa però da quattro motori elettrici posizionati in ogni ruota che sono alimentati da un sistema di celle di combustibile di solo 6kW, sufficienti però a farle raggiungere 80 km/h e una autonomia di circa 330 km, cioè oltre 100 km con un litro di idrogeno. Il tutto emettendo solo vapore acqueo.


La Riversimple Urban Car non verrà venduta, ma ceduta con una formula di leasing comprensivo di rifornimento ed eventuali riparazioni ad un canone di circa 200 sterline al mese. Ma il fatto ancora più rivoluzionario è che, a differenza di tutti gli altri costruttori, il team di Riversimple vuole competitors. Una volta approntata l'auto nella sua veste definitiva i disegni verranno pubblicati sulla piattaforma della 40 Fires Foundation secondo la filosofia open source.

Così altri costruttori di ogni parte del mondo potranno replicare la Urban Car adattandola alle proprie esigenze e migliorando il migliorabile. Ci vorrà ancora qualche anno però per vederla su strada. Nel 2010 una decina di prototipi verranno impiegati in Inghilterra per una serie di test, ma la squadra di Riversimple conta già di essere pronta per la commercializzazione già nel 2013.

Un tempo piuttosto breve, considerando che i costruttori tradizionali sostengono per la maggior parte che le auto a idrogeno saranno pronte almeno fra 10 anni...

Convegno Italia-Usa

Era da tempo che non si proponevano vignette; questa che esordisce su cosa sia andato a fare il nostro premier negli USA, anche a seguito dell'incorporazione della Chrysler nella nativa nazionale casa automobilistica italiana, mi ha strappato un sorriso.

Impatto annunciato, cioè no, scusate il disturbo

È la più grande minaccia per il nostro pianeta: il 13 aprile del 2036 - la domenica di Pasqua - l'asteroide "Apophis" entrerà nell'orbita terrestre. Avrà una probabilità dello 0,2 per cento di schiantarsi contro il nostro pianeta.

Sembra poco, ma non si sa mai. Lo ha calcolato un ragazzino di 13 anni di Potsdam, in Germania. Secondo le formule matematiche del giovane Nico Marquardt, la Nasa ha sbagliato - e non di poco - le sue previsioni sulla possibile collisione dell'asteroide con la Terra: per il giovane tedesco la probabilità d'impatto è una su 450 e non una su 45 mila.

Il tam tam mediatico si è scatenato dopo la notizia che anche la Nasa aveva dato ragione al giovane. Ma successivamente è arrivata una secca smentita: «Non abbiamo avuto nessun contatto con lui».

ASTEROIDE KILLER - Troppo tardi. La notizia del "ragazzino che ha beffato la Nasa", era prevedibile, ha fatto il giro del mondo in queste ultime due settimane. Il pericoloso asteroide, dal diametro di 320 metri e dal peso di diverse decine di milioni di tonnellate, potrebbe colpire la Terra tra 28 anni con maggiore probabilità di quella calcolata dagli esperti dell'agenzia statunitense, assicura il giovane Nico Marquardt, piccolo genio del ginnasio di Humboldt che ha osservato e fotografato l'asteroide col telescopio dell'istituto di astrofisica di Potsdam (AIP), a Babelsberg.

La traiettoria di Apophis potrebbe venire modificata a causa di uno scontro con uno dei migliaia di satelliti che gravitano intorno al nostro pianeta, ha scritto lo studente nel progetto scolastico sull' "Asteroide killer", vincitore tra l'altro di un premio speciale al recente concorso tedesco riservato ai giovani ricercatori "Jugend forscht".

CATASTROFE - L'incredibile storia è stata raccontata dal quotidiano Potsdamer Neueste Nachrichten. «Nello scontro con la Terra si libererebbe l'energia di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima nel 1945. Morirebbero milioni di persone; una fitta polvere coprirebbe il cielo per anni; un gigantesco tsunami scaturito nell'Oceano Atlantico allagherebbe parti della Terra«, ha raccontato Nico al giornale. L'adolescente sogna di poter, un giorno, lavorare proprio alla Nasa.

CLAMORE - Ma una certezza sulle probabilità per le quali il gigantesco asteroide fatto di iridio e ferro cada sulla Terra si avrà solo nel 2029, quando passerà a soli 32.500 km dal nostro pianeta. Secono l'agenzia europea Esa «le probabilità che questo colpisca la Terra restano remote, e il rischio che colpisca uno dei 35.880 satelliti geostazionari è vanificato dalla traiettoria che segue».

CALCOLI - Gli scienziati che studiano i cosiddetti asteroidi Neo (Near-Earth Objects, cioè gli oggetti che passano vicino alla Terra) hanno ribadito alle reti televisive americane che «le stime del probabile impatto di Apophis restano 1 su 45.000», negando infine di aver mai dato credito alle teorie del giovane Nico Marquardt.

Come ha fatto il nostro giovane ricercatore ad arrivare ad un risultato di due ordini di grandezza diverso da quello della NASA?

La risposta, in breve, è che egli ha preso una clamorosa cantonata. Il blog Cosmos4U ha fatto qualche indagine ed ha scoperto come sono andate davvero le cose.

Lo scienziato tedesco Frank Spahn è un esperto di meccanica celeste che ha conferito personalmente con Nico: il ragazzo ha ritenuto che l’impatto con un satellite geostazionario per telecomunicazioni possa alterare la traiettoria dell’asteroide fino a farla collidere con la Terra.

Ci sono due motivi per cui questo non può accadere: primo, la probabilità di impatto con un satellite è ancora più minuscola di quella di un impatto con la Terra; secondo – e fondamentale – la massa di Apohis è di parecchi milioni di tonnellate, mentre quella di un tipico satellite geostazionario è di circa una tonnellata – insufficiente a causare la minima variazione di traiettoria.

Non è nemmeno vero che la NASA abbia inizialmente accolto la “correzione” ai propri calcoli: la posizione dell’ente è sempre stata quella di non avere conferito con Marquardt e di considerare i propri dati e calcoli come quelli accurati. I media tedeschi e poi quelli italiani che hanno copiato la notizia, non si sono nemmeno presi la briga di contattare la NASA per chiedere chiarimenti.

Personalmente, non ho niente contro Marquardt: capita a tutti di prendere cantonate, figurarsi ai giovinetti entusiasti ma inesperti.

I media (e pure i giudici del concorso per giovani ricercatori che Nico ha vinto) invece dimostrano ancora una volta di non sapere nemmeno da che parte iniziare per fare informazione scientifica di qualità, e di essere proni a prendere per vere le affermazioni più assurde e strampalate.

mercoledì 17 giugno 2009

Sindrome planetaria terrestre

Si sa che la meteorologia e la climatologia sono spesso a livello popolare e amatoriale crivellate da luoghi comuni per lo più non veri. Ma questo non succede forse a tutte le scienze?

Il classico "non esistono più le mezze stagioni" è diventato un tormentone: un po' come quell'altro di natura politica, "si stava meglio quando si stava peggio", di ardua interpretazione filosofica!

Qualche tempo fa scrivevamo, provocatoriamente (ma poi non così tanto), che gli italiano sono un popolo di meteo-ignoranti. Conoscono molto poco sia delle caratteristiche geo-climatiche delle loro regioni, sia della fenomenologia meteorologica, sia dei recenti modelli numerico - previsionali. Insomma, spesso non hanno gli strumenti per poter giudicare, tra le altre cose, quanto sia corretta una previsione meteo o un'analisi climatica.

Detto ciò non si può certo non constatare che gli ultimi mesi hanno messo a dura prova un altro vecchio luogo comune: il dolce e mite clima mediterraneo! Ovviamente esiste anche scientificamente la definizione di clima mediterraneo per indicare un clima temperato caldo, generalmente privo di grandi eccessi, di cui beneficiano zone della Terra come la California, il meridione del Sud-Africa ed ovviamente l'Italia. A livello popolare invece si tende a pensare che l'Italia debba essere una sorta di terra felice, immune da qualsiasi estremo meteorologico.

Gli ultimi avvenimenti hanno messo a dura prova anche questo dogma.

I mesi invernali e quelli primaverili, da novembre 2008 ad aprile 2009, hanno fatto segnare il più anomalo periodo piovoso da quando si tengono misurazioni meteo accurate, cioè da quasi due secoli. Le nostre montagne sono state sommerse da metri di neve, come non accadeva da decenni, causando notevoli problemi sia agli uomini che alla natura. È addirittura molto probabile che questa estate si potrà sciare in zone dove non accadeva da molto tempo sulle Alpi.

Poi è arrivato maggio, e improvvisamente sono cessate le piogge e sono arrivate ben due ondate di caldo africano, talmente potenti da far cadere numerosi record di caldo dell'ultimo mese primaverile. 35°C in molte località del Centro e del Nord, ma anche quasi 40°C in Sardegna!

Temperature assurde per maggio, e che sarebbero considerate molto alte anche in pieno luglio!

Ovviamente col caldo è aumentata l'energia in campo: alla minima infiltrazione di aria fresca si sono scatenati in Europa e anche in Italia fortissimi temporali, spesso purtroppo associati a trombe d'aria e disastrose grandinate. Oltretutto nel giro di pochi giorni si è passati dal clima africano, caldo e umido, a nuove nevicate a quote relativamente basse per la stagione sui monti, sia sugli Appennini che sulle Alpi.

Ora insisterà sul nostro paese per alcuni giorni una circolazione orientale, fresca e instabile, che ci ha riportato bruscamente in primavera.

Tutto ciò è normale?
Non è forse il segno che il Global Warming sta rendendo davvero più violenti i fenomeni meteorologici?
Oppure semplicemente abbiamo la memoria troppo corta, e tendiamo a dimenticare che vi sono sempre stati periodi di clima estremo?

Viene celebrata ogni anno dal 1995, in tutto il Mondo, una giornata di sensibilizzazione sull'estensione del degrado ambientale in vaste regioni densamente abitate, che negli anni presentano segni premonitori di desertificazione.

Secondo gli studiosi, che oggi presentano l'argomento in Convegni e Dibattiti, le regioni più colpite in Italia sono la Puglia con il 60% di superficie vulnerabile, la Basilicata con il 54%, la Sicilia 47%, la Sardegna 31%. In queste regioni sono notevoli i processi di degrado dei suoli, tipici dell'area del Mediterraneo, tra cui i più importanti e diffusi sono l'erosione idrica ed eolica, il passaggio da periodi asciutti e caldi a quelli molto piovosi.

Desertificazione per l'Italia non significa che piove meno, ma perdita di quegli elementi che rendono fertile il suolo, con un trend per vaste aree di impoverimento della copertura di vegetazione.

Effettivamente, le regioni menzionate escono da una serie di stagioni piovose, eppure, a detta delle analisi effettuate, i danni ambientali anno dopo anno crescono. Ma allora cosa fare?

L'uomo, con grandi opere, può strappare terreni dal vero Deserto, gli Egizi ce lo insegnano, così anche i vicini popoli tra Libia, Tunisia e Algeria che hanno il Sahara in casa, e vi coltivano la terra. Oppure gli israeliani.

Tuttavia, la desertificazione italiana è una problematica poco rilevante, se confrontata con diverse regioni ed interi Stati del Pianeta, in Africa il 73% delle terre aride coltivate sono a grave rischio desertificazione.

Sfoghi... digitali

"Mamma Italia, mamma Italia..." La frase è tratta da una canzone che poi continua declarando tutto ciò che i suoi pargoli hanno fatto per costruirla e concludendo che essendo suoi figli, ci si sente come figli di...

Bene, su questo la polemica è sempre attuale. Chi non ha qualcosa da lamentarsi alzi la mano.

Oggi ci lamentiamo del DTT e delle sue derivazioni a breve termine. Iniziato alcuni anni fa, questo tormentone ha visto le persone sempre più agitarsi per capire, provare e usare il sistema.

Ricordiamo come nei negozi, ci veniva proposto il nuovissimo decoder, a prezzi... bhé lasciamo stare. Poi l'epoca del contributo che, guarda caso, portava il prezzo dei decoder a portata di tutte le tasche degli abbonati RAI; sì perché senza il canone pagato, il contributo non veniva erogato.

Tutti in attesa delle date di switch. A volte rimandate, a volte applicate con risultati... divertenti. Ora ci siamo. A breve la vecchia TV analogica, verrà posta in pensione, con buona pace di quanto ha dato finora.

Il nuovo sistema: a sentire gli "esperti", è ultrameravigliosofantasticosublimediqualitàeccelsa... gratis... sì bisogna sempre porre questa parolina alla fine, la gente ci si butta come tonni. Ma è gratis?... Ovviamente sì, per i fornitori, chiaramento no, per gli utenti.

Innanzitutto bisogna comprarsi il decoder, e bisogna essere abbonati! Ma va là, lo compri e buonanotte. Ah... ma...

Il nuovo servizio, che guarda combinazione dopo anni di prove al momento che diventa effettivo, chiede di resettare le frequenze, perchè sono diverse. (A che sono servite le prove?). Poi ci viene proposto/consigliato (obbligato a breve), di avere la nuova televisione con il decoder incorporato. Ma cosa ha nel pòpò? Una coda?.. ah no, è il cavetto telefonico per l'interattività (che non ha niente a che fare sugli allenamenti dell'Inter).

Infatti per essere "in", meglio comprare gli apparecchi con il bollino certificante "SuperFigoOptimum", con il quale si potranno aver accesso anche a servizi utilissimi: accesso ai vari URP cittadini, accesso alle situazioni pensionistiche, accesso a servizi medici,... comprare utilissime e bellissime cose per la casa, acquistare film, partite di calcio, nuove assicurazioni, una figata! (ma Internet non faceva già tutto questo?).

Nel frattempo bisogna mettere in conto il costo della chiamata, già, il doppino solitamente è collegato ad un modem di vecchio stampo, sapete com'è, questa connettività c'è, l'ADSL non arriva mica dappertutto. Così attraverso il doppino, forniamo (oltre ai soldini aggiunti) i nostri dati, cosa guardiamo, cosa compriamo e visto che il telefono è a nostro nome, anche chi siamo. Tranquilli, nessun controllo, solo, vendita mirata.

Per non parlare che ora, tutte le trasmissioni ancore rimaste decenti, potranno essere oscurate e visibili solo se l'apparecchio, fornisce i dati che l'abbonamento è attivo. In più, provate a dire che non avete l'apparecchio atto o adattabile a ricevere i segnali televisivi... Che businness!

Problema, nei paesi d'alta montagna, dove ci sono persone che comunque pagano il canone, non tutte le frequenze nazionali sono visibili. Il DTT poi, nemmeno ci arriva. Nessun problema! Si aprono alcune frequenze sul satellite (menzogna degna di un venditore, sul satellite i canali ci sono già), e si propaga attraverso questo, raggiungendo tutto il territorio. Naturalmente, essendo che il satellite copre anche zone che non stanno nel territorio nazionale, obbligatoriamente, per motivi di diritti, si deve criptare (i diritti poi vanno agli stessi che trasmettono, questa faccio difficoltà a digerirla ma comunque).

Ma niente paura, per i residenti nel suolo nazionale e in regola con l'abbonamento, verrà fornita la card in modo gratuito... cioè, ti compri il decoder e trovi l'omaggio della card (strano modo di cambiare il significato della parola... gratuito). E sei a posto! Cioè, devi fare un paio di telefonate ad un numero a pagamento per attivare la cosa, montare la parabola sul tetto ecc., ecc., però oh, tutto aggratis! (!)

E i cittadini residenti all'estero? Magari questi possono essere confortati dall'idea che si possa ricevere l'emittente della lontana nazione... Che? Scherziamo? SOLO RESIDENTI SUL TERRITORIO NAZIONALE!

Il fatto che questo sia strettamente collegato che dall'estero non si possa accedere ai numeretti magici a pagamento validi solo nel territorio nazionale e quindi, non accessibili per tutte le opzioni a pagamento aggiunte e sfuggenti al controllo, va lasciato nel contesto come discussione inutile.

E poi, cosa cavolo vogliono questi "cittadini"? Se sono all'estero non pagano tasse, se se ne sono andati significa che il paese natio gli faceva schifo, quindi schiattino! O si abbonino a forme diverse di visione.

Benvenuti nella libertà 2.0

TV, si cambia

La televisione analogica terrestre è la forma di televisione più diffusa al mondo, ricevibile attraverso le tradizionali antenne non paraboliche, ma la sua tecnologia è alquanto obsoleta e destinata ad essere soppiantata dalla televisione digitale per gli indubbi vantaggi a favore di quest’ultima.

Nella televisione satellitare il passaggio da analogica a digitale è quasi del tutto completato. Questo perché la televisione satellitare è diffusa da pochi anni, ed è sempre stata legata alla tv a pagamento perchè permette di diffondere un numero di canali decisamente maggiore rispetto alla televisione terrestre e alla televisione via cavo.

E le televisioni a pagamento satellitari sono sempre fornite attraverso un ricevitore (decoder) spesso a noleggio, quindi, in caso di passaggio da analogico a digitale, il ricevitore viene sostituito senza costi aggiuntivi per l’utente da chi fornisce il servizio.

Grazie alla Legge Gasparri, approvata nel 2003 giusto in tempo per salvare Rete4 dall'invio sul satellite, stiamo per entrare nell'era digitale. Una caterva di canali in più gratuiti per tutti, con l'aumento del pluralismo nel nostro Paese?

Nemmeno per sogno. Anzi, come al solito il Cavaliere di Hardcore sta facendo di tutto per danneggiare i suoi principali concorrenti, ossia la Rai che lui controlla come Premier e Sky, che gli toglie una buona fetta di mercato.

Entro la fine di quest'anno, i nostri vecchi televisori non funzioneranno più. I casi sono due: o si compra un decoder digitale o si cambia il televisore o si mantiene (per chi ce l'ha) Sky, che riceve i canali Rai e Mediaset direttamente dal satellite.

L'Espresso però, con l'articolo Intrigo Digitale, firmato da Alessandro Gilioli, ci fa sapere che la Rai starebbe pensando di uscire dai palinsesti Sky, dopo l'asse di ferro fatto con Mediaset per far fronte all'emorragia di telespettatori, stanchi della solita tv di regime.
Con questa mossa, la Rai perderebbe 450 milioni di pubblicità per sette anni e perderebbe circa il 13% dei suoi telespettatori, che si sintonizza sulle sue reti con la parabola. Una mossa che non avrebbe senso, se non servisse a tutelare le finanze e gli interessi del Presidente del Consiglio.

Se la Rai dovesse veramente uscire dai palinsesti Sky, i circa 4,8 milioni di abbonati, oltre ad essersi visti raddoppiare l'Iva in piena recessione, pagherebbero il canone della tv di Stato, senza possibilità di vederla, a meno che non comprino decoder per ogni televisore vecchio che hanno in casa, o in alternativa sostituirli con quelli nuovi, che hanno il decoder integrato.

Un vero affare, per chi fa i decoder (Paolo Berlusconi) e per chi fa i televisori, non certo per i cittadini, che si trovano nel bel mezzo della più grande crisi economica degli ultimi 80 anni.

Nelle campagne istituzionali per il passaggio al digitale, c'è un chiodo fisso: la modernizzazione del Paese. Eppure, se si confronta la tecnologia digitale con quella satellitare, a vincere il confronto è la seconda.

Qualche esempio? La copertura di rete: il satellite arriva dappertutto, senza consumare un Kw di energia, mentre il digitale terrestre ha bisogno di tralicci ad alto impatto ambientale ed elettromagnetico (tradotto: aumento di casi di leucemie), con costi di gestione elettrica elevatissimi.

Se poi il satellite può trasmettere in contemporanea (come fa Sky) più canali in HD, il digitale questo non può permetterselo, a causa di una banda fortemente limitata.

La soluzione, più vantaggiosa anche per il futuro, sarebbe l'IPTV, ossia la tv via internet, che consta di un decoder ibrido che permette di vedere Sky, Rai e Mediaset, a costi inferiori. Anche qui, però, il Governo ha pensato a tutto, per incentivare il digitale terrestre a discapito degli altri: il governo ha aumentato l'IVA al 20% anche sulla tv via internet, quando invece, in Francia, si abbassava al 5% per incentivare i cittadini al passaggio. Senza contare che la banda larga è un miraggio per moltissime località...

Modernizzazione del Paese? Io la chiamo Fregatura Digitale.

martedì 16 giugno 2009

Carburanti alternativi

Nei discorsi che si fanno fra amici, ma non solo, sempre più spesso capita di tessere un argomento sui biocarburanti; molto in voga oggi, vista la crisi (speculativa) del petrolio, il suo inquinamento e i suoi risvolti sull'economia mondiale.

Non ne faremo un articolo teso a sottolineare gli aspetti di bottega ma vediamo di capire meglio di cosa si tratta, a seconda del carburante che ci venga proposto come tema di conversazione:

Il BIODIESEL
Il cosiddetto biodiesel deriva da sostanze vegetali o dalla trasformazione sintetica di olio vegetale, in pratica possiamo dire che il biodiesel deriva dall’olio di colza. L’olio di colza è usato per friggere i cibi e a sua volta deriva direttamente dalla spremitura dei semi di colza, ed e solo con un processo chimico denominato transestererificazione che diventa biodiesel in grado di alimentare motori a scoppio.

Da uno studio condotto dall’Università di Siena nel 2005 si è appurato che con 2,5 tonnellate di semi di colza si può produrre una tonnellata di biodiesel. Solo che questo combustibile in effetti non è ancora utilizzato in quanto da tale utilizzo ne deriverebbero minori accise sui carburanti da parte dello Stato. Ma non è solo questo aspetto che non fa decollare il biodiesel, infatti, anche il costo di produzione elevato ha rallentato la produzione di questo biocarburante.

Le scelte effettuate pero dovrebbero tenere anche conto, secondo il nostro punto di vista, dei benefici che l’ambiente ne trarrebbe e dei nuovi posti di lavoro che si potrebbero sviluppare intorno a questa produzione, Infatti, sempre nello studio condotto dall’Università di Siena è stato stimato che l’impatto occupazionale si aggirerebbe in circa 5000 nuovi posti di lavoro nel rapporto di un nuovo posto di lavoro ogni 70 tonnellate di biodiesel prodotto annualmente.

All’estero e precisamente in Brasile gia dal 1978 si sono iniziati degli studi sui biocarburanti, infatti, in collaborazione con la FIAT brasiliana si è iniziati a produrre dei motori che andassero a alcool derivato dalla canna da zucchero e gasolio derivato dai datteri delle palme tropicali o all’olio di dende che alimenta i motori di grossi camion.


L’IDROGENO
L’idrogeno, considerato fino a pochi anni fa come il carburante in grado di risolvere i problemi legati all’inquinamento, ultimamente la sperimentazione su questo tipo di biocarburante sta incontrando una serie di problematiche di non facile risoluzione, nonostante grandi case automobilistiche hanno investito molto sulle cosiddette “auto del futuro” ovvero le auto alimentate ad idrogeno, i problemi sono sorti sia sotto l’aspetto della produzione dell’idrogeno e sia sotto l’aspetto dell’ingabbiamento, basti solo pensare che per conservare l’idrogeno allo stato liquido per 15 giorni ci vuole un serbatoio robustissimo in grado di scendere a -273 gradi centigradi.

Quindi è molto difficile che si vedranno auto alimentate ad idrogeno prima del 2020.


Il METANO e il GPL
Anche se non considerati dei biocarburanti “puri”, meritano una particolare menzione il GPL ed il Metano, infatti questi carburanti risultano essere molto meno inquinati della benzina e del gasolio. Proprio per il loro basso impatto ecologico nel passato sono stati erogati incentivi sia da parte dello Stato che da parte degli Enti Locali ai proprietari di veicoli che attuavano una conversione verso questi sistemi di alimentazione. Infatti, il 2005 sarà sempre ricordato come l’anno in cui vi è stato il più alto numero di immatricolazioni di veicoli alimentati a gas.


Il BIOETANOLO
Come gia accennato in precedenza l’etanolo, gia utilizzato in altri paesi, si adatta facilmente all’utilizzo nei mezzi di trasporto, con un costo inferiore alla benzina quantificabile in un 25%.

Ma anche per questo biocarburante bisogna fare lo stesso discorso fatto in precedenza per il biodiesel, in pratica la produzione e l’utilizzo stenta a decollare sia per gli alti costi di produzione e sia per il discorso legato alle accise dello Stato.

In Europa i paesi più avanzati sull’utilizzo dell’etanolo sono la Svezia e la Francia non a caso paesi che attuano una politica ecologica coerente con le tematiche ambientali attuali.


Il BIOMETANO
Il biometano può essere considerato uno dei biocombustibili, se non il biocombustibile, più ecologico tra quelli finora elencati, infatti il biometano a differenza del metano che è di origine fossile è prodotto attraverso processi di decomposizione naturale di sostanze organiche, sia in presenza che in assenza di ossigeno.

Il biometano, infatti, non è altro quel gas che si sprigiona, per intenderci, dalla massificazione e dalla decomposizione dai rifiuti solidi urbani e con precisione dalla frazione umida di questi scarti. Quindi oltre a riciclare questi scarti, ha un alto valore energetico che in alcuni casi supera quello del gas di natura fossile.

Quindi un biocombustibile che potrebbe in un futuro non remoto trovare il suo campo d’applicazione proprio nel settore automobilistico.

Concludiamo raggruppando quanto sopra esposto, secondo pregi e difetti dei nuovi carburanti che forse, sostituiranno l'attuale alimentazione delle nostre autovetture.

BIODIESEL
PREGI
  • Biodegradabilità
  • Assenza di Zolfo e riduzione delle emissioni inquinanti
  • Si può utilizzare negli attuali motori Diesel senza particolari modifiche
DIFETTI
  • Costi di produzione elevati
  • Potere corrosivo
  • Altri usi delle risorse di partenza più redditizi
BIOETANOLO
PREGI
  • Attualmente utilizzabile con i motori a benzina in miscela al 5% con benzina verde
  • Maggiore potenza e maggiore coppia motore
  • Biodegradabile con riduzione delle emissioni nocive
DIFETTI
  • Maggior costo rispetto alla benzina
  • Difficoltà nelle partenze a freddo
  • Altri utilizzi più redditizi
BIOMETANO
PREGI
  • Utilizzabile negli attuali motori senza modifiche
  • Si può produrlo localmente senza ricorrere all’importazione
  • Si può facilmente produrre con vari materiali di fonte rinnovabile
DIFETTI
  • Maggior costo rispetto al gas naturale
  • Necessita di avviare la raccolta differenziata delle risorse da cui ricavarlo
  • Realizzazione di impianti di produzione

Acqua da bere

Abbiamo visto come l'acqua, elemento vitale, è sempre più oggetto d'interessi economici che non sempre si allineano con l'etica di una necessità se non come una merce di profitto.

Nel caos in cui sembra ci siamo arenati, vediamo d'analizzare meglio cosa beviamo, cosa dice la legge e verso dove andremo.

Malgrado l’Italia dispone di una grande quantità di acqua agli italiani l’acqua gratis del rubinetto proprio non gli piace. Gli italiani restano i leader indiscussi di consumatori d’acqua con i suoi circa 172 litri a testa il che comporta una spesa annuale di circa 260 euro.

Occorre sottolineare che la legislazione italiana è molto attenta sulle modalita di conservazione, commercializzazione delle acque potabili e in bottiglia, infatti pone una serie di parametri molto restrittivi, circa 200, per l’acqua di rubinetto mentre solo 48 per l’acqua minerale.

La differenza sta sostanzialmente nel prezzo, infatti secondo i dati riportari da lega ambiente : un metro cubo di acqua potabile costa in media tra 0,51 e 1,08 euro mentre una bottiglia di acqua minerale contenente 1,5 litri può costare tra i 20 e i 50 centesimi di euro. Ma un altro fattore a discapito delle acque minerali in bottiglia, é i costi sia in termini di denaro che di inquinamento ambientale per lo smaltimento delle bottiglie di plastica. È pur vero, che il PET ovvero il tipo di plastica utilizzato per imbottigliare l’acqua è sicuro, ma dipende molto dalla temperatura cui queste vengono conservate.

Se ad esempio siamo una torrida giornata d’estate dove la temperatura è molto elevata, c’e il pericolo che si possono disciogliere sostanze nell’acqua. Tesi fortemente avvalorata dalle numerose sentenze della Corte di Cassazione(1), nei confronti di distributori o rivenditori che depositavano pile di acque al sole.

Premesso che tutte le acque potabili contengono sali e che qualsiasi trattamento chimico che alteri la composizione dell'acqua è vietato: le acque minerali, sia di rubinetto che in bottiglia, devono essere batteriologicamente pure e prive di inquinanti, infatti anche le acque in commercio devono essere imbottigliate come sgorgano dalla sorgente. L'unico trattamento previsto è l'aggiunta di anidride carbonica per renderle frizzanti, a seconda dei gusti dei consumatori.

Occorre puntualizzare il 25 dicembre del 2003 sono entrate in vigore regole che disciplinano le acque del rubinetto. Il nostro legislatore ha introdotto la possibilita di commercializzare acque, contenenti alcune sostanze chimiche causate dall’inquinamento che prima erano vietate. In altre parole tale decreto ha introdotto una “soglia di tolleranza” per alcune sostanze tossiche e come sostiene il ministro Loredana De Pertis, senatrice dei Verdi “ … grazie alla quale le grandi aziende produttrici possono continuare ad immettere sul mercato prodotti altrimenti fuori legge”.

Un piccolo aneddoto , recentemente la Coca Cola ha davuto ammettere che per preparare la sua famosa bevanda utilizzava la sua acqua in bottiglia Dasani, e che altro non era acqua di rubinetto! Ma fin qui niente di eclatante poiche l’acqua di rubinetto era buona se non fosse stata trattata con del bromato per purificarla e immeterla in commercio, una sostanza cargerogena, e ritirata dal mercato!

Ma cosa ci si aspetta di trovare nell'acqua?
Consultare le caratteristiche fisiologiche delle acque per in nostro consumatore é abbastanza semplice ed immediato. Infatti come previsto dalla legge ciascuna bottiglia deve avere una etichetta dove sono riportate in maniera chiara e visibile, oltre alle informazioni relative al produttore le caratteristiche e i parametri chimici e fisici contenute in esse.

Classificazione delle acque:
  • Residuo fisso ≤ 50 mg/l
    Classificazione: minimamente mineralizzate
    Proprietà: facilitano la diuresi
  • Residuo fisso 50 ≤ 500 mg/l
    Classificazione: oligominerali
    Proprietà: adatte a tavola, uso quotidiano
  • Residuo fisso 500 ≤ 1500mg/l
    Classificazione: minerali
    Proprietà: particolari applicazioni
  • Residuo fisso oltre 1500 ml
    Classificazione: ricche di sali minerali
    Proprietà: solo a scopo curativo e su consiglio medico

Questo ci fa subito capire che le acque non sono tutte uguali, ci sono acque con maggiore quantità di sodio, di calcio, potassio...insomma il mercato italiano offre una elevata gamma di acque, capace di soddisfare i diversi gusti e bisogni dei consumatori.

Bere acqua oligominerale aiuta la diuresi, consigliata quindi per eliminare i calcoli renali. Mentre chi é particolarmente attento ad una dieta disintossicativa e appropriato bere un litro e mezza di acqua oligominerale, favorendo cosi l’eliminazione di scorie dalle urine. La difficoltà alla digestione può essere aiutata bevendo acqua minerale che contiene sali minerali come il bicarbonato e il solfato; i quali favorisco un’abbassamento di acidità dell’intestino.

Per chi soffre di ipertensione, occorre un’acqua che aiuta la diuresi, in modo da espellere il sodio in eccesso.

E l'uso?
Le acque minerali non vanno conservate in luoghi esposti alla luce solare, questo perché il calore può alterare e quindi influire sull’equilibrio della flora batterica del nostro organismo.
Inoltre é preferibile bere acqua a temperatura ambiente ed é di notevole importanza il controllo dela data di scadenza ,riportato sulla stessa etichetta della bottiglia.

Una volta aperta l’acqua occorre fare attenzione a chiuderla correttamente, in modo tale da non farle perdere le caratteristiche originali.

Non c’é una regola fissa, ma l’ideale sarebbe di bere almeno 1 e mezzo durante la giornata.

Una buona abitudine é quella di bere 1 o 2 bicchieri appena svegli e prima di dormire
Per concludere si può asserire che nella maggior parte dei casi pur tenendo conto delle non sempre ottimali condizioni degli acquedotti, la scelta appare quasi scontata ovvero l’acqua del rubinetto è preferibile a quella in bottiglia, è sana ed è gratis!

Ricerche a confronto

AltaVista, Yahoo, Libero, Virgilio, ecc.. tantissimi sono i motori di ricerca presenti in internet. Perché tra i tanti dovreste preferire proprio Google?

Come tante altre cose, gran parte dipende dai gusti personali, dall’occasione, ma soprattutto da ciò che si cerca in quel momento. Tutti i motori di ricerca che si rispettino hanno dei punti saldi in comune, ad esempio la possibilità di ricercare siti web ed immagini. Ciò che maggiormente c’interessa in termini di paragone sono senz’altro le diversità.

Prendiamo come esempio Yahoo. Ha qualcosa in più di Google? La risposta è Si.. permette la ricerca diretta dei video. Ma è forse davvero utile che vi sia questa sezione? A Google di certo no, visto che ormai ha assorbito YouTube (il sito che ospita la maggior parte dei video presenti nell’intera rete internet!). Inoltre l’Homepage di Yahoo si avvale di una serie di articoli, news e diverse divisioni riguardanti gli argomenti più disparati. Google non ha niente di tutto questo, è una pagina bianca composta solo dal logo e le sezioni di ricerca.

Che un’utente possa preferire un tipo di homepage piuttosto che un'altra dipende molto dalle scelte personali, sta di fatto che l’accortezza di Google per i dettaglio non trova paragoni con altri. Riportiamo per esempio la ricerca delle immagini, solo con Google è possibile sceglierne le dimensioni.

Pensiamo ora a Virgilio, ha anche’esso la sezione video. Oltre a ciò presenta come sezioni aggiuntive “aziende”, “prodotti” e “persone” che vi consente di avere accesso ad una specie di pagine bianche con alcune notizie utili suddivise per ambito di appartenenza.

Al motore di ricerca AltaVista spetta il riconoscimento di un particolarità tutta sua, consente di ricercare specificatamente file musicali (mp3 o altri formati) direttamente dai vari siti. Peccato però che tale funzionalità non sia valorizzata al massimo difatti, all’atto di ricercare la canzone che v’interessa, vi renderete conto che i risultati sono scarsi: non trova ne la canzone vera e propria ne un link interattivo dalla quale possiate ascoltarla.

Bensì molto spesso si limita a rilevare i siti in cui il nome di quella canzone è citato.

Dobbiamo dunque riconoscere che Google, pur nella sua essenzialità, lascia spazio al dovuto accorgimento nei dettagli senza mai sforare in inutili appesantimenti strutturali rimandando ad altri ciò che non è di principale importanza ma garantendo la massima efficienza su ciò che suscita maggior interesse.

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